M5S, Cancelleri benedetto da Grillo e Casaleggio - QdS

M5S, Cancelleri benedetto da Grillo e Casaleggio

Carlo Alberto Tregua

M5S, Cancelleri benedetto da Grillo e Casaleggio

venerdì 14 Luglio 2017 - 00:00

Destra e Sinistra balbettano

Destra e Sinistra non esistono più, però, per comodità di comunicazione, tutti i giornali continuano a far riferimento all’agone politico per indicare da un canto il raggruppamento tra Berlusconi, Salvini, Meloni e i cespugli del Centro, e dall’altro il raggruppamento tra Pd e le diverse Sinistre sorte per conservare il posto, con qualche altro cespuglio del Centro.
In questo quadro, mantiene una grande coerenza di comportamento il Movimento 5 Stelle, che ha sempre dichiarato di non poter allearsi con alcuno, con ciò precedendo la nuova rotta di Matteo Renzi, che ha dichiarato pubblicamente come non gli interessino le alleanze ma proporre un programma di più punti al servizio dei cittadini.
Si tratta di una posizione coraggiosa sulla quale Matteo Renzi si gioca il suo futuro, questa volta in via definitiva. O vince il banco o dovrà ritirarsi.
Ma è l’unica strada, perché con i gravi problemi che pesano sul Paese, con la forza sempre più intensa del M5S e con la crescita di consensi verso Berlusconi, che sta riacciuffando i suoi elettori astensionisti, non c’è altra strada.

In fondo si tratta del ripristino occulto del maggioritario, che però non è supportato dalle due leggi elettorali, una per il Senato e una per la Camera, difformi e che, se utilizzate così come sono, produrrebbero il caos istituzionale conseguente alla ingovernabilità e, quindi, a un ritorno alle urne com’è capitato qualche anno fa in Spagna e in Grecia.
In questo quadro, il governo Gentiloni dovrà muoversi con i piedi di piombo per affrontare quel sesto grado che è la Legge di bilancio 2018, da inviare alla Ue – ricordiamo continuamente – entro il 15 ottobre prossimo.
Ecco perché Renzi ha deciso la svolta, anche interpretando modelli di democrazia diretta che hanno portato alla vittoria Donald Trump, in Usa, e Emanuel Macron, in Francia. Sarà il terzo episodio vincente quello di Renzi? Non lo sappiamo perché il nostro Paese è gravato da un retaggio millenario di divisioni interne, oltre che dagli 8 mila Comuni e dalla moltitudine di usi e consuetudini.

La kermesse del M5S a Palermo, di domenica 9 luglio, ha indicato in Giancarlo Cancelleri il candidato alla presidenza della Regione. Il risultato era scontato anche se è scaturito solo formalmente dalle cosiddette “regionarie”.
Nessuno dubitava di questo risultato, perché la piattaforma Rousseau è ben gestita dall’associazione di Casaleggio. Non ipotizziamo che vi siano imbrogli, ma la rete degli internauti fedeli al Movimento, funziona a comando, salvo il caso improvvido di Genova, quando a sorpresa emerse una candidata Marika Cassimatis, non gradita al tandem Grillo/Casaleggio, prontamente sostituita con Pirondini che non è riuscito ad arrivare neanche al ballottaggio.
Cancelleri è un giovane di belle speranze che ha le idee chiare, e se dovesse diventare presidente della Regione dovrebbe dimostrare qualità per rimettere a posto un apparato disastrato, che paga centomila cedolini al mese come segue: 18 mila dipendenti diretti e indiretti, 7 mila dipendenti delle partecipate regionali, 50 mila dipendenti della sanità, 25 mila fra forestali ed altre sigle.

Una Regione che paga 100 mila cedolini al mese, che spende il 57% del proprio bilancio nella sanità, che non utilizza i fondi europei e quelli statali, che blocca le opere pubbliche, che non promuove la crescita con appositi piani in agricoltura, nel legno, nel turismo e nei servizi avanzati, una Regione così non ha alcuna speranza di diventare europea, per crescita, sviluppo e occupazione; è destinata a declinare, spopolandosi e cacciando i giovani siciliani bravi che nel mondo hanno successo .
Cancelleri dovrà affrontare tutto questo. Le sue probabilità di vittoria sono elevate, almeno secondo gli attuali sondaggi, perché con questa legge elettorale, chi prende piu voti vince.
Testardi sono stati i deputati regionali di Destra e Sinistra (che non esistono più) a non modificare tale legge a doppio turno. Testardi sono stati i deputati regionali a non varare le riforme urgenti. Testardi a non approvare una Legge di bilancio 2017 che privilegiasse gli investimenti rispetto alla cattiva spesa corrente. Così perderanno.
“Chi è causa del suo male pianga se stesso”.

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