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Biologico, cresce il consumo anche in Sicilia

Liliana Rosano

Biologico, cresce il consumo anche in Sicilia

mercoledì 15 Novembre 2017 - 03:00
Biologico, cresce il consumo anche in Sicilia

Dati Coreas, AssoBio e Biobank: l’Isola è prima per superfice agricola utilizzata (23% del dato nazionale) e per operatori. Unico settore produttivo considerato di “interesse nazionale”. Minore l’uso al Sud rispetto al Nord, ma maggiore la crescita registrata (+26,4%)

PALERMO – La Sicilia è la prima regione italiana nel settore biologico ma tra le ultime per consumo, anche se il trend sta cambiando.
Sono i dati del biologico di Coreas, Asso Bio e Biobank a tracciare il quadro del comparto biologico che è sempre più in crescita in Italia. Secondo il Rapporto Coreas 2017, nel settore del biologico, la Sicilia è la prima regione italiana sia per numero di operatori (11.326 aziende pari al 18,9% del dato nazionale) che per superfice agricola utilizzata (345.071 ettari pari al 23,1% del dato nazionale).
Nel comparto agrumicolo, la Sicilia guadagna il primo posto delle regioni italiane con 70.000 ettari di superficie in produzione pari al 58 % del dato nazionale. Di questi, ben 19.124 ettari sono in bio. Nel settore dell’olio, la Sicilia è terzo produttore italiano dopo la Puglia e la Calabria, con i suoi 140.000 ettari di uliveti pari al 13% del dato nazionale: di questi, ben 16.000 ettari sono in bio.
Il biologico è l’unico settore produttivo che si qualifica come “di interesse nazionale” e si vede riconoscere una funzione sociale attraverso la fornitura di beni pubblici. Sul mercato italiano, il peso del biologico sulla spesa alimetare è del 3.4% (in crescita del 16,7% nella Gdo nei 12 mesi chiusi al 31 luglio 2017, nei discount è crecsiuto del 24.9%, dati Nielsen).
Al Sud, Assobio ha fornito i dati dell’aggregato Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, mettendo in rilievo che, in queste regioni, il peso è sensibilmente inferiore, costituendo l’1,9% della spesa alimentare. Però è al Sud che si esprime la crescita maggiore (+26,4% di vendite nell’ultimo anno) mentre nel Nord est, la regione in cui il consumo è più alto (4% dei consumi alimentari), la crescita è stata del 12,1% nei dodici mesi. Il che sta a dire che, anche se parte da consumi bassi, il Sud sta crescendo a un tasso doppio rispetto alle regioni in cui il consumo è superiore.

BioBank, nel 2016 ha stilato la classifica delle città italiane metropolitane più biologiche piazzando Palermo al 14 posto e Catania al 15. La classifica nasce raccogliendo tutti i dati che hanno a che fare con le attività cittadine legate al biologico: dai mercatini, ai negozi, alle fiere bio.
Catania invece è al quinto posto nella classifica delle 10 province italiane leader nel consumo di biologico nel settore dell’e-commerce
A guidare la classifica delle regioni bio è l’Emilia Romagna seguita dalla Lombardia e dalla Toscana. Per la stesura finale della classifica sono state prese in considerazione tutte le attività legate al bio, comprese quelle che rientrano nel turismo biologico.
Quello che è certo è che in Italia gli acquisti di prodotti “bio” stanno esplodendo: nel 2017 dovrebbero aumentare addirittura del 12% e del 15,4% se si considera solo la grande distribuzione. Il valore totale della filiera è portato così a 4,9 miliardi l’anno, tre dei quali prodotti dalle vendite in Italia e 1,9 dall’export, per cui l’Italia è il numero uno in Europa e il numero due al mondo dietro gli Stati Uniti.
Come già ricordato, il biologico è l’unico settore produttivo che in Italia si qualifica come “di interese nazionale”, ed è per questo che gli vine riconosciuta una funzione sociale attraverso la fornitura di beni pubblici.

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