Mafia: Tajani, "Cosa nostra è una minoranza destinata a perdere" - QdS

Mafia: Tajani, “Cosa nostra è una minoranza destinata a perdere”

redazione

Mafia: Tajani, “Cosa nostra è una minoranza destinata a perdere”

domenica 27 Maggio 2018 - 09:00
Mafia: Tajani, “Cosa nostra è una minoranza destinata a perdere”

Il presidente del Parlamento europeo lo ha detto ricevendo a Piazza Armerina il premio "Rocco Chinnici". Tra le altre personalità insignite del riconoscimento, il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, il procuratore di Caltanissetta Bertone, il giornalista Borrometi

"Il modo migliore per onorare la memoria dei servitori dello Stato che si sono battuti per la legalità e la giustizia è contribuire tutti insieme ad affermare quotidianamente questi fondamentale valori, anche con i piccoli gesti".
Lo ha detto Caterina Chinnici concludendo ieri sera, sul palco del teatro Garibaldi di Piazza Armerina, la quindicesima edizione del premio intitolato al padre Rocco, fondatore del pool antimafia.
"Un premio genuino che tutti gli anni cerca di rendere merito a persone che si sono distinte per il loro impegno concreto", ha sottolineato l’eurodeputata siciliana a margine dell’evento.
Per l’impulso dato alla trattazione delle questioni incentrate sulla tutela dei diritti è stato premiato il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.
"La mafia è composta da una minoranza di persone – ha detto Tajani ricevendo il riconoscimento – ed è destinata a perdere perchè il bene alla fine vince sempre. Noi non siamo il paese della mafia e non dobbiamo dare l’idea di esserlo. L’Italia è il paese delle persone perbene, di chi lavora, il paese di Rocco Chinnici, di Falcone, di Borsellino e di tutte le persone che mettono in gioco la propria vita per garantire la nostra sicurezza. Questa è l’Italia che con amore dobbiamo valorizzare, la nostra patria parte della più ampia patria europea".
Il premio "Rocco Chinnici" quest’anno è stato conferito anche al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, a Vittorio Rizzi (prefetto capo della direzione centrale anticrimine del Ministero degli Interni), Amedeo Bertone (procuratore della Repubblica di Caltanissetta), Roberto Di Bella (presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria), Bernardo Petralia (procuratore generale di Reggio Calabria), Francesco Rattà (dirigente della Squadra mobile di Reggio Calabria), all’ex prefetto di Palermo Giosuè Marino, a Girolamo Di Fazio (dirigente generale della Polizia di Stato), a don Vincenzo Sorce (presidente "Casa famiglia Rosetta"), al produttore cinematografico Luca Barbareschi, all’attore Sergio Castellitto, e ai giornalisti Federica Angeli, Paolo Borrometi e Piero Melati.

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