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Pd, le liste in Sicilia: amori e malumori

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Pd, le liste in Sicilia: amori e malumori

venerdì 09 Febbraio 2018 - 04:00
Pd, le liste in Sicilia: amori e malumori

Leoluca Orlando: “Per me è come tornare a casa perché è qui che ho iniziato, ma non mi candido alle europee”. Garofalo, ex sindaco di Enna: “Liste secondo i bisogni del duo Renzi-Faraone e non del partito”

PALERMO – Davide Faraone, candidato del Pd capolista al Senato, presentando mercoledì scorso a Palermo le liste del partito nel collegio Sicilia 1, ha affermato: “Gli altri hanno candidati che non sono spendibili da nessun punto di vista. I nostri sono vincenti, persone che hanno una storia, un percorso”.
“La presentazione del candidato – ha spiegato Faraone – è diventata una prerogativa del Partito democratico. La sensazione che ho è che le iniziative promosse dai singoli candidati degli altri partiti sono inesistenti. In campo c’è solo il Pd. Ci teniamo a evidenziare le belle candidature che abbiamo messo in campo. Mentre gli altri partiti le nascondono”. Non hanno partecipato alla presentazione il segretario regionale Fausto Raciti e il capogruppo all’Ars Giuseppe Lupo.
Alla domanda dei giornalisti riguardo l’assenza di Raciti, Faraone risponde: “Tutti correranno per il Pd, la campagna elettorale si farà tutti assieme. Anche i più critici sulle liste faranno il massimo, ne sono sicuro. Non abbiamo nemici dentro il Pd. Dopo le elezioni ci sarà tempo per discutere”-e prosegue – “Raciti è impegnato a Siracusa e sta facendo campagna elettorale come tutti”.
Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, dopo i primi tentennamenti e lasciandosi il passato alle spalle – era il 2010 quando Faraone lo sfidava al confronto pubblico al grido di “ha paura di me” – sembra remare nella stessa direzione del sottosegretario: “Partecipo con orgoglio al Pd sapendo che questa città è ormai un punto di riferimento internazionale. Il Pd è l’unica alternativa al populismo. Per me essere qui è come tornare a casa perché qui ho iniziato l’avventura per l’amministrazione di questa città. Da assessore, in queste stanze, abbiamo fatto i primi passi per liberare questa città dalla mafia”, ma al contempo ha ribadito: “Io da qui non me ne vado, nessuno pensi che io voglia candidarmi alle europee”.

Il primo a esprimere entusiasmo è proprio Faraone: “Luca ha rappresentato in questi anni quello che Prodi ha rappresentato per il centrosinistra”. Tra i sostentori dem anche Letizia Battaglia, la giornalista e fotografa, che in occasione della presentazione delle liste ha dichiarato di aderire al partito per contrastare i populismi. Ma in casa Pd, inutile nasconderlo, non è tutto rose e fiori.

A testimoniarlo è Paolo Garofalo, ex sindaco di Enna, che afferma: “In questa provincia siamo stati talmente abituati ai soprusi renziani che ci stavamo persino facendo il callo. Ora, però, hanno davvero esagerato. La composizione delle liste è avvenuta secondo i bisogni del duo Renzi – Faraone e non del Pd siciliano. Se la volontà era quella di ridurre un grande partito a un circolo privato, la strada è quella giusta. Solo che noi non ci stiamo e lo diremo senza alcuna preoccupazione”. La maggioranza dei dirigenti dei circoli Pd ennesi si è autosospesa dal partito come nei giorni scorsi avevano fatto i consiglieri comunali del partito tranne una. “Per questi motivi – aggiunge Garofalo – tanti di noi hanno deciso di aderire ai partigiani del Pd, contro l’arroganza e la prepotenza di chi esercita il comando e non la leadership. Dal cinque marzo costruiremo un nuovo Pd perché noi, per buona pace di Davide Faraone e Matteo Renzi, non cambiamo partito, ma cambiamo il partito”.

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