Montante: Venturi, l'ex assessore contro il "Sistema" - QdS

Montante: Venturi, l’ex assessore contro il “Sistema”

redazione

Montante: Venturi, l’ex assessore contro il “Sistema”

venerdì 18 Maggio 2018 - 15:00
Montante: Venturi, l’ex assessore contro il “Sistema”

In Commissione antimafia nel 2016 dichiarò che l'ex presidente di Confindustria Sicilia era "pericoloso" invitando "la politica ad allontanarlo" e se la prese con Squinzi e Boccia. E rivelò che l'elezione di Crocetta era "frutto di un accordo con Raffaele Lombardo". L'ex Governatore, "Deliri". E lui annuncia querela

"La politica nazionale deve intervenire al più presto per allontanare Montante dalla presidenza della camera di commercio, da Unioncamere e da tutti i ruoli istituzionali che lui ricopre, perché costituisce un allarmante rischio di condizionamento per le istituzioni".
Lo disse l’imprenditore Marco Venturi nel dicembre del 2016 parlando davanti alla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi. L’audizione, al tempo secretata, è stata declassificata da segreta a "libera".
"Montante – aggiunse Venturi – dietro il paravento dell’antimafia di facciata, ha insediato e cooptato una classe dirigente di potenti composta una sfilza di imprenditori, politici, professionisti, amministratori pubblici dal fare opaco, presentati e accreditati come paladini della legalità, che da svariati anni condizionano il potere politico, burocratico ed economico della Sicilia" esprimendo "il vertice regionale e diversi esponenti di primo piano che governano società regionali, miste, enti importanti in Sicilia".
Nella stessa occasione Venturi rivelò che l’elezione di Rosario Crocetta a presidente della Regione era stata determinata "anche dagli accordi che c’erano con l’ex presidente Raffaele Lombardo, che è stato condannato a sei anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa, il quale aveva spaccato allora il centrodestra e quindi permesso a Crocetta di vincere le elezioni".
Secondo Venturi i lombardiani si erano curati anche dei "traslochi che ci potevano essere di molti parlamentari dall’opposizione all’ala governativa".
Crocetta ha risposto parlando di "deliri" e "minchiate" e Venturi ha annunciato querela nei suoi confronti.
Tornando all’audizione davanti all’Antimafia, l’ex assessore aveva poi rivelato che Confindustria lo aveva deferito "ai probiviri nazionali, perché è rimasta l’unica associazione di impostazione stalinista nel nostro Paese, per cui appena uno manifesta un dissenso, viene deferito ai probiviri ed espulso. Io ho subito questo processo farsa, in quell’occasione ho rassegnato le mie dimissioni perché ho capito e percepito che a nessuno interessava né l’applicazione del codice etico, né la trasparenza, l’etica e a nessuno interessavano realmente i seri rischi di infiltrazione mafiosa nel tessuto imprenditoriale del nostro Paese​".
Dopo una intervista, "nella quale denunciavo fenomeni e soprattutto chiedevo a Confindustria di far dimettere Montante nella corretta applicazione del codice etico di Confindustria che era stato tanto proclamato a livello nazionale, la risposta del presidente nazionale Squinzi è stata quella di dare solidarietà a Confindustria. Ma devo dire anche che oggi il nuovo presidente Vincenzo Boccia ha ripescato Montante… a lo ha ripreso nel board nazionale dandogli un incarico su rete Imprese italiane".
Parlando del ruolo di Alfonso Cicero Venturi aveva ricordato all’antimafia la sua azione con "circa quaranta procedimenti, di cui dieci sono già andati a processo su burocrati, politici e imprenditori collusi con la mafia, ventisei sono dei rinvii delle inchieste di indagine".
"Noi abbiamo molta, molta paura di quello che può succedere – aveva dichiarato – perché i sistemi criminali sono variegati in Sicilia e presenti, tutti legati con le famiglie mafiose dei vari territori da quello che abbiamo potuto vedere con le informative antimafia e le interdittive atipiche che sono arrivate. Quindi Messina Denaro e Virga a Trapani, le varie famiglie mafiose della nuova mafia agrigentina ad Agrigento, gli Ercolano a Catania. …in Sicilia la mafia è presente in tutti gli ambiti".
Anche Cicero ha annunciato querela nei confronti di Crocetta.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684