Orientamento e rafforzamento competenze per il reinserimento lavorativo - QdS

Orientamento e rafforzamento competenze per il reinserimento lavorativo

Michele Giuliano

Orientamento e rafforzamento competenze per il reinserimento lavorativo

venerdì 12 Ottobre 2018 - 02:00
Orientamento e rafforzamento competenze per il reinserimento lavorativo

La Regione autorizza due progetti per gli ex dipendenti di due grandi aziende oggi chiuse. Si tratta della Cipro Gest di Termini Imerese e della Smim di Gela: coinvolti 58 lavoratori

PALERMO – Due elenchi di agenzie del lavoro che si adopereranno per aiutare gli ex lavoratori della Cipro Gest di Termini Imerese e della Smim di Gela, due aziende ormai chiuse che contavano insieme oltre un centinaio di lavoratori. Si tratta di un percorso di attivazione “rinforzato” per il reinserimento lavorativo attivato dall’amministrazione regionale, che si articola in azioni trasversali rivolte a tutti i destinatari dell’intervento, mirate alla profilazione del lavoratore e alla definizione del percorso personalizzato di reinserimento lavorativo e, a seguire, azioni specifiche individuate sulla base degli esiti della consulenza orientativa.
Sono 13 gli ex operai della Smim impianti coinvolti in questa operazione, altri 45 quelli della Cirpo Gest. Per loro un tentativo di aiutarli a trovare una nuova occupazione. In particolare, tali azioni comprendono l’orientamento specialistico, mirato alla ricostruzione e all’approfondimento della storia formativa e lavorativa del lavoratore; il rafforzamento delle competenze attraverso percorsi formativi di breve durata, sulla base delle proprie esigenze e in relazione al fabbisogno formativo di settore.
Ancora, lo svolgimento di tirocini extracurriculari mirati al reinserimento lavorativo, per una durata massima di cinque mesi, accompagnati da un’attività continuativa di tutoraggio. Le azioni trasversali sono realizzate esclusivamente dai centri per l’impiego, mentre il resto anche dalle agenzie del lavoro private.
I destinatari, che hanno già usufruito della cassa integrazione e sottoscritto un patto di servizio con il centro per l’impiego competente per territorio, sono classificati, secondo un sistema di profilazione regionale, in quattro categorie che ne misurano la distanza dal mercato del lavoro, in termini di occupabilità, indicata in fasce, che vanno da bassa, a media, ad alta e molto alta. In caso di rinuncia o rifiuto ingiustificato di una misura di politica attiva, il lavoratore decade da ogni beneficio.
Questo passo dell’amministrazione regionale segue alla chiusura definitiva dell’azienda, anche dopo l’accordo che ha permesso, per un anno, agli operai della Smim di avere la copertura della cassa integrazione in deroga. Si tratta degli unici “superstiti” nel cantiere della storica azienda metalmeccanica, per decenni presente negli appalti dell’indotto della raffineria Eni.
La cassa integrazione in deroga è stata autorizzata attraverso il sistema scattato con il riconoscimento dell’area di crisi complessa, dopo l’avvio della fase di riconversione green della fabbrica Eni di contrada Piana del Signore. Stesso percorso della Cipro Gest di Termini Imerese, azienda del settore della trasformazione agrumi che fino a qualche tempo addietro era gestita dal gruppo Parmalat con produzione Santal di succo d’arancia rosso di Sicilia. Tempi passati che hanno dato lustro allo stabilimento della zona Industriale e dove lavoravano circa 80 lavoratori a tempo indeterminato, oltre ai circa 50 lavoratori stagionali che prendevano parte alla campagna di spremitura durante la campagna da gennaio a giugno.
Già nel 2016 c’erano stati parecchi licenziamenti, arrivando a 64 dipendenti dopo qualche anno di cassa integrazione. Una situazione che non è stato possibile risolvere, problemi del prodotto e di gestione sbagliata durante gli anni dove si sono susseguiti diversi amministratori (Emmegì), fino a giungere alla chiusura definitiva, dopo che, per qualche tempo, l’impianto è stato utilizzato per lavori di percolato proveniente da varie discariche e qualche altro lavoro di depurazione da parte di terzi con la minima presenza di operai della manutenzione.

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