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Catania – Gli Archi della Marina “sprecati”, a New York farebbero un parco

Melania Tanteri

Catania – Gli Archi della Marina “sprecati”, a New York farebbero un parco

mercoledì 30 Dicembre 2009 - 00:00

Diverse proposte e una raccolta di firme per l’interramento della linea, ma di fatto nessuna iniziativa. Nella Grande Mela la High Line nasce da una ferrovia sopraelevata dismessa

CATANIA – Un parco urbano realizzato su un antico percorso ferroviario che, da una parte all’altra, attraversa la città. No, non si sta parlano di Catania e di un fantomatico parco sugli archi della marina, che molti vorrebbero trasformati in qualcosa del genere, ma di una città diversa, sicuramente più creativa, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. È New York, dove, dopo cinque anni di lavoro, è stato inaugurato il parco pubblico più insolito degli ultimi tempi, uno dei posti più trendy della Grande Mela: si trova a 10 metri sopra la città ed è stato realizzato lungo la linea ferroviaria sopraelevata, la High Line, una ex rovina industriale, lungo un percorso di 2,4 km, che si snoda per 22 isolati.
La High Line fu costruita nel 1930 e, quando da parte dell’amministrazione newyorkese si paventò l’ipotesi di demolirla, nel 1999, si formò un comitato no profit che, in collaborazione con la città, diede vita al progetto di riqualificazione, trasformandola in un parco pubblico, aperto tutti i giorni. Dunque, mentre negli Stati Uniti si lavorava alacremente per realizzare qualcosa di utile e di pubblico ricavandolo dalle rovine di una storica linea ferroviaria, a Catania, nel corso degli anni, solo parole e false promesse relativamente agli Archi della Marina, anch’essi storicamente importanti, culturalmente rappresentativi e simbolo di una parte pulsante della città, la Civita. Sull’argomento spinoso, che da anni tiene sospeso il fiato di molti cittadini, relativamente al futuro del “monumento” , molte, infatti, le voci che si sono rincorse: abbatterli per recuperare, almeno a livello visivo, il rapporto con il mare, realizzare una pista ciclabile che da Ognina arrivi fino al centro storico, o mantenerli così come sono perché espressione del passato della città etnea e parte integrante della sua storia, magari realizzandovi all’interno spazi culturali.
Che vengano abbattuti o trasformati in qualcos’altro, però, non è ancora dato saperlo, dal momento che di progetti ufficiali non si parla, nonostante l’emendamento n. 19 al nuovo Prg, quando fu presentato dalla precedente amministrazione, prevedeva di rivedere la viabilità in corrispondenza degli archi della marina in relazione all’interramento ferroviario e al piano regolatore del porto, prevedendo già di farne un percorso pedonale e ciclabile e di creare un parco archeologico sotterraneo. Mentre a New York, dunque, si passeggia a 10 metri di altezza, a Catania si discute, si raccolgono firme, si promette, ma, all’atto pratico non cambia nulla.

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