“Bufera” sull’Aras, arriva il commissario - QdS

“Bufera” sull’Aras, arriva il commissario

Giuseppe Bellia

“Bufera” sull’Aras, arriva il commissario

mercoledì 13 Gennaio 2010 - 00:00

Presunte irregolarità commesse dall’ex presidente Armando Bronzino, interviene l’Associazione italiana allevatori. Chiarelli: “Se riscontrassi malversazioni della passata amministrazione, informerò l’Autorità giudiziaria”

PALERMO – Prima le polemiche. Poi gli esposti e le proteste. Infine il commissariamento.
L’Associazione regionale allevatori di Sicilia (Aras) cambia guida, con il conferimento da parte dell’Aia (Associazione italiana allevatori), della carica di commissario straordinario ad Alessandro Chiarelli, imprenditore agricolo, già presidente della Coldiretti di Palermo.
Chiarelli subentra ad Armando Bronzino, la cui gestione e conduzione amministrativa viene attualmente associata a diversi irregolarità, ora sotto la lente d’ingrandimento a vari livelli. Al commissariamento dell’Aras si è giunti dopo la lunga e contestata gestione di Bronzino, culminata con un’interrogazione presentata dai deputati Marziano, De Benedictis, Di Giacomo, Di Guardo del Partito democratico, nonché del presidente della commissione della stessa Ars, Riccardo Minardo, Mpa, rivolte al presidente della Regione, Raffaele Lombardo e al’ex assessore all’Agricoltura e Foreste, Michele Cimino.
Si legge nell’interrogazione: “Pochi mesi fa, un gruppo di 48 allevatori, soci della stessa associazione hanno segnalato un sistema di gestione autoritaria dell’attuale presidenza dell’Aras (riferita a Bronzino) che avrebbe in quest’ultimi anni di ordinazione fatto scadere la qualità e quantità dei servizi agli allevatori, demotivato e mortificato molti dei dipendenti impegnati nell’assistenza alle aziende e determinato ricorrenti irregolarità nella gestione amministrativa dei contributi pubblici della Regione Sicilia”.
Accuse gravi indirizzate a Bronzino che, contattato sull’argomento dal Qds, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Cambiato il vertice dell’Aras Sicilia, il neocommissario Chiarelli fa il punto su come si è giunti alla nuova gestione dell’associazione e su quali basi gestionali impronterà il suo mandato.
Chiarelli, come si è giunti al commissariamento dell’Ente e per quali motivi?
“I motivi per cui si è giunti al commissariamento dell’Aras sono molteplici. Innanzitutto, si sono registrati dei malcontenti da parte degli allevatori siciliani nella conduzione dell’Aras, poiché non si sentivano partecipi a vario titolo. Secondariamente, sono giunti diversi esposti che sono arrivati presso gli uffici di diverse personalità, compresi gli uffici giudiziari. Questi due validi motivi hanno portato l’Aia a decidere il commissariamento”.
Quali obiettivi si propone di raggiungere nel corso del suo mandato?
“Il commissariamento è un momento anche propositivo. Innanzitutto è necessario riallacciare quel dialogo necessario con l’allevatore. Dargli più servizi, mettendolo nella condizione di esercitare l’attività che svolge in Sicilia”.
Se dovesse venire a conoscenza d’illeciti amministrativi – gestionali passati, come si attiverà?
“Se dovessi nelle vesti di commissario incappare in una malversazione amministrativa, ho l’obbligo di passare tutto all’Autorità giudiziaria che farà le proprie valutazioni.
“Non vi sono preconcetti da parte mia, ma bisogna andare a fondo alle vicende relative alla passata amministrazione”.

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