Fisco, la denuncia di Confcommercio Sicilia: "La Tari è un freno allo sviluppo delle imprese" - QdS

Fisco, la denuncia di Confcommercio Sicilia: “La Tari è un freno allo sviluppo delle imprese”

redazione

Fisco, la denuncia di Confcommercio Sicilia: “La Tari è un freno allo sviluppo delle imprese”

giovedì 26 Luglio 2018 - 03:00
Fisco, la denuncia di Confcommercio Sicilia: “La Tari è un freno allo sviluppo delle imprese”

La tassa pagata è arrivata a circa 9,3 miliardi di euro con un incremento di oltre il 70% negli ultimi 7 anni. “Peso insostenibile e spesso ingiustificato se si considerano le iniquità che la caratterizzano” 

PALERMO – “La tassa rifiuti Tari continua a rappresentare un peso insostenibile e spesso ingiustificato, se si considerano le iniquità che la caratterizzano, per le imprese del nostro territorio".
È quanto si legge in una nota di Confcommercio Sicilia. “Dai dati raccolti dal portale Confcommercio www.osservatoriotasselocali.it si conferma la continua crescita della Tassa sui rifiuti pagata da cittadini e imprese nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti – prosegue la nota -. La tassa pagata è arrivata a circa 9,3 miliardi di euro con un incremento di oltre il 70% negli ultimi 7 anni. In particolare si evidenzia che costi eccessivi per le imprese derivano sostanzialmente da un continuo ricorso a coefficienti tariffari massimi”.
“Le nostre città – sottolinea la nota – si collocano in una posizione non sufficiente riferendoci allo scostamento tra spesa storica e fabbisogno standard. Le aliquote attribuite a gran parte delle diverse categorie economiche della Regione Sicilia sono maggiormente superiori rispetto alla media nazionale. Dai dati emersi risulta evidente come sia urgente una profonda revisione dell’intero sistema capace di superare definitivamente la logica dei coefficienti presuntivi di produzione con un sistema che rispetti il principio europeo ‘chi inquina paga’, che tenga conto di specifiche esenzioni o agevolazioni per le attività stagionali e per le aree scoperte operative e che venga confermato il principio secondo il quale il tributo non è dovuto, né in parte fissa néin parte variabile, per i rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato a recupero”.
“Sarà fondamentale, inoltre – prosegue la nota di Confcommercio Sicilia -, introdurre misure che leghino in maniera sempre più vincolante la determinazione dei costi del servizio a parametri di efficienza ed a misure volte a garantire un’equa e oggettiva ripartizione tra la componente domestica e non domestica e tra parte fissa e variabile”.
Il presidente di Confcommercio Sicilia, Francesco Picarella, sottolinea “la grave penalizzazione per la crescita di tali costi” e manifesta “l’urgenza di interventi da parte delle Amministrazioni Comunali per cambiare queste situazioni ormai divenute insostenibili per le nostre imprese”.

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