Lotta in Sicilia al cinipide del castagno - QdS

Lotta in Sicilia al cinipide del castagno

Michele Giuliano

Lotta in Sicilia al cinipide del castagno

giovedì 29 Giugno 2017 - 02:00
Lotta in Sicilia al cinipide del castagno

Ettari di castagneti devastati da un insidioso parassita: dal 2011 anche in Sicilia è stata avviata la battaglia per debellarlo. Un’insetto originario della Cina che si è diffuso per la prima volta in Piemonte nel 2002

PALERMO – Prosegue la battaglia in Sicilia per evitare il disastro dei castagneti messi in pericolo da un parassita. Dal 2011 anche nell’Isola si sta attuando un programma di lotta biologica al Cinipide del castagno. Quest’insetto, originario della Cina, ha devastato i castagneti italiani iniziando la sua espansione in Piemonte nel 2002, fino ad arrivare nel territorio siciliano dove è stato ufficialmente segnalato nel 2010.
Come è noto, l’insetto trasforma le gemme in vistose formazioni tondeggianti (galle), ostacolando quindi la formazione di foglie, fiori e rametti. In questi anni ha inciso fortemente sulla salute dei castagneti e messo in crisi la produzione di castagne. Il programma di allevamento e diffusione dell’insetto antagonista Torymus sinensis (anch’esso originario della Cina ed allevato in Piemonte) attuato dalle Regioni e finanziato dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) ha conseguito nel centro nord Italia esiti molto positivi per la risoluzione del problema.
L’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca mediterranea, al fine di salvaguardare i boschi di castagno siciliani, considerato “patrimonio inestimabile specialmente per i territori montani”, ha aderito all’iniziativa sin dai primi ritrovamenti dell’insetto nocivo nel territorio siciliano prevedendo anche la stipula di una convenzione specifica con le università di Catania e Palermo per lo studio della problematica.
I primi lanci di Torymus sinensis furono eseguiti a fine aprile 2011 grazie ad un’iniziativa di Santi Longo del Dipartimento Gesa dell’Università di Catania che acquisì alcune decine di esemplari dell’antagonista dal Disafa dell’università di Torino.
Il monumentale “castagno dei 100 cavalli” fu uno dei siti di avvio della lotta biologica al cinipide. Nel triennio 2012-14 la Regione tramite il Servizio Fitosanitario Regionale, aderendo al programma nazionale, ha beneficiato di alcuni lanci di Totymus sinensis nell’ambito del progetto Bioinfocast del Mipaaf ma dal 2014 l’assessorato all’Agricoltura e Sviluppo Rurale ha sviluppato con proprie risorse il programma di rilasci dell’insetto antagonista su tutto il territorio castanicolo siciliano. Con i 200 rilasci effettuati nel 2017 sono all’incirca 700 i lanci inoculativi dell’insetto utile effettuati in Sicilia, per un complessivo di oltre 120.000 esemplari, distribuiti capillarmente sul territorio dell’Etna, sui Nebrodi e i Peloritani, e nelle aree castanicole di recente interessate ad infestazioni della Sicilia occidentale.
“L’insediamento del parassitoide è stabilmente avvenuto in Sicilia – sostiene in un’apposta relazione il Servizio 4 fitosanitario regionale e lotta alla contraffazione -; infatti, a seguito delle attività di raccolta nei castagneti di alcune decine di migliaia di galle prelevate nei siti di pregressi rilasci sull’Etna e nella provincia di Messina, ed isolate in appositi scatole di sfarfallamento si è osservato in oltre 30 siti tra Etna e Nebrodi l’insediamento dell’insetto utile; altresì si osserva un significativo ruolo di parassitoidi autoctoni”.
Occorrerà, secondo gli esperti, ancora qualche anno per arrivare alla soluzione del problema cinipide, ma la lotta biologica è l’unica strada percorribile, come confermato dalle esperienze di altre regioni italiane e altre aree del mondo: “L’iniziativa in corso – aggiunge il Servizio 4 della Regione – è un esempio di positiva sinergia tra enti pubblici, Regione e Comuni, e soggetti privati”.

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