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Mafie: il grande patto per attaccare lo Stato

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Mafie: il grande patto per attaccare lo Stato

giovedì 27 Luglio 2017 - 08:00
Mafie: il grande patto per attaccare lo Stato

‘Ndrangheta insieme alla mafia nella stagione delle stragi. Arrestati due boss

REGGIO CALABRIA – La ‘ndrangheta fu protagonista, al pari della mafia, nell’attacco allo Stato portato tra il 1993 ed il 1994 in quella che fu definita la stagione delle “stragi continentali” con gli attentati di Firenze, Milano e Roma. È quanto emerso dall’indagine della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di boss calabresi e siciliani per gli attentati ai carabinieri a Reggio Calabria.
L’operazione, non a caso, è stata denominata ‘’Ndrangheta stragista’ dagli inquirenti. In carcere è finito Rocco Santo Filippone, elemento organico al potentissimo clan Piromalli di Gioia Tauro; inoltre, è stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere a Giuseppe Graviano, capomafia del mandamento di Brancaccio, Palermo.
Per il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, e per il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, sono Filippone e Graviano i mandanti dell’omicidio dei carabinieri Antonio Fava e Giuseppe Garofalo, trucidati nei pressi dello svincolo di Scilla il 18 gennaio 1994, e dei due agguati che nei giorni successivi sono quasi costati la vita ad altri quattro loro colleghi, Bartolomeo Musicò e Salvatore Serra, feriti alla periferia Sud di Reggio Calabria il 1 febbraio, e Vincenzo Pasqua e Salvo Ricciardo, rimasti miracolosamente illesi dopo l’attentato subito il 1 dicembre del ‘93.
“Questa indagine è un orgoglio. Si è fatta luce sulla conclusione della stagione stragista di Cosa nostra e oggi possiamo anche delineare il ruolo svolto dalla ‘ndrangheta calabrese in questo contesto”, ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. “I delitti contestati – ha spiegato – sono aggravati non solo dal metodo mafioso, ma anche e soprattutto dalla finalità terroristica. Oggi possiamo affermare, attraverso elementi di indagine e prove solide, che si trattò di omicidi e tentati omicidi che si inseriscono nel disegno stragistico avviato il 23 maggio del 1992 e si inseriscono, in pieno, con finalità di terrorismo. Si tratta di un terrorismo eversivo – ha proseguito il procuratore nazionale antimafia – ma al tempo stesso è un terrorismo conservativo perché la strategia stragista tendeva più a conservare che a porre in essere una finalità eversiva degli assetti esistenti prima dell’inizio della stagione delle stragi. In questo ambito temporale si inserisce appunto la stagione stragista organizzata dagli uomini di Cosa Nostra e dai capi della “ndrangheta”.

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