Rajoy rifiuta incontro con Puigdemont - QdS

Rajoy rifiuta incontro con Puigdemont

redazione

Rajoy rifiuta incontro con Puigdemont

sabato 23 Dicembre 2017 - 07:00
Rajoy rifiuta incontro con Puigdemont

Il capo del governo spagnolo “Dialogo con Ciudadanos” che ha vinto voto

BARCELLONA – Il capo del governo spagnolo Mariano Rajoy ha respinto la richiesta dell’ex presidente indipendentista Carles Puigdemont di incontrarlo dopo la vittoria dei separatisti in Catalogna alle elezioni.
Intervistato sulla proposta di dialogo lanciata da Puigdemont da Bruxelles dove è in esilio, Rajoy ha risposto: "La persona che dovrei incontrare, è quella che ha vinto le elezioni, la signora (Ines) Arrimadas", la capolista del partito anti-indipendenza Ciudadanos che ha ottenuto il maggior numero di seggi nel parlamento catalano. Il presidente catalano destituito Carles Puigdemont aveva chiesto di essere ascoltato dalle istituzioni europee dopo la vittoria degli indipendentisti alle elezioni in Catalogna. “Chiedo solo alla Commissione europea o alle altre istituzioni di ascoltare il popolo catalano, non solo lo stato spagnolo”, aveva detto.
Il futuro della Catalogna resta incerto dopo che le formazioni separatiste hanno vinto il voto anticipato indetto dopo la fallita dichiarazione d’indipendenza che ha preoccupato l’Europa e provocato la più grave crisi politica spagnola on decenni. Con un’affluenza record dell’82%, gli elettori catalani hanno restituito il mandato ai leader indipendentisti regionali che hanno fatto campagna in esilio o dietro le sbarre.
In un chiaro segnale del conflitto che lacera la società catalana sull’indipendenza il partito centrista fermamente anti-secessione Ciudadanos è in primo partito singolo nell’assemblea regionale, con 37 seggi su 135. Ma a meno che che le tre liste indipendentiste non riescano a raggiungere un’intesa, saranno loro a guidare la Catalogna con 70 seggi in totale, due i meno della passata assemblea.
Per i catalani su entrambi i fronti il voto è stato un momento della verità, dopo mesi di tensioni e proteste mai viste dalla morte del dittatore Francisco Franco nel 1975.
I separatiste festeggiano. "è un risultato che nessuno può contestare" ha detto il deposto presidente catalano Carles Puigdemont, dal suo esilio auto-imposto in Belgio. “lo stato spagnolo è stato sconfitto. (Il premier Mariano) Rajoy è i suoi alleati hanno perso”.
Il governo spagnolo ha sciolto il parlamento catalano e preso l’iniziativa senza precedenti di privare la regione della sua preziosa autonomia a seguito della dichiarazione d’indipendenza del 27 ottobre che ha fatto tremare un’Europa già scossa dalla Brexit. In gioco c’è l’economia di una regione che ha visto il settore del turismo soffrire e oltre 3.100 imprese, tra cui le maggiori banche, utilities e assicurazioni, spostare le sedi legali dalla Catalogna. La dichiarazione è arrivata dopo il referendum vietato del 1 ottobre, macchiato da una brutale repressione della polizia.
Rajoy e il suo governo conservatore hanno tentato di soffocare il movimento indipendentista, silurando il governo regionale e sciogliendo il parlamento. La magistratura spagnola ha messo sotto inchiesta i leader separatisti per ribellione, sedizione e malversazione. Puigdemont, fuggito in Belgio, da dove ha tentato di raccogliere sostegno internazionale per la sua causa, non è più tornato in Spagna, dove verrebbe arrestato. Finora la Ue ha sostenuto Rajoy, schierandosi a sostegno dell’ordine costituzionale e dicendo che la questione è interna alla Spagna.
La Commissione Ue ha sottolineato che la sua posizione non cambia qualunque sia l’esito del voto.
La lista di Puigdemont, Junts per Catalunya, ha ottenuto il miglior risultato delle tre formazioni separatiste, un colpo gravissimo per Rajoy. “Il principale sconfitto della legge elettorale è stato il Partido popular del premier Mariano Rajoy, che ha ottenuto solo tre seggi” ha spiegato all’Afp Antonio Barroso, analista del rischio politico di Teneo Intelligence a Londra. “Il 2018 probabilmente sarà l’anno in cui si chiarirà se Rajoy può sopravvivere o meno per l’intero mandato” ha aggiunto.

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