Famiglie siciliane tra le più parsimoniose - QdS

Famiglie siciliane tra le più parsimoniose

Paola Giordano

Famiglie siciliane tra le più parsimoniose

giovedì 28 Giugno 2018 - 03:00
Famiglie siciliane tra le più parsimoniose

Istat, spesa per i consumi nel 2017: in media, un nucleo familiare isolano spende 1.942 €/mese. Si spende soprattutto per la casa: acqua, elettricità e gas assorbono il 31,6% del totale 

PALERMO – Le famiglie siciliane sono tra le più “parsimoniose” d’Italia. Il budget che, in media, hanno a disposizione mensilmente per i consumi è infatti tra i più bassi della Penisola: 1.942,54 euro. Una cifra nettamente inferiore rispetto alla media nazionale, che si attesta a 2.563,94 euro, e superiore solo a quella calabrese, che si ferma invece a 1.807,06 euro. A rilevarlo sono i numeri del Rapporto, realizzato dall’Istat, sulla spesa per i consumi delle famiglie italiane relativa allo scorso anno.
Da tale report emerge che la fetta più consistente di spesa, in Sicilia come nel resto dell’Italia, è destinata ai consumi legati alla casa: acqua, elettricità, gas o altri combustibili assorbono infatti il 31,6 per cento della spesa totale, una percentuale di 3,4 punti più bassa rispetto a quella nazionale. Segue, con il 21,8 per cento, l’altrettanto cospicua quota destinata ai prodotti alimentari e alle bevande analcoliche, mentre il dato italiano si ferma al 17,8 per cento. L’11 per cento è la porzione stanziata per i trasporti, dato in linea con la media nazionale (11,3 per cento). I servizi sanitari e le spese per la salute occupano poi il 5,5 per cento del totale, una percentuale più alta della media italiana che si ferma al 4,8 per cento. Solo il 3,4 per cento viene speso invece per spettacoli e cultura, a fronte del 5,1 per cento nazionale. E appena lo 0,6 per cento è investito nell’istruzione: un dato, questo, che accomuna l’Isola alla media nazionale, bloccata alla stessa cifra.
Nessun significativo cambiamento si registra rispetto al 2016. L’importo mensile destinato ai consumi, che quell’anno si fermava a 1.876,21 euro, è sì aumentato di poco più di 66 euro ma è ancora lontano anni luce dal dato nazionale: gli euro di differenza restano infatti sempre oltre quota 600. Un abisso.
Confrontando poi l’importo mensile siciliano destinato dalle famiglie ai consumi con le altre regioni della Penisola viene a galla un quadro che non fa che confermare le tradizionali differenze territoriali tra il Nord e il Sud: quelle settentrionali, infatti, sono le regioni che registrano i valori di spesa media mensile più alti, mentre in quelle meridionali si riscontrano le cifre più basse. Se i cugini lombardi sborsano mensilmente una media di 3.051,28 euro e quelli dell’Emilia-Romagna 2.957,72 euro, la spesa media mensile più alta appartiene alla Provincia autonomia di Bolzano, dove le famiglie hanno una capacità di spesa mensile media di 3.417,21 euro: quasi 1.500 euro in più rispetto a quanto ha a disposizione un nucleo familiare siciliano. Un abisso, dunque.
La situazione per la Sicilia non migliora se si guarda ai soli numeri del Mezzogiorno: ad eccezione della Calabria, che con la spesa media per famiglia di poco più di 1.800 euro al mese è il fanalino di coda della classifica, le altre regioni meridionali mostrano tutti numeri più alti di quelli registrati in Sicilia: le famiglie pugliesi hanno speso in media 2.134,91 euro, vale a dire 192,37 euro in più di quelle siciliane, quelle campane quasi 162 euro in più e quelle lucane poco più di 80 euro. Rispetto poi all’altra Isola, la Sardegna, dove le famiglie hanno avuto una spesa media per i consumi di 2.095,91 euro al mese, le famiglie siciliane hanno avuto a disposizione circa 153 euro in meno.
Delle due l’una: o quelle siciliane sono tra le famiglie più “formichine” della Penisola, quelle cioè che risparmiano di più sui consumi o, invece, sono tra le più povere. Ai lettori l’ardua sentenza.

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