Migranti: Diciotti, appelli, scheletrini e i dubbi del comandante - QdS

Migranti: Diciotti, appelli, scheletrini e i dubbi del comandante

Pietro Crisafulli

Migranti: Diciotti, appelli, scheletrini e i dubbi del comandante

venerdì 24 Agosto 2018 - 09:00
Migranti: Diciotti, appelli, scheletrini e i dubbi del comandante

Nel quarto giorno a Catania nuova richiesta d'intervento a Mattarella dalle Magliette rosse. Intanto si apprende che Kothmeir temeva di essere arrestato. Le perplessità per gli ordini impartiti via social. Boldrini, "Governo dei tweet". Gli orrori raccontati dai minorenni sbarcati. Il più magro pesa trenta chili. Rota (Cgil), "Ci allontaniamo dalla democrazia"

"Signor presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, siamo degli italiani indignati per quanto sta accadendo da giorni ai migranti e anche ai marinai a bordo della nave Diciotti ferma a Catania. Le chiediamo di intervenire, di non rimanere in silenzio. Lei non solo è presidente della Repubblica ma anche Capo delle Forze Armate, presidente del Csm. Chi Le impedisce di intervenire? Lo faccia per favore".
Il nuovo appello è stato lanciato al Capo dello Stato dalle Magliette rosse mentre nel porto di Catania da quattro giorni è ormeggiata la nave Diciotti con a bordo 150 dei 190 migranti soccorsi al largo di Lampedusa.
"Ci stiamo pericolosamente allontanando dalle nostre regole democratiche, che dovrebbero rappresentare delle certezze assolute" ha detto Giacomo Rota, segretario di quella Cgil di Catania, che ha organizzato un presidio nel porto.
"Crediamo – ha aggiunto – che la nostra mobilitazione abbia un senso molto più ampio della mera manifestazione di solidarietà".
Dal pattugliatore della Guardia costiera due giorni fa sono stati sbarcati 27 minorenni non accompagnati e a bordo ci sono ancora, tra uomini e donne, 130 eritrei, 10 migranti delle Isole Comore, sei bengalesi, due siriani, un egiziano ed un somalo.
Poi, nuovamente lo stallo, l’attesa estenuante, l’incertezza che hanno caratterizzato la gestione di tutta questa vicenda.
"Non è che mi arrestano?" si era chiesto Massimo Kothmeir, comandante della Diciotti della Guardia costiera, prima di attraccare a Catania.
Lo ha riferito il segretario dei Radicali, Riccardo Magi che ha parlato con lui ieri durante la sua visita a bordo della nave per verificare le condizioni dei migranti.
"Ma che devo fare? Devo entrare in porto o no? Non è che mi mettono i braccialetti d’argento?" avrebbe detto ai suoi superiori mentre era in navigazione verso il porto di Catania dopo aver letto sui social network che il Viminale non autorizzava lo sbarco nonostante il via libera all’attracco del ministero per le Infrastrutture.
Per una singolare coincidenza le sorti del capitano Kothmeir sono legate a Catania: il passaggio delle consegne con il precedente comandante della Diciotti avvenne proprio nella città etnea il sei aprile scorso, davanti al sindaco Enzo Bianco e alcuni tra i gradi più alti della Guardia costiera.
Kothmeir, genovese, è un uomo schivo: come comandante della Diciotti ha gestito la vicenda di Trapani, conducendo in porto un gruppo di 67 migranti alcuni dei quali si erano fatti minacciosi. Fu tra gli uomini che coordinarono le ricerche dei dispersi nel crollo della torre di controllo dl porto di Genova, nel maggio del 2013.
In questi giorni si è meritato l’attacco di Casapound Italia: l’ultradestra razzista non ha gradito un disegno di Francesco Piobbichi apparso sul profilo Facebook del comandante, che peraltro non è pubblico. Raffigura due mani che reggono un’arca di Noè piena di persone al di sopra di un mare di filo spinato.
"Abbiamo ricostruito con il comandante – ha detto Magi -l’origine di questa situazione. Da una parte l’indicazione del ministro Toninelli e poi poco dopo la posizione del Viminale appresa via web dal comandante. Il quale è stato costretto a fermare la nave al largo di Catania in attesa di conferma da parte dei superiori. Il comando generale gli ha ordinato di attraccare senza consentire lo sbarco".
"La linea di comando della Diciotti – ha sottolineato ieri l’ex presidente della Camera Laura Boldrini dopo essere salita anche lei a bordo della nave . mi è difficile poterla immaginare. Non credo ci sia un atto formale ma d’altra parte non c’è stato alcun atto formale neanche rispetto alle navi delle ong. Non c’è una circolare amministrativa, non c’è nulla".
"Questo – ha denunciato – è un Governo che non fa atti come d’abitudine si fa in uno stato di diritto ma fa tweet e dunque sul tweet le navi si sono più o meno regolate".
Il comandante genovese – "di straordinaria umanità", come ha detto Claudio Fava – si è "più o meno regolato" anche quando, in diretta Facebook, Salvini ha "ordinato" lo sbarco dei minorenni, quelli che sono stati definiti dalle organizzazioni umanitarie "ventisette scheletrini" e che, una volta a terra, hanno potuto raccontare gli orrori che hanno vissuto.
Venticinque ragazzi e due ragazze denutriti, il più magro di appena trenta chili hanno riferito gli operatori di Terre de Hommes e di Medici Senza Frontiere. C’era chi non ci vedeva bene perché per un anno rinchiuso al buio, chi aveva dolore ad una spalla perché gli avevano sparato durante un rapimento, altri feriti e malamente medicati, in molti colpiti dalla scabbia e tutti "stanchi, esausti, confusi" eppure ancora "capaci di fidarsi".
Ragazzi che pensano continuamente, riferiscono gli operatori, ai centocinquanta compagni rimasti sulla Diciotti. Dove sotto qualunque profilo la situazione è gravissima tanto da far esclamare al comandante Kothmeir, "Siamo già fuodi tempo massimo".
In un’altra intervista, oggi, il Comandante ha però precisato che non ci sono emergenze sanitarie e i migranti vengono alimentati regolarmente.
"Abbiamo spiegato loro – ha detto il capitano Kothmier – che la vicenda è legata anche a una situazione politica di tipo internazionale che avrebbe comportato anche una più lunga permanenza a bordo. A me hanno restituito la sensazione di totale comprensione. E fino a oggi si sono comportati splendidamente"
A terra, ieri, sul molo di Levante del Porto di Catania uno sparuto gruppetto di Forza nuova, ha tentato di provocare i manifestanti della Rete antirazzista sul molo esibendo uno striscione con scritto "basta immigrazione fermiamo l’invasione".
Oggi a partire dalle dieci è previsto un presidio della Cgil Sicilia al quale parteciperanno delegazioni da tutta la Sicilia.
Anche stamane sul molo di Levante è presente solamente personale della Guardia Costiera, Polizia di Stato, Guardia di finanza e Carabinieri.
Nessun volontario o appartenenti alla Protezione civile per l’assistenza allo sbarco.

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