Giovanni Ardizzone: "Abolire voto segreto all'Ars" - QdS

Giovanni Ardizzone: “Abolire voto segreto all’Ars”

Raffaella Pessina

Giovanni Ardizzone: “Abolire voto segreto all’Ars”

giovedì 07 Dicembre 2017 - 06:00
Giovanni Ardizzone: “Abolire voto segreto all’Ars”

In riferimento a Musumeci: “Lo stimo, mi auguro faccia da freno a impresentabili”. Appello del Presidente uscente: “No a ricatti e condizionamenti”

PALERMO – È cominciato il percorso di accoglienza per i deputati a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana. La mattinata, ieri, è cominciata con un caffè, un cornetto ed un succo di frutta. Poi la foto per il badge e il colloquio con i funzionari parlamentari che consegnano guide, manuali e password per l’accesso alle banche dati. Infine, la compilazione di una serie di moduli per comunicare dati anagrafici ed personali.

Il primo a presentarsi, ieri mattina alle 10 in punto, è stato Claudio Fava (l’unico eletto nella lista Cento Passi). “Sono stato parlamentare nazionale e parlamentare europeo – ha detto incontrando i giornalisti – e sono rimasto colpito dalla grande gentilezza e competenza dei funzionari che mi hanno accolto qui al Parlamento regionale: c’è un livello qualitativo molto alto, l’Ars deve tornare ad essere un punto di riferimento per la Sicilia”. Per Fava si tratta di un ritorno: era già stato parlamentare regionale per pochi mesi, nel 1991 con La Rete di Orlando, prima di dimettersi per essere eletto alla Camera. Questa volta ha deciso che non lascerà il seggio. “Sono stato il primo a presentarmi oggi – ha detto – e sarò l’ultimo a spegnere la luce quando finirà la legislatura. Non mi dimetterò e non mi candiderò al Parlamento nazionale, resterò qui e, almeno in questa fase iniziale, aderirò al gruppo misto”. Fava ha attaccato l’assessore regionale ai Beni culturali: “Le parole di Sgarbi nei confronti di Di Matteo sono state fuori luogo. Non tanto per la persona ma rispetto al tema del ‘rischio della vita’: è un tema delicato, va trattato con attenzione”. Il riferimento è alle considerazioni di Sgarbi su Di Matteo, dicendo che ha tratto beneficio dalle minacce di morte ricevute dall’allora vivo Totò Riina. In quella occasione Di Matteo aveva ribattuto seccamente di non voler replicare a Sgarbi che “per affermazioni dal contenuto molto simile, è già stato rinviato a giudizio per diffamazione aggravata mei miei confronti. Il processo inizierà a gennaio davanti al Tribunale di Monza”.

Il secondo parlamentare è stato il neo assessore al Territorio Toto Cordaro. Il servizio di accoglienza sarà attivo oggi fino alle 13.
Venerdì 15 dicembre è prevista la prima seduta a Sala D’Ercole. Dopo una legislatura contrassegnata dalla immobilità legislativa sono in molti ad auspicare innovazioni e modifiche. Tra questi vi è l’ex presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che ha dichiarato come il suo rimpianto sia stato quello di non essere riuscito a far abolire il voto segreto all’Assemblea. Ardizzone ha lanciato un appello al Presidente Musumeci: “Spero che lui riesca a cancellarlo, per evitare di essere sottoposto ad una legislatura di ricatti e condizionamenti”. Ardizzone, è tornato ancora sul tema della mafia nelle istituzioni e parlando di Musumeci ha detto: “È una persona che stimo e che continuo a stimare, nonostante le difficoltà operative nel tenere insieme la sua maggioranza. Mi auguro possa fare da freno rispetto agli appetiti degli impresentabili, che oggi sono più o meno palesi. Ho posto il tema degli impresentabili per primo nel mio ruolo di presidente dell’Ars”. “Ho detto anche in presenza del capo dello Stato che sugli scranni di Sala D’Ercole si sono seduti fior di mafiosi. Addirittura chi non era apertamente mafioso era complice della mafia perché si girava dall’altro lato e nel corso di questi settanta anni ha perfino negato l’esistenza della mafia. Ora si è trasformata e quindi bisogna stare attenti e vigilare”. “Purtroppo i partiti sono stati deboli, abbiamo visto quello che è successo, non so cosa succederà. Mi auguro che si possa fermare qui, ma le avvisaglie non depongono bene anche perché i partiti sono venuti meno al loro ruolo”. Ardizzone si era ricandidato, ma non è stato rieletto e tornerà a praticare la sua professione di avvocato.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684