Con esercizio provvisorio stop stabilizzazione Lsu - QdS

Con esercizio provvisorio stop stabilizzazione Lsu

Raffaella Pessina

Con esercizio provvisorio stop stabilizzazione Lsu

sabato 19 Dicembre 2009 - 00:00

Ars: nella manovra anche le deroghe per le spese del P.o. 07/13. Salvati i piani regolatori redatti da circa 160 Comuni

PALERMO – Ancora una seduta d’Aula fissata per il 29 dicembre e l’anno 2009 per la quindicesima legislatura all’Assemblea regionale siciliana si può considerare concluso. Una seduta peraltro di carattere tecnico, con all’ordine del giorno le mozioni n. 164 (Interventi per evitare la soppressione del reparto di chirurgia generale dell’Ospedale S. Vincenzo di Taormina) e n. 165 (Iniziative a livello centrale per il mantenimento del Crocifisso nelle scuole).
Nella seduta di giovedì scorso, come da previsioni, è stata approvata la manovra di fine anno insieme con alcuni provvedimenti urgenti e l’inizio dell’anno avrà carattere provvisorio, in attesa che gli animi all’interno dei gruppi politici si rasserenino. L’esercizio provvisorio è stato approvato all’unanimità e si prolungherà fino a marzo 2010. Sono state approvate le deroghe per le spese degli interventi comunitari del Programma operativo 2007/13 e per il Par Fas, contro gli incendi boschivi e nel settore della forestazione e per gli interventi previsti nelle tabelle G, E, H della Finanziaria.
Reperiti 58 milioni per completare il finanziamento del Prof 2009 e 42 milioni, con le economie di Agenda 2000, per parte del 2010.
Proroga di tre mesi dei contratti del personale a tempo determinato utilizzato dalla Regione e dagli enti collegati. Trecentomila euro sono previsti per un contributo straordinario all’ente Fiera del Mediterraneo di Palermo per il pagamento degli stipendi del personale. Abrogata, invece, la norma della Finanziaria 2009 (il comma 4 dell’articolo 8) che consentiva agli enti locali di derogare al patto di stabilità per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Voto favorevole anche a un emendamento del governo che “salva” i piani regolatori redatti da circa 160 Comuni, il cui iter potrà essere concluso con la normativa regionale urbanistica e di valutazione ambientale vigente e non col decreto legislativo in materia di valutazione ambientale strategica. Approvate anche le norme che riguardano alcune modifiche al Bilancio 2009 con lo stanziamento di 30 mila euro per il servizio di scorta al presidente della Regione, 1,6 milioni di euro per l’Esa; di 43 milioni per il fondo unico per il precariato e le misure di fuoriuscita dal bacino del precariato, di 25 milioni per consentire il completamento delle giornate lavorative dei forestali per il servizio antincendio. Approvate, anche due modifiche alla Finanziaria 2009, proposte dal governo: l’integrazione all’articolo 17, per concedere anche alle cooperative agricole il concorso nel pagamento degli interessi sui prestiti agrari, e la sostituzione dell’articolo 18, per il consolidamento dei debiti e per la capitalizzazione delle aziende agricole.
“Staremo attenti – hanno dichiarato Salvino Caputo e Marco Falcone – che dopo il passaggio in Commissione attività produttive il dl venga approvato nelle prime settimane di gennaio”. L’Ars al termine della seduta ha votato all’unanimità l’ordine del giorno (a firma di Caputo) contro la vendita dei beni confiscati ai Boss di Cosa nostra . “Abbiamo impegnato il presidente della Regione – ha detto Caputo – a chiedere al Governo nazionale il ritiro dell’emendamento della finanziaria già approvato che consente di procedere alla vendita dei beni mafiosi”.
Inoltre per gennaio si attende la messa in atto di ben cinque leggi legate allo sviluppo dell’Isola per le quali non sono stati ancora emessi i decreti attuativi. Infine, entro la fine di gennaio si dovrebbe approvare il piano casa per il quale in commissione territorio e ambiente sono stati fatti passi avanti: Rispetto al testo presentato inizialmente, le misure sono limitate agli edifici ultimati entro il 31 dicembre 2003. Sono consentiti aumenti di cubatura fino al 35% per gli edifici residenziali e incrementi di superficie fino al 25% per gli immobili destinati alle attività produttive, a patto che attraverso gli interventi si raggiunga il 10% di risparmio energetico sul riscaldamento invernale. Sono esclusi gli interventi di ampliamento sugli immobili situati nei centri storici e nelle zone A, oltre a quelli che non risultano in regola con il pagamento di Ici e Tarsu. Gli ampliamenti volumetrici devono essere collegati al rifacimento del prospetto. È inoltre prevista una riduzione degli oneri concessori del 20%, che sale al 30% se gli interventi sono realizzati sulla prima casa. Ora la Commissione dovrà esaminare gli emendamenti aggiuntivi su esclusioni e divieti, resi necessari dopo le calamità verificatesi a Messina.

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