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Palermo – Riorganizzazione del Comune con un occhio alle partecipate

Gaspare Ingargiola

Palermo – Riorganizzazione del Comune con un occhio alle partecipate

giovedì 25 Gennaio 2018 - 03:00
Palermo – Riorganizzazione del Comune con un occhio alle partecipate

L’Amministrazione ha deciso di istituire un ufficio specifico con competenza sulle società controllate. Cambio anche di delega: passaggio da Riolo a Marino, ex presidente della Rap

PALERMO – Scosse di assestamento nella macchina comunale dopo la riorganizzazione degli uffici e la rotazione dei dirigenti volute dal sindaco Leoluca Orlando. La delicata delega alle Partecipate è passata dall’assessore Iolanda Riolo al vice sindaco e assessore alle Attività produttive Sergio Marino, uno degli uomini di fiducia del Professore, che ora dovrà caricarsi sulle spalle il pesante fardello delle aziende comunali, avendo peraltro già rivestito in passato il ruolo di presidente della Rap. Proprio la società di igiene ambientale è tra quelle finite sotto osservazione per via dell’incombente minaccia di un’emergenza rifiuti e del rischio saturazione della discarica di Bellolampo.
Ma non vanno trascurate neanche le situazioni di Amat, che nei prossimi mesi affronterà un difficile piano di risanamento, Amap, con l’altrettanto grave emergenza siccità, e Reset, con i sindacati in subbuglio perché l’assessorato al Bilancio ha fissato il budget strutturale ad appena 30 milioni invece dei 33 previsti (più 5 di commesse dalle altre partecipate e dal Patto per Palermo). Per questo Orlando ha deciso di istituire un ufficio specifico per le partecipate – che avrà sede a palazzo Palagonia – sottraendole al Bilancio per affidarle al direttore generale (se e quando sarà nominato) in modo da controllarle in maniera più diretta.
La richiesta di rinunciare alla delega sulle aziende e dedicarsi solo a Mobilità e Innovazione, peraltro, è arrivata dalla stessa Riolo: “La Mobilità è impegnativa, basti pensare alla Ztl. E anche Innovazione è importante con tutto il processo di digitalizzazione della Pubblica amministrazione in atto. Le partecipate avevano bisogno di una persona che vi si dedicasse a tempo pieno, di uffici e personale dedicati. Sono stata io stessa a chiedere questo cambio”. La prima risposta per le aziende dovrà arrivare dal rinnovo delle cariche, che tarda a concretizzarsi anche per l’assenza del bilancio consolidato: i presidenti di Amat, Amap, Sispi e Reset proseguono in regime di proroga (e non è detto che qualcuno di loro non venga confermato) mentre l’ormai ex presidente della Rap Roberto Dolce è stato destituito e al suo posto ha preso in mano le redini il presidente del collegio sindacale Sergio Vizzini, che però non può imprimere una direzione politico-amministrativa alla sua guida ma deve limitarsi a garantire l’operatività.
Le nomine dei nuovi dirigenti arriveranno quando il consolidato sarà approvato. Altri nodi cruciali sono la stabilizzazioni dei precari e l’aumento ore del personale part-time: promesse da campagna elettorale ribadite durante la recente visita istituzionale del ministro per la pubblica Amministrazione Marianna Madia. I lavoratori cominciano a mandare concreti segnali di insofferenza. Si prenda la piscina: a dicembre c’è stato un primo sciopero, poi i due capi impianto si sono dimessi e fino a fine gennaio la struttura aprirà solo mezza giornata (con chiusura alle 14) perché i dipendenti part-time non vogliono più sforare l’orario contrattuale.
Gli addetti all’impianto di viale del Fante sono otto: uno solo a tempo pieno (36 ore settimanali), cinque part-time (22 ore) e due Lsu (20 ore). Per questo la Giunta è corsa ai ripari stringendo un accordo con le società sportive per farsi prestare i bagnini: l’assistenza ai bagnanti va garantita per l’intero orario di apertura. Stessi problemi negli spazi museali: alla Gam monta la protesta dei 70 lavoratori part-time che aspettano l’aumento delle ore o il pagamento dello straordinario. In caso contrario la galleria rischia la chiusura. Sarebbe una doppia tegola nell’anno di Palermo Capitale italiana della Cultura.
Non si salva neanche il Teatro Massimo: il primo febbraio ci sarà un tavolo tra Orlando, l’assessore alle Infrastrutture Emilio Arcuri e i sindacati. “Daremo seguito alla volontà dei lavoratori di delineare un percorso tangibile e celere per risolvere le problematiche annose della Fondazione – ha dichiarato Monica Piazza, componente della segreteria territoriale Slc Cgil Palermo – Il tavolo di trattativa programmato rappresenta la svolta per affidamenti e accordi da tempo in discussione”. Ma sono tantissimi i servizi, in tutti i gangli dell’Amministrazione, mandati avanti da precari e dipendenti a tempo parziale: oltre ai beni culturali e agli impianti sportivi, a esempio, anche scuole e attività della Polizia municipale, uffici e servizi di ogni genere.

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