Differenziata, la Regione "cerca il miracolo", centri di raccolta nelle parrocchie siciliane - QdS

Differenziata, la Regione “cerca il miracolo”, centri di raccolta nelle parrocchie siciliane

Rosario Battiato

Differenziata, la Regione “cerca il miracolo”, centri di raccolta nelle parrocchie siciliane

martedì 07 Agosto 2018 - 03:00
Differenziata, la Regione “cerca il miracolo”, centri di raccolta nelle parrocchie siciliane

La Giunta ha deliberato una convenzione con la Conferenza episcopale dell’Isola. Sconti sulla Tari ai cittadini che conferiranno i rifiuti negli istituendi “Opifici di pace” 

PALERMO – Anche le parrocchie siciliane potranno contribuire alla crescita della raccolta differenziata nell’Isola che continua a essere la più bassa d’Italia e tra le più basse d’Europa, con circa 40 punti percentuali di differenza rispetto all’obiettivo di legge previsto per il 2015 (65%) e a circa trenta punti dalla media nazionale che oscilla intorno al 50%. La notizia dell’accordo arriva dalla delibera della Giunta regionale siciliana dello scorso 13 luglio, all’interno della quale si definisce la “Convenzione tra la Regione e la Conferenza episcopale siciliana per la realizzazione di soluzioni complementari alla raccolta differenziata mediante stipula di convenzioni tra i Comuni e le parrocchie del territorio finalizzate alla promozione degli eco-centri ‘Opifici di pace’”. Benefici per tutti, anche per i siciliani che potranno ottenere degli sgravi in bolletta se opereranno in maniera adeguata.
Gli incontri tra la Conferenza episcopale e Assessorato sono attivi ormai da tempo, nell’ottica di un progetto, già definito dalla Cesi, che non deve essere considerato come alternativo o sostitutivo alla raccolta differenziata. Si tratta degli “Opifici di pace” che considerano la parrocchia come un centro che mette a disposizione le proprie risorse per “promuovere la raccolta differenziata” anche nell’ottica degli effetti finali, come il riuso, il riciclaggio e il recupero, anziché “incidere nel degrado ambientale connesso a riempimenti di discariche”.
In questo senso si è definita una convenzione per la realizzazione di soluzioni complementari alla raccolta differenziata e per favorire l’istituzione dei centri “Opifici di pace” nelle singole parrocchie e i Comuni del territorio regionale, così da avviare “attività sociali educative, formative, di sensibilizzazione e di comunicazione ambientale per la raccolta differenziata dei rifiuti”.
In dettaglio, la convenzione prevede che la Regione e la Cesi si impegnino ad avviare per due anni, anche rinnovabili per successivi tre anni, i centri “Opifici di pace”. Per questa realizzazione si prevede l’individuazione di opportuni spazi per la raccolta mentre le attività di consegna di beni e/o rifiuti saranno agevolate dalla Parrocchia tramite le modalità, l’hardware e il software già sviluppato in proprio dal progetto.
Il centro ‘Opifici di pace’ “certificherà la quantità dei rifiuti conferiti dall’utenza, come distinte per frazioni merceologiche, trasmettendo periodicamente, al massimo annualmente, ovvero in modo utile per ogni esercizio finanziario, la relativa documentazione agli Uffici competenti del Comune, nell’obiettivo che questi ultimi possano determinare l’entità degli incentivi”.
In questo senso, il Comune potrà anche delegare la parrocchia a richiedere al Conai il “riconoscimento di un contributo una tantum per le spese necessarie alla realizzazione degli eco-centri” ma anche per l’adeguamento dei siti. Inoltre, il Comune potrà riconoscere l’attività svolta “a titolo di contributo extra per il raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata” e rinuncerà ai “corrispettivi derivanti dal sistema Conai, per la quota esattamente imputabile ai flussi quali-quantitivi di rifiuti intercettati dalla parrocchia, trasferendoli in toto alla parrocchia entro un termine da stabilirsi”.
È importante un ulteriore passaggio che andrà a incidere direttamente sui siciliani: agli utenti che parteciperanno alla raccolta dei rifiuti negli eco-centri delle parrocchie sarà “applicata una proporzionale e congrua riduzione della quota variabile della Tari o della Tariffa”.

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