Garanzia giovani a rischio flop - QdS

Garanzia giovani a rischio flop

Michele Giuliano

Garanzia giovani a rischio flop

giovedì 29 Marzo 2018 - 06:00
Garanzia giovani a rischio flop

In partenza la seconda fase del piano ma ancora non sono state liquidate le indennità agli orientatori. Nonostante l’alto numero di iscritti chi ha ottenuto un lavoro è una minima parte 

PALERMO – Un progetto faraonico, un gigante con i piedi di argilla. Sebbene le attività per Garanzia giovani, il programma per favorire l’occupazione degli under 29, siano finite da un bel pezzo, e la seconda edizione è già in partenza, il dipartimento regionale del Lavoro non ha ancora saldato tutte le indennità che spettavano ai dipendenti che hanno portato avanti le attività di orientamento.
In un comunicato congiunto il Cobas-Codir e il Sadirs, per voce di Franco Madonia e Orazio Zappalà, ricordano che “nelle ultime riunioni che si sono svolte al dipartimento è stato affermato da parte dell’amministrazione che le risorse del progetto erano sufficienti a liquidare l’intero ammontare delle ore, mentre di fatto ciò non ha avuto luogo. Chiediamo un incontro urgente per avere chiarimenti”.
Un centinaio circa i dipendenti interessati, alcuni dei quali non hanno ricevuto neanche un euro. Per il programma Garanzia giovani il ministero aveva inizialmente previsto circa 34 euro a ora di colloquio, ma successivamente il dipartimento ha calcolato solo il pagamento delle ore di straordinario. Tra ritardi, disagi e bassa remunerazioni, il Sadirs lancia l’allarme: “C’è il rischio che pochi siano disposti ad aderire al nuovo programma di Garanzia giovani. Da quanto ci risulta al momento nessuno vuole occuparsene”.


Una seconda edizione che parte già con il piede sbagliato, quando la prima non ha dato i risultati sperati. Se da una parte c’è un boom di iscritti nell’Isola, un vero record nazionale, dall’altro il record è altrettanto negativo quando si tratta di verificare quanti sono riusciti a trovare un lavoro. Se la media nazionale, secondo il report statistico presentato da FourStars, società accreditata dal ministero del Lavoro specializzata in ricerca e selezione del personale ed ente promotore di stage, si attesta al 25,4% quella siciliana invece non va oltre il misero 4,3%.
La Sicilia infatti è riuscita ad oggi a far trovare lavoro soltanto a circa 8 mila degli oltre 186 mila iscritti al programma: troppo poco per una regione assetata di lavoro e che confidava proprio in questa misura per poter riuscire a venire fuori dalle sabbie mobili della depressione occupazione.
Evidentemente, non bastano degli incentivi perché le imprese decidano di impegnare nuove risorse e assumere giovani che fremono per entrare nel mondo del lavoro e, invece, si ritrovano dopo pochi mesi di nuovo in mezzo alla strada, senza una prospettiva per il futuro.


Di sicuro in molte altre regioni la situazione è nettamente migliore e neanche a dirlo sono tutte del nord le migliori perfomance: in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia si raggiunge il 35% di assunzioni tra gli iscritti a Garanzia Giovani, in pratica più di uno su tre. E non è tutto: ben 4 ragazzi su 10 (40%) ottengono un contratto di apprendistato (25%) o direttamente un contratto a tempo indeterminato (15%).
I sindacati confermano per la Sicilia invece questo fallimento: se da una parte in questo territorio si sta assumendo di più grazie al ‘super bonus’ collegato a ‘Garanzia Giovani’, che prevede un incentivo fino a 12 mila euro per le aziende che assumono a tempo indeterminato o con contratto a tempo o di apprendistato giovani che hanno svolto un tirocinio, più complessivamente non si arriva per l’appunto oltre alle 8 mila assunzioni. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Cgil nel 1992 gli occupati in Sicilia erano 1.466.080 mentre oggi sono scesi a 1.342.230, con un tasso di occupazione crollato dal 43,69 al 40,1%.

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