Servizi a pagamento attivati abusivamente su smartphone - QdS

Servizi a pagamento attivati abusivamente su smartphone

redazione

Servizi a pagamento attivati abusivamente su smartphone

martedì 10 Aprile 2018 - 03:00
Servizi a pagamento attivati abusivamente su smartphone

Polizia postale: “Più sicuro contattare l’operatore telefonico”. Se non si ottiene il dovuto basterà un reclamo corredato di diffida 

ROMA – I servizi a pagamento attivati abusivamente su smartphone e telefonini sono purtroppo un tema che ritorna ciclicamente nelle allerte di tutte le associazioni che si muovono per la tutela dei consumatori, al fine di invitare all’attenzione e fornire consigli utili per evitare di cadere nella trappola o di uscirne, se incappati.
Ancora una volta a far tremare chiunque abbia un telefonino è un post della Polizia postale pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale “Commissariato di PS On Line – Italia” venerdì scorso, con lo screenshot di uno dei messaggi di questi servizi che possono essere abusivamente attivati. Nella comunicazione della Polizia postale si legge: “Quando, involontariamente ci si ritrova abbonati a servizi o altro non utilizzare link o numeri di telefono per disattivarli – e aggiunge – “è più sicuro contattare il proprio operatore telefonico e chiedere la disattivazione dei servizi a pagamento nonché l’eventuale restituzione” – e conclude – “Non perdete tempo ma contattate immediatamente il vostro operatore telefonico per esigere la disattivazione dei servizi a pagamento e la restituzione del maltolto”.
Insomma, se ci troviamo il credito telefonico azzerato o addebiti per servizi non richiesti, è sufficiente contattare il nostro operatore telefonico per pretenderne la disattivazione e la restituzione di quanto indebitamente percepito dalle aziende che hanno attivato i servizi abusivi.
Se non otteniamo il dovuto, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si dovrà procedere con un reclamo formale contenente anche una diffida nei confronti della società telefonica.
In caso di mancata risposta o risposta insoddisfacente per il consumatore, si potrà agire in giudizio previo tentativo obbligatorio di conciliazione.

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