Trasporti, leva per lo sviluppo dell'economia della Sicilia - QdS

Trasporti, leva per lo sviluppo dell’economia della Sicilia

Gianfranco DAnna

Trasporti, leva per lo sviluppo dell’economia della Sicilia

venerdì 02 Febbraio 2018 - 04:30
Trasporti, leva per lo sviluppo dell’economia della Sicilia

Sabato, presso l’Auditorium Rai a Pa, il convegno del Centro studio New Media e Fondazione Bridges Research. Costi superiori a quelli previsti e numero di passeggeri e traffico inferiori alle aspettative

PALERMO – Il 3 febbraio si terrà a Palermo, presso l’Auditorium della Rai il convegno sul tema: “Per una svolta dei Trasporti in Sicilia: analisi economiche e scelte modali”.
Promosso dal Centro Studio New Media e dalla Fondazione Bridges Research il convegno è incentrato sugli interventi di alcuni dei maggiori esperti nazionali del settore dei trasporti: Marco Ponti, professore emerito del Politecnico di Milano, Francesco Ramella dell’Università di Torino, Pietro Beria, del Politecnico, Giovanni Tesoriere professore di ingegneria aerospaziale, Pietro Spirito, presidente dell’autorità portuale del Tirreno centrale e l’ingegnere Filippo Palazzo, responsabile progetti Palermo direzione investimenti RFI. Trarrà le conclusioni l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone.
Obiettivo dichiarato del convegno è quello di offrire spunti e proposte concrete per “liberare” la Sicilia dalla sindrome della trappola dei trasporti, che da sempre condiziona lo sviluppo economico e la libertà di movimento dei siciliani. Come ha evidenziato il tragico deragliamento in Lombardia, il quadro nazionale ed internazionale sulle grandi opere ferroviarie e stradali evidenzia come siano altissimi i rischi di sprechi.
In primo luogo per le previsione sbagliate riguardanti costi molto superiori a quelli previsti e numero di passeggeri e di traffico molto inferiori alle aspettative dichiarate. La fisiologica tendenza a prevedere bassi costi e grandi traffici provoca enormi sprechi e scandalose speculazioni.
Anomalie che condizionano l’economia di mercato e aggravano il dissesto del debito pubblico. E che contribuiscono a rendere l’Italia poco competitiva per gli investitori internazionali, soprattutto di quei paesi dove, come Stati Uniti e Gran Bretagna, maggiore è l’attenzione a non sprecare i soldi dei contribuenti. Incrementare la trasparenza dei processi di pianificazione e di finanziamento, evitare errori di valutazione, dare informazioni imparziali: questi i fattori essenziali per accelerare i tempi di realizzazione ed accrescere la fiducia della collettività nelle politiche di investimento nei trasporti. Viceversa scelte politiche non verificabili e non negoziabili in dibattiti tecnici e nel confronto con le parti sociali, dichiarazioni che considerano prioritaria qualsiasi opera in qualsiasi sede purchè funzionale alla cosiddetta “cura del ferro” e alla corsa all’appalto, contraddicono il rigore e il rispetto degli interessi pubblici che deve sempre presiedere, in particolar modo nell’attuale situazione di crisi, l’attenta utilizzazione del denaro dei contribuenti.
La svolta dei trasporti in Sicilia comporta un’analisi comparativa di tutte le modalità. A partire da quella stradale che evidenzia, statisticamente, una rilevanza economica schiacciante sulle altre, sia per il trasporto merci che per quanto attiene la capillarità dei collegamenti e il flusso di passeggeri.
Lo sviluppo delle varie modalità può essere guidato, ma non capovolto. L’uso dei mezzi privati è irrefrenabile e centrale. La tentazione di sviluppare oltre misura servizi pubblici comporta ingentissimi costi e scarsissimi risultati. Servizi pubblici dei quali vanno intanto adeguati qualità e standard di sicurezza. I trasporti pubblici per essere funzionali a costi ragionevoli, hanno l’esigenza di essere comunque diffusamente utilizzati. Quanto più utenti e passeggeri sono “sparsi” nel territorio, tanto più il servizio pubblico deve adeguarsi con mezzi capillari veloci e frequenti. Caratteristiche queste evidenziate prevalentemente dalle metropolitane nelle linee urbane e dai pullman nelle linee extraurbane. Il treno soffre e soffrirà sempre dell’impossibilità di fare servizi “porta a porta, tant’è che la ferrovia ha bisogno della strada, e non le strade della ferrovia. Le strade sono utilizzabili senza limiti temporali da una pluralità di mezzi pubblici e privati, individuali e collettivi, la ferrovia è funzionale soltanto ai treni e ad orari predefiniti.
A piene mani si coglie oggi, però, un ingiusto sbilancio degli interventi a danno delle strade ed a favore delle ferrovie, come ha denunciato in una recente intervista Giovanni Tesoriere, Preside della Facoltà di Ignegneria e Architettura dell’Università di Enna e esperto di trasporti: “Oggi in Sicilia i pullman percorrono quasi 70 milioni di chilometri all’anno ricevendo poco meno di 68 milioni di euro di contributi. Le ferrovie nel 2017 hanno percorso 9,6 milioni di treno/km e ci sono costati 111 milioni di euro. Se poi riportiamo i finanziamenti proporzionalmente ai passeggeri trasportati avremmo differenze da capogiro”. Nell’ottimizzare le risorse, la priorità – osserva ancora Tesoriere – è dunque “quella di assicurare la manutenzione o completare le infrastrutture già esistenti e poi eventualmente aprire cantieri per nuove opere”.

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