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Catania – Vigili del fuoco sotto pressione tra strutture precarie e inciviltà

Melania Tanteri

Catania – Vigili del fuoco sotto pressione tra strutture precarie e inciviltà

giovedì 26 Gennaio 2017 - 03:00
Catania – Vigili del fuoco sotto pressione tra strutture precarie e inciviltà

Pochi uomini, uffici in cattive condizioni e una città che non collabora

CATANIA – Pochi uomini, mezzi vecchi e poco sicuri, sedi fatiscenti e un sistema città che non collabora. Sono stati messi a dura prova i Vigili del fuoco nei giorni scorsi: il maltempo e le conseguenze della pioggia battente hanno fatto squillare incessantemente il centralino della centrale operativa, evidenziando alcune criticità presenti nell’area urbana, che rallenterebbero i servizi di emergenza. Come evidenziato da Carmelo Barbagallo, pompiere e responsabile provinciale dell’Usb che sottolinea come anche i comportamenti, pubblici e privati, dei cittadini influiscano sul sistema del soccorso.
“Gli interventi che siamo stati chiamati ad effettuare hanno riguardato prevalentemente strade allagate, automobili e mezzi pesanti rimaste in panne, cornicioni, alberi abbattuti, ecc. – spiega il sindacalista – tutti aspetti che potrebbero essere prevenuti con un’adeguata azione da parte dei privati così come da parte del pubblico”.
Curare la manutenzione di palazzi e cornicioni, posteggiare le automobili negli appositi stalli, evitando di lasciare i propri mezzi in doppia fila o sui marciapiedi, assumere comportamenti civili, agevolerebbe il lavoro dei Vigili del fuoco. “Non sempre ci si rende conto che una macchina posteggiata male impedisce all’autobotte di passare e rallenta il nostro intervento – prosegue Barbagallo. Spesso siamo costretti a chiamare Vigili urbani e aspettare che il mezzo venga rimosso. Stesso discorso per quanto riguarda la manutenzione degli edifici sia pubblici che privati”.
“La prevenzione è fondamentale per il sistema sicurezza di una città – sottolinea ancora – e non basta intervenire dopo. Occorre farlo prima e tutta la città, politici, cittadini e imprese devono capirlo”.
Intanto, l’Amministrazione comunale (come annunciato ieri sul nostro giornale, ndr) annuncia interventi nelle strade: “Non appena la situazione del maltempo di questi giorni si sarà normalizzata – assicura il sindaco Bianco – partirà il programma per sistemare 700 chilometri di strade, dando una risposta concreta alle tante segnalazioni inviateci dai cittadini”.
Il Piano del Comune per sistemare le vie cittadine aveva già preso il via nei giorni scorsi con alcuni test per la colmatura delle buche con il sistema dei tappetini d’asfalto, che consentono di evitare che il rattoppo “salti” alle prime sollecitazioni. Il programma di sistemazione delle strade cittadine prevede poi un rifacimento totale del manto stradale in via Caronda, tra le vie Francesco Fusco e Pier Maria Rosso di San Secondo, lo stradale Gravona e l’area della grande rotatoria del Nuovo ospedale Garibaldi. Saranno sistemati complessivamente oltre 25 mila metri quadrati di superficie stradale.
In ogni caso, Barbagallo, torna a sottolineare come, già da tempo, il corpo dei pompieri di Catania soffra grandi disagi e come, nonostante questo, sia sempre pronto a intervenire. Tra le problematiche segnalate, la soppressione dei sommozzatori nelle ore notturne, la mancata formazione, il personale precario e le sedi fatiscenti, per le quali hanno chiesto l’intervento del Comune di Catania e della Città metropolitana.
“Abbiamo chiesto al capo di gabinetto del sindaco Bianco, Giuseppe Spampinato – afferma il sindacalista – di sollecitare la ricognizione per verificare le condizioni delle sedi di proprietà della Provincia oggi Città metropolitana, le cui condizioni non sono ottimali. La centrale di via Cesare Beccaria, dove alcuni uffici sarebbero al freddo, il distaccamento Nord, di recente apertura e, soprattutto quello sud, in Zona industriale, che avrebbe dovuto essere chiuso ma che, dopo una superficiale sistemazione, è ancora operativo. Eppure – conclude Barbagallo – ancora è privo di acqua – che viene portata con l’autobotte – e c’è la fogna a cielo aperto”.

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