Formazione, con l'Iefp la Sicilia sperimenta il sistema duale - QdS

Formazione, con l’Iefp la Sicilia sperimenta il sistema duale

Michele Giuliano

Formazione, con l’Iefp la Sicilia sperimenta il sistema duale

martedì 05 Settembre 2017 - 06:00
Formazione, con l’Iefp la Sicilia sperimenta il sistema duale

Al via l’alternanza scuola-lavoro accoppiata alla formazione per potenziare la preparazione. La Regione nomina la commissione per l’esame dei progetti da far partire

PALERMO – Entra nella sua fase clou il processo per l’avvio in via sperimentale del sistema duale dell’Iefp in Sicilia, Il sistema di istruzione e formazione professionale che si articola in percorsi di durata triennale e quadriennale, finalizzati al conseguimento, rispettivamente, di qualifiche (Eqf3) e diplomi (Eqf4) professionali. In via di valutazione le proposte progettuali di enti e associazioni che hanno proposto attività di questo genere.
L’assessorato regionale alla Formazione professionale, attraverso un decreto del dirigente generale Gianni Silva, ha nominato la commissione che sarà chiamata a valutare questi corsi e attività di inserimento professionale. Alla presidenza è stato nominato Giuseppe Picone, il quale sarà affiancato da tre membri (Serafina Novara, Gaetana Sciortino e Francesco Paolo Lo Curcio) e da un collaboratore (Maria Alfano).
La commissione sarà convocata per il suo insediamento dal dipartimento del Servizio VII-Scuole Statali. Si tratta di progetti importanti perchè qualifiche e diplomi professionali che saranno rilasciati a chi frequenterà i corsi, di competenza regionale, sono riconosciuti e spendibili a livello nazionale e comunitario, in quanto compresi in un apposito ‘Repertorio nazionale’, condiviso tra Stato e Regioni con accordo del 27 luglio 2011 (aggiornato con accordo del 19 gennaio 2012).
Le qualifiche e i diplomi di Iefp sono anche correlati alle “aree economiche e professionali” utilizzate anche per correlare i titoli di istruzione tecnica e professionale quinquennali. I percorsi che prevedono l’alternanza dell’attività scuola-lavoro per i ragazzi che non vogliono proseguire secondo i percorsi tradizionali.
Si tratta di un provvedimento mirato a contrastare l’abbandono scolastico e a favorire la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, attraverso tre principali modalità: l’accesso a imprese formative durante il percorso curriculare, un’alternanza scuola-lavoro ‘rafforzata’ (dove cioè la metà del percorso formativo sia in azienda) e il nuovo apprendistato, che impone almeno 500 ore di formazione in aula e 500 in azienda. Sarà possibile avviare fino ad un massimo di 20 percorsi sperimentali, per un costo massimo, per ciascun corso, di 84 mila euro, assegnati prioritariamente a qualifiche diverse da ‘Operatore del benessere’ ed ‘Operatore della Ristorazione’, escluse da questa fase di attuazione del progetto. Saranno ancora favorite le classi numerose, composte da 27 allievi, con sede nei piccoli centri diversi dai capoluoghi e ove insistono Istituti Professionali di Stato.
Si terrà conto anche della data ed ora di ricezione della richiesta, da inviare tramite posta elettronica certificata secondo uno schema allegato alla circolare. Saranno inoltre autorizzati fino a 3 percorsi di terzi anni in alternanza scuola-lavoro in prosecuzione del secondo anno appena concluso e 10 percorsi di primo anno di Istruzione e Formazione Professionale sperimentali del Sistema Duale con Impresa Formativa Simulata, anch’essi per un importo massimo di 84 mila euro ciascuno, che rispondano agli stessi requisiti già indicati.
Il sistema duale, mutuato dalla cultura tedesca e diffuso in molti altri Paesi del Nord Europa, è salito alla ribalta nel più recente dibattito politico italiano, nell’ottica di adottare le misure di medio-lungo periodo per ridurre i tassi di disoccupazione.

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