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Agrigento – Il 2009 della Guardia di finanza fra evasori, malavita e pirateria

Paolo Picone

Agrigento – Il 2009 della Guardia di finanza fra evasori, malavita e pirateria

venerdì 08 Gennaio 2010 - 00:00

Notevole impegno nella lotta alla criminalità organizzata con il conseguimento di risultati significativi. Il bilancio dell’attività tracciato dal comandante provinciale, Vincenzo Raffo

AGRIGENTO – Inizio di un nuovo anno e tempo di bilanci per il Comando provinciale della Guardia di finanza agrigentina.
Dati alla mano, è stato il tenente colonnello Vincenzo Raffo a illustrare i risultati ottenuti nel corso del 2009.
“Il nostro Comando – ha detto Raffo – può vantare una copertura totale dal punto di vista del piano organico. Abbiamo mezzi all’avanguardia e personale qualificato e proprio per questo siamo riusciti a conseguire questi importanti risultati”.
Nel settore tributario, ovvero nell’ambito dei controlli mirati nei confronti di soggetti che manifestano evidente ricchezza (in termini di possesso di auto di grossa cilindrata, di imbarcazioni e di cavalli da corsa), le fiamme gialle hanno segnalato 224 persone e hanno altresì denunciato una base imponibile di oltre 120 milioni di euro di imposte dirette, 14 milioni di iva e più di 5 milioni di Irap evasa.
Anche nella lotta alla criminalità organizzata i finanzieri di Agrigento hanno conseguito significativi risultati, come, per esempio, i controlli in materia di legislazione antimafia dai quali sono scaturiti 25 accertamenti patrimoniali nei confronti di 112 soggetti malavitosi. Ammonta a circa 730 mila euro, invece, il materiale sequestrato nell’ambito della lotta al riciclaggio di denaro.
Sono state inoltre denunciate 326 persone ed effettuati sette arresti per vari reati che vanno dalla truffa al furto, dalla ricettazione all’estorsione. Sono circa 5, infine, i chili di sostanze stupefacenti sequestrati dalla guardia di finanza.
Durante i controlli dei reati contro la pubblica amministrazione, le Fiamme gialle hanno arrestato il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis. Secondo le indagini, il primo cittadino avrebbe emesso una determina ogni tre giorni, omettendo a provvedere al pagamento del denaro dovuto all’Ati Seap Sap srl. Una di queste determine, inoltre, avrebbe interessato il canile comunale, poi scoperto inutilizzato e mai entrato in funzione.
La tenenza di Canicattì, invece, è stata elogiata dal comandante provinciale Raffo per l’attività contro la contraffazione e la pirateria. I finanzieri della città canicattinese, infatti, hanno sgominato un vero e proprio “negozio” della contraffazione.

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