Ridare valore alle competenze - QdS

Ridare valore alle competenze

Redazione in collaborazione con Ordine Ingegneri Catania

Ridare valore alle competenze

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Ordine ingegneri di Catania: “Subito tavolo regionale”

CATANIA – «Il nostro Ordine, insieme ai 30mila professionisti di tutta Italia, è sceso in piazza il 13 maggio scorso a Roma per chiedere al Governo l’introduzione di una legge sul giusto compenso. Una straordinaria mobilitazione che ha puntato i riflettori sulla necessità, divenuta ormai inderogabile, del riconoscimento della funzione sociale delle professioni intellettuali».
Santi Maria Cascone, alla guida degli Ingegneri etnei, interviene commentando positivamente la partecipazione della categoria alla manifestazione lanciata dalla piattaforma Noi Professionisti: «Solamente recuperando il valore della dignità professionale si potrà dare un futuro ai giovani che oggi scelgono di studiare ingegneria per poi proseguire esercitando la professione. Penso sia inutile dilungarsi adesso sulle cause che hanno condotto all’impoverimento generale e diffuso delle professioni intellettuali – ha commentato Cascone – ci sarebbe il rischio di innescare una serie di dietrologie che poco avrebbero a che fare con il nostro reale obiettivo, condiviso a livello nazionale, che è quello di restituire valore alle competenze attraverso l’adozione di una legge che introduca un sistema tariffario regolamentato, con una chiara definizione delle competenze professionali che segni il superamento della Legge 248/2006 con cui è stata sancita l’abolizione delle tariffe, e che ha portato di fatto a una corsa al ribasso e il conseguente svilimento dei servizi professionali. Tutto questo – ha precisa – anche alla luce del recente orientamento della Corte europea di Giustizia che ha ribadito la legittimità della previsione normativa di minimi tariffari e la loro compatibilità con la normativa europea, purché contenuta nella legislazione nazionale di uno dei Paesi Membri. Un sistema che punta alla qualità deve avere al centro il concetto di equo compenso delle prestazioni professionali disciplinando in maniera omogenea il tema del lavoro autonomo e favorendo inoltre politiche fiscali a sostegno della libera professione e a vantaggio dei giovani che entrano nel mercato del lavoro». Gli ingegneri etnei, dunque, sulla scorta di quanto sta avvenendo a livello nazionale, con la richiesta della costituzione di un tavolo permanente per le professioni presso il ministero del Lavoro, chiedono l’avvio di un percorso di dialogo anche con il legislatore siciliano: «Auspichiamo l’istituzione di un tavolo regionale che affronti tutti gli aspetti dell’attuale contesto normativo che regola l’esercizio delle professioni – ha ribadito – a partire dal riconoscimento del ruolo dei professionisti dipendenti delle amministrazioni pubbliche fino ad arrivare al coinvolgimento dei professionisti nei processi di “semplificazione responsabile”.
Una nuova stagione quindi, in cui l’esigenza di facilitare si coniughi con il grande tema della sicurezza sociale. La nostra categoria professionale, nell’ambito delle proprie competenze e funzioni, è pronta a collaborare con le istituzioni competenti per la definizione di un quadro normativo omogeneo che restituisca dignità alle professioni intellettuali».

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