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Palermo – Comune: la colossale bufala del Documento del fabbricato

Luca Insalaco

Palermo – Comune: la colossale bufala del Documento del fabbricato

martedì 22 Dicembre 2009 - 00:00

Un “libretto d’identità” su cui avrebbero dovuto essere annotate le caratteristiche dei singoli edifici. Istituito cinque anni fa dall’amministrazione è rimasto soltanto un progetto

PALERMO – Il terremoto in Abruzzo ha dimostrato come la necessità di sicurezza mal si addica ai tempi della macchina amministrativa.
Oltre a un centro storico che brulica di palazzine fatiscenti, pronte a sbriciolarsi dopo qualche ora di pioggia, anche il capoluogo in tempi recenti ha tremato e temuto per le bizze del sottosuolo. Prima il crollo di una palazzina in via Pagano, poi il terremoto del settembre del 2002 che peggiorò le condizioni di molti immobili. Avvisaglie che quattro anni fa indussero la Giunta comunale ad approvare una delibera che approvava il regolamento del Dief, ovvero il Documento identificativo dell’efficienza del fabbricato (delibera n. 614 del 29/12/2005). Una sorta di carta d’identità sulla quale avrebbero dovuto essere annotate tutte le caratteristiche degli edifici: tipologia e strutture di fondazione ed elevazione, anno di costruzione, certificazioni statiche o sismiche oltre alla natura di eventuali fessure e lesioni. Inoltre, avrebbero dovuto essere riportati planimetrie e grafici con tutte le caratteristiche dell’immobile, la relazione geologica relativa al sottosuolo, gli eventuali interventi effettuati per la messa in sicurezza, un giudizio sintetico sull’eventuale stato di degrado e una dichiarazione di efficienza del fabbricato sottoscritta da un professionista. Per redigere il documento, si rendeva quindi necessario controllare tutti gli edifici pericolanti e lo stato di sicurezza degli immobili.
L’obbligatorietà del libretto era prevista anche per i fabbricati di nuova costruzione, per i quali avrebbe dovuto essere presentato contestualmente alla comunicazione di fine lavori, depositato alla Protezione civile dai proprietari o responsabili dei condomini, per essere aggiornato ogni dieci anni.
“È un atto importante – recitava una nota del sindaco Cammarata – che testimonia la nostra attenzione sui temi della sicurezza dei cittadini. Avere un documento che certifichi lo stato di ciascun edificio significa conoscere l’eventuale assenza di opere di manutenzione o dissesti geologici e rendere gli interventi mirati ed efficaci a tutela e garanzia di tutti”.
Del Dief, tuttavia, dopo l’approvazione dell’esecutivo se ne sono perse le tracce. “Contiamo entro la prima metà del 2010 di far partire i corsi per formare un centinaio di tecnici che siano in grado di redigere il documento” dicono adesso dagli uffici della Protezione civile.

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