Catania condannata al default, Bonaccorsi: "La Corte ha escluso ogni possibilità" - QdS

Catania condannata al default, Bonaccorsi: “La Corte ha escluso ogni possibilità”

Desiree Miranda

Catania condannata al default, Bonaccorsi: “La Corte ha escluso ogni possibilità”

venerdì 09 Novembre 2018 - 08:00
Catania condannata al default, Bonaccorsi: “La Corte ha escluso ogni possibilità”

Nessuna speranza per salvare Catania dal dissesto. Lo confermano in due interviste esclusive al QdS il sindaco Pogliese e l’assessore Bonaccorsi. Il Consiglio comunale, per dare un segnale, potrebbe rinunciare al gettone di presenza

CATANIA – Nessuna speranza per evitare il dissesto di Catania. Con la deliberazione della Corte dei Conti siciliana in sede di controllo, con cui viene rigettato il ricorso dell’amministrazione comunale, si sarebbe spenta anche l’ultima flebile fiammella. Ne è assolutamente convinta l’amministrazione guidata dal sindaco Pogliese.
“Nella costituzione in giudizio, la procura della Corte dei Conti ha escluso ogni possibilità ritenendo che il Comune ha già aderito a due opportunità”, spiega l’assessore al bilancio del Comune di Catania, Roberto Bonaccorsi, mentre è in viaggio per andare a incontrare il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Il riferimento è alle due rimodulazioni proposte dall’amministrazione Bianco nel maggio 2017 e nel febbraio 2018.
Nel primo caso il problema è stato arrivare a votazione con dei giorni di ritardo, nel secondo invece, dopo avere scelto di aderire alla rimodulazione del Piano di riequilibrio, non si è mai arrivati al voto da parte del Consiglio. L’avere mancato questi appuntamenti, secondo quanto spiega Bonaccorsi, precluderebbe anche la strada aperta con il decreto milleproroghe. “Sarebbe un esercizio inutile a questo punto, perché la Corte ha ritenuto che queste manifestazioni di volontà fossero sufficienti per non potere più aderire al nuovo piano”, dice Bonaccorsi.
Anche la via per ricevere un contributo straordinario dal governo nazionale è fallita per problemi normativi. “Bisognava avere uno strumento generale, non solo per Catania, e avere uno strumento per tutti i Comuni come il nostro significava trovare una grande disponibilità economica”, dice Bonaccorsi.
La città cadrà bruscamente nel baratro economico e sociale con la perdita, come dicono i sindacati, di circa 10 mila posti di lavoro e dei servizi di primaria importanza. Non solo, anche le aliquote fiscali saliranno al massimo del consentito dalla legge e a rischio ci sono anche i pagamenti per le aziende creditrici nei confronti del Comune.
“Se ne occuperà l’organo straordinario di liquidazione che attraverso la massa attiva pagherà tutti i debiti che verranno censiti nella massa passiva, nei limiti della capienza”, spiega l’assessore al bilancio del Comune. I tre commissari che comporranno l’organo straordinario di liquidazione saranno nominati in 15/20 giorni. Prima di arrivare a quella che da più parti viene indicata come una “batosta sociale”, però, occorre che il Consiglio comunale prenda atto della delibera della Corte dei Conti attraverso un incontro e una votazione apposita. Cosa che dovrebbe accadere, anche questa, tra non più di 20 giorni.
Intanto il presidente del Consiglio comunale etneo, Giuseppe Castiglione, fa sapere che per questa mattina ha convocato i capigruppo delle commissioni e nel pomeriggio si terrà un incontro con l’amministrazione e i sindacati. Inoltre ha convocato per martedì un consiglio in merito. Castiglione poi, si dice “disponibile a discutere la questione della rinuncia al gettone di presenza per il bene della città” e ringrazia l’amministrazione e i colleghi consiglieri per “l’impegno profuso in questa difficile situazione”.
Adesso il dispositivo viene mandato al Ministero e all’assessorato enti locali della Regione Siciliana, il quale darà un termine al Consiglio comunale per la dichiarazione di dissesto, termine che secondo il Tuel non supera i 20 giorni.
Secondo lo stesso Testo unico per gli Enti locali, infine, ci sarebbero conseguenze anche per gli amministratori politici colpevoli di avere causato il dissesto. Una eventualità che però non avrà presto degli imputati. “Prima delle sanzioni deve esserci una sentenza che accerti la responsabilità”, dichiara Bonaccorsi. Intanto martedì 13 novembre i catanesi scenderanno in piazza in protesta.

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