Selinunte ricostruita in 3D com'era nel VII secolo a.C. - QdS

Selinunte ricostruita in 3D com’era nel VII secolo a.C.

redazione

Selinunte ricostruita in 3D com’era nel VII secolo a.C.

sabato 30 Dicembre 2017 - 02:00
Selinunte ricostruita in 3D com’era nel VII secolo a.C.

Filmati con una termocamera ambienti naturali e primi insediamenti

PALERMO – Come era Selinunte prima del VII secolo a.C.? Come era il territorio? La risposta è arrivata dal sottosuolo. I geologi sono riusciti a entrare in quegli ambienti naturali grazie a termocamere che, tramite apposite indagini geofisiche, stanno per rivelare un ambiente che a occhio nudo non è possibile vedere. “A gennaio – ha affermato Gilberto Pambianchi, presidente dei Geomorfologi italiani, ordinario di Geomorfologia e Geografia fisica dell’Università di Camerino e coordinatore del progetto scientifico di ricerca sul Parco archeologico di Selinunte – presenteremo per la prima volta alla stampa di tutto il mondo i risultati del progetto di ricerca portato avanti da Università di Camerino, soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Trapani e Parco archeologico di Selinunte”.
Come spiegato da Pambianchi e dal geoarcheologo Fabio Pallotta, attraverso dettagliati studi di Geomorfologia Ambientale e Idrogeologia effettuati sul posto,gli studiosi sono riusciti “a ricostruire, in 3D, la situazione paleo-ambientale esistita nel corso di tutte le principali colonizzazioni storiche. Siamo dinanzi a risultati importanti perché con, l’utilizzo delle apposite strumentazioni a disposizione dei geomorfologi italiani, è stato possibile vedere come era l’ambiente naturale antecedente alle epoche storiche già conosciute. Con l’ausilio di una termocamera siamo riusciti a ottenere immagini uniche degli ambienti sottostanti”.
“È come se si scoprisse – ha aggiunto Pambianchi – una Pompei antica antecedente a quella che oggi vediamo e che possiamo visitare. A Selinunte siamo riusciti a filmare con la termocamera in sostanza gli ambienti naturali dei primi insediamenti, dunque una realtà non ancora venuta alla luce, ma che è sotto. Siamo riusciti anche a definire lo stato delle pericolosità idrogeologiche e sismiche insistenti su tale territorio e che potrebbero gravemente colpire l’eccezionale patrimonio monumentale esistente”.
Dal 15 al 17 gennaio 2018, la stampa non solo potrà vedere le immagini effettuate con la termocamera, ma potrà partecipare alla conferenza durante la quale si presenteranno i risultati del primo anno di attività di ricerca dei geomorfologi dell’Università di Camerino sul Parco archeologico di Selinunte.

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