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Con il progetto CheckMab nuove terapie per curare selettivamente alcuni tumori

redazione

Con il progetto CheckMab nuove terapie per curare selettivamente alcuni tumori

mercoledì 21 Marzo 2018 - 03:00
Con il progetto CheckMab nuove terapie per curare selettivamente alcuni tumori

Con un sostegno pari a 10 milioni di euro, è lo spin-off universitario che ha raccolto più finanziamenti dai soggetti privati 

in collaborazione con ITALPRESS
MILANO – Una piattaforma destinata a curare selettivamente alcuni tumori. Questo è CheckMab, spin-off universitaria i cui soci sono l’Università degli Studi di Milano (UniMi), l’Istituto nazionale di genetica molecolare Romeo ed Enrica Invernizzi di Milano (Ingm), Sergio Abrignani (professore ordinario di Patologia generale alla Statale), Massimiliano Pagani (professore associato di Biologia molecolare alla Statale) e Principia Sgr di Milano.
CheckMab nasce per sviluppare nuove terapie contro i tumori basate su un brevetto depositato a novembre 2016 da UniMi e Ingm e frutto del lavoro di ricerca di Sergio Abrignani e Massimiliano Pagani. Il brevetto descrive nuove molecole selettivamente presenti sulla superficie di linfociti infiltranti, i tumori solidi dell’uomo che sono bersagli ideali per una immunoterapia che dovrebbe, a parità di efficacia terapeutica, evitare l’autoimmunità, ovvero il maggiore evento avverso associato alle attuali immunoterapie oncologiche.
CheckMab è stata valorizzata (post-money) da circa oltre 10 milioni di euro, diventando così lo spin-off universitario che ha raccolto più finanziamenti privati in Italia.
“Alla Statale – ha commentato il rettore Gianluca Vago – abbiamo un potenziale di ricerca in ambito biomedico di eccezionale rilievo: a questo progetto, che parte dai nostri laboratori e da quelli dell’Ingm, crediamo profondamente e per questo partecipiamo come Università al capitale, sia pure con una piccola quota. Siamo convinti che la sfida della competizione internazionale richieda nuovi canali per il finanziamento della ricerca, il modello della compartecipazione con Principia va nella giusta direzione, aprendo la strada al processo di trasformazione in terapia e cura delle idee dei ricercatori”.
“Siamo orgogliosi – ha detto Antonio Falcone, amministratore delegato di Principia Sgr – di essere al fianco dell’Università statale di Milano, dei ricercatori e dell’Istituto nazionale di genetica molecolare per lo sviluppo e la ricerca di queste importanti cure antitumorali. Il contributo di Principia sarà non solo finanziario, ma vuole essere di esempio anche per altre realtà accademiche e ricercatori che ogni giorno si impegnano su cure e sperimentazioni proiettate alla salute e al benessere di tutti noi”.
Il business plan di CheckMab prevede che in tre anni si arrivi alla produzione di un batch clinico di almeno un anticorpo monoclonale umanizzato specifico per molecole coperte dal brevetto. L’obiettivo successivo per la creazione di valore è di fare un secondo ciclo di fund-raising per finanziare almeno uno studio clinico di fase 1 di immunoterapia di tumori solidi con uno degli anticorpi selezionati.

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