Trasporto pubblico, un piano da 120 milioni per ridurre le emissioni - QdS

Trasporto pubblico, un piano da 120 milioni per ridurre le emissioni

Rosario Battiato

Trasporto pubblico, un piano da 120 milioni per ridurre le emissioni

martedì 12 Giugno 2018 - 11:00
Trasporto pubblico, un piano da 120 milioni per ridurre le emissioni

La Giunta regionale ha deliberato le risorse per aggiornare il parco mezzi pubblico e privato. 523 nuovi bus sostenibili per le aziende di trasporto. Quota fissa per la parte elettrica 

PALERMO – La Regione siciliana offre un passaggio alla mobilità sostenibile. È arrivato, infatti, il via libera della Giunta regionale all’acquisto di 523 nuovi bus per le aziende siciliane di trasporto, pubbliche e private. L’’approvazione della delibera è arrivata lo scorso 30 maggio e permetterà di investire circa 120 milioni di euro che arrivano da risorse europee, nazionali e regionali.
Andando in dettaglio, ci sono 52 milioni di euro, che arrivano dal Fesr, per i Comuni che potranno acquistare 226 mezzi del trasporto urbano, altri 68 milioni di euro, dal Fondo di sviluppo e coesione, consentiranno alle aziende, che effettuano servizi urbani ed extraurbani, di acquistare 297 autobus. Decisivo un passaggio contenuto nella delibera e che riguarderà appunto i prossimi bandi: la presenza di una clausola come condizione vincolante che preveda come almeno il 50% dei mezzi da acquistare sia ad alimentazione elettrica.
L’obiettivo è quello di promuovere “una significativa azione di rinnovamento del parco mezzi – si legge in uno degli atti di Giunta – destinato al trasporto pubblico locale sia a carattere urbano che regionale, finalizzata non soltanto all’incentivazione dell’utilizzo del mezzo pubblico attraverso il miglioramento quali/quantitativo dei servizi, ma anche a una significativa riduzione dell’impatto ambientale da essi scaturente”. In questa direzione si inseriscono anche alcuni dei criteri vincolanti che riguarderanno i bandi a partire dall’impiego di “mezzi con più recente classe di emissione di gas di scarico o assenza di emissioni”.
Una necessità per una Sicilia che fatica terribilmente sul fronte del tpl, considerando che anche gli ultimi dati Istat disponibili fanno riferimento a un indice di utilizzo inferiore a quello medio nazionale e numeri in drastico calo: tra il 2000 e il 2015 i nove comuni capoluogo isolani hanno visto crollare il numero dei passeggeri trasportati da 94 a 52 milioni all’anno. Anche nel piano investimenti dell’asse tematico relativo al piano di rinnovo del materiale rotabile su gomma, riprendendo i dati dell’Istituto di statistica, si specifica che il trasporto “motorizzato privato rappresenta la modalità di trasporto di gran lunga più utilizzata per gli spostamenti in Sicilia, con una quota modale al 2015 di circa il 74%, che si riduce a circa 70% per i soli spostamenti sistematici (studio-lavoro)”.


Un rinnovo indispensabile per una flotta regionale attualmente composta da 1900 autobus che sono caratterizzati da un’età media di circa 14 anni, lievemente più elevata di quella media nazionale, e che vede 1300 bus per uso urbano distribuiti nell’arco degli standard emissivi più elevati: euro 0 (650), euro 1 (250) ed euro 2 (400). Non va meglio sul fronte dell’uso interurbano: 300 euro 0, 120 euro 1 e 180 euro 2.
Lavorare in questa direzione significa anche utilizzare i nuovi bus per puntare sulla riduzione delle emissioni: la Regione ha stimato di passare alla riduzione di circa 700 tonnellate di anidride carbonica in vista dello scenario di medio termine (2020), di circa 1400 nel medio termine e di 2200 nel lungo termine (2050).
Per il governatore Musumeci si tratta di un impegno in prima linea per agevolare la mobilità sostenibile: “non solo rinnoviamo il parco mezzi delle aziende, ma offriamo maggiori standard qualitativi ai cittadini contribuendo al risparmio di carburante e alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico”.

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