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Mafia: estorsioni, otto arresti dei carabinieri nel Catanese

redazione

Mafia: estorsioni, otto arresti dei carabinieri nel Catanese

sabato 17 Marzo 2018 - 10:00
Mafia: estorsioni, otto arresti dei carabinieri nel Catanese

Inchiesta della Dda della Procura etnea sul clan Santapaola-Ercolano. Uno degli arrestati era già in carcere. Da oltre dieci anni si facevano consegnare ogni mese dai titolari tre farmacie di Mascalucia mille euro ciascuno
 

Otto persone, ritenute affiliate affiliate al clan Santapaola-Ercolano, indagate, a vario titolo, per concorso in estorsione pluriaggravata sono state arrestate da carabinieri della compagnia di Gravina di Catania.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania. Gli arrestati sono Fabio Cantone, di 31 anni, Rosario Cantone, di 62, Alfio Carciotto, di 57, Antonio Carciotto, di 27, Salvatore Mazzaglia, di 61, Salvatore Puglisi, di 39, Salvatore Tiralongo, di 43, e Giuseppe Puglisi, di 32. Quest’ultimo era già detenuto per altra causa nella casa circondariale di Bicocca.
I particolari dell’operazione sono stati resi noti durante un incontro con i giornalisti con il procuratore Carmelo Zuccaro e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonello Raffaele Covetti, nella sala conferenze della Procura.
Le vittime sono i titolari di tre farmacie di Mascalucia che da oltre dieci anni erano obbligate a pagare, con la minaccia di gravi ritorsioni, mille euro ciascuno.
Militari dell’Arma, a conclusione di intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazione, sono riusciti a fare emergere la responsabilità dei fermati, che è stata poi confermata anche dalle dichiarazioni delle stesse vittime.
La Procura Distrettuale di Catania ha disposto il fermo degli indagati, ravvisando la necessità ed urgenza di agire sia perché dalla conversazioni intercettate emergeva il proposito di qualcuno degli indagati di fuggire all’estero perché sospettava di essere oggetto di indagini, sia perché era emersa l’ipotesi di un’azione violenta all’interno del gruppo per dissidi scoppiati tra appartenenti alla stessa banda.

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