Migranti: Diciotti, Fico, "Sbarcateli!" Salvini, "Fai il presidente della Camera" - QdS

Migranti: Diciotti, Fico, “Sbarcateli!” Salvini, “Fai il presidente della Camera”

Antonio Leo

Migranti: Diciotti, Fico, “Sbarcateli!” Salvini, “Fai il presidente della Camera”

giovedì 23 Agosto 2018 - 07:00
Migranti: Diciotti, Fico, “Sbarcateli!” Salvini, “Fai il presidente della Camera”

Il Ministro dell'Interno innalza il livello dello scontro istituzionale rispondendo duramente al Presidente della Camera che aveva chiesto di far scendere a terra i migranti a Catania. Ma attaccando anche il presidente Mattarella e il premier Conte: "O cambiate Paese o cambiate ministro". Intanto sono salite a quattro le Procure che stanno indagando sulla vicenda

"Tu fai il presidente dalla Camera e io faccio il ministro, con un programma e un contratto di governo ben preciso".
La risposta piccata è del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che, in una diretta Facebook, si è così rivolto a Roberto Fico, colpevole di aver dichiarato "Sbarcateli tutti e subito".
Salvini alza il livello dello scontro istituzionale e attacca Mattarella e Conte: "vogliono intervenire il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio lo facciano, ma non con il mio consenso". E conclude: "O cambiate Paese o cambiate ministro".
Replica Fico: "Per me far il presidente della Camera significa fare sì che lo Stato non rinneghi mai principi fondamentali e dignità umana".
D’altronde l’intervento del Presidente – pentastellato – della Camera dei deputati non era stato per nulla aggressivo: "La giusta contrattazione con i Paesi dell’Unione europea – aveva scritto Fico su Twitter – può continuare senza alcun problema, adesso però le 177 persone, tra cui alcuni minori non accompagnati, devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue".
"Faccia una cosa presidente Fico – aveva risposto la deputata del Pd Alessia Morani – telefoni al ministro degli Interni Salvini e faccia in modo di fare sbarcare quelle persone altrimenti è il suo solito intervento inutile e ipocrita. Non basta un tweet al mese per salvarsi faccia e coscienza".
La stessa cosa aveva detto poco dopo, sul molo di Catania, il segretario dem Maurizio Martina, chiedendo anche lui una rapida soluzione di questa questione che sta gettando discredito sull’Italia.
"Quello che sta accadendo ha dell’incredibile – aveva commentato Enzo Bianco, già sindaco di Catania – questa città ha saputo affrontare con dignità l’emergenza immigrazione quando era veramente un’emergenza ed eravamo soli. Non oggi che è soprattutto un’occasione per mostrare i muscoli anziché la testa e il cuore".
Nei fatti, nonostante la decisione di Salvini di far scendere i minorenni, è ancora sfida aperta all’Europa sulla questione della Diciotti. E l’Italia non sta certo facendo una bella figura, dimostrando una grande debolezza sul fronte della diplomazia.
D’altra parte i diktat di Salvini non hanno certo aiutato a scogliere i complessi nodi europei.
La sera di martedì il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, pur nella bufera per i selfie al mare, si era augurato una soluzione del problema per oggi, minacciando: "Se prevarranno gli egoismi, l’Italia prenderà delle contro deduzioni a livello europeo su altri argomenti".
Intanto, sul ponte della nave della Guardia costiera i migranti adulti si preparano a trascorrere un’altra notte, la settima, all’addiaccio.
Intanto si susseguono le iniziative della magistratura. Oltre alla Procura della Repubblica per i minorenni di Catania, che mercoledì pomeriggio ha chiesto a Salvini e Toninelli di far sbarcare subito bambini e ragazzi, a tarda sera si è appreso che la Procura di Agrigento, oltre a cercare di individuare gli scafisti che hanno condotto l’imbarcazione soccorsa da nave Diciotti – inchiesta questa trasferita a Palermo -, ha aperto un secondo fascicolo d’inchiesta sull’illecito trattenimento degli extracomunitari che ancora non sono stati fatti scendere a terra dopo essere rimasti per giorni nei pressi dell’isola di Lampedusa. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio è salito a bordo della Diciotti per incontrare il Capitano. E sulla vicenda della nave della Guardia Costiera sta facendo accertamenti anche la Procura di Catania.
Un equilibrato intervento è quello venuto da don Luigi Ciotti presidente Libera e Gruppo Abele, monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi e don Gianni De Robertis, direttore Generale della Fondazione Migrantes, che hanno scritto: "Ben venga la ricerca di accordi vincolanti a livello continentale, ma intanto le persone si soccorrono e si accolgono. È questo il dovere della politica, ma è anche il compito di un popolo che ha dimostrato tante volte la sua vocazione all’ospitalità".
Senza mezzi termini, invece, lo scrittore Roberto Saviano, su Twitter, ha scritto "Il Governo tiene in ostaggio 177 esseri umani" parlando di "Caso gravissimo e illegale di sequestro di persona plurimo di Stato".
Comunque sia la vicenda continua a essere in stallo, con le opposizioni che accusano il governo pentaleghista d’inconcludenza e il ministro dell’Interno Salvini che continua a non dare l’autorizzazione a farscendere a terra ai migranti, Nonostante gli appelli delle organizzazioni umanitarie. I profughi a bordo, a quanto risulta, sarebbero provenienti dall’Eritrea, avrebbero subito in Libia violenze e abusi.
"O l’Europa inizia a fare sul serio difendendo i suoi confini e ricollocando gli immigrati, oppure inizieremo a riportarli nei porti da dove sono partiti", è il tormentone del capo della Lega Nord.
E Medici senza frontiere, con Save the children, hanno esortato "le autorità italiane a concedere rapidamente lo sbarco in modo da poter prestare le cure" ricordanndo che "a bordo ci sono donne, persone che sono state anche un anno e mezzo nei centri di detenzione in Libia: è inammissibile negare per un periodo così lungo l’assistenza".
"La mancata autorizzazione allo sbarco, con la conseguente impossibilità di valutare le singole situazioni, appare ancor più critica visto che la maggior parte dei migranti – ha ricordato Mauro Palma, il Garante delle persone detenute o private della libertà – è di nazionalità eritrea, e dunque in evidente bisogno di protezione internazionale".
E dalla mezzanotte di martedì, Igor Boni, della Direzione nazionale di Radicali Italiani è in sciopero totale della fame ad oltranza, "fino al ripristino della legalità, del diritto internazionale e dei diritti umani per i migranti e i militari sequestrati dal Governo italiano".
Davanti a tutto questo il ministro grillino Toninelli non aveva saputo far meglio che dichiarare di sperare "Vivamente che venga dato all’Italia l’aiuto che merita e che venga fatto nelle prossime ore".
Non è stato così.

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