Intimidazioni ad amministratori locali: 39 in Sicilia - QdS

Intimidazioni ad amministratori locali: 39 in Sicilia

Serena Giovanna Grasso

Intimidazioni ad amministratori locali: 39 in Sicilia

giovedì 13 Dicembre 2018 - 04:00

I dati dell’Osservatorio sul sito del ministero dell’Interno si riferiscono ai primi 6 mesi del 2018. Nell’Isola il 10% degli episodi. Sardegna, Puglia e Lombardia le prime tre regioni per diffusione del fenomeno (rispettivamente 44, 37 e 36 casi)

PALERMO – Trecentonove: a tanto ammonta il numero di atti intimidatori subiti dagli amministratori locali italiani durante i primi sei mesi dell’anno in corso. A livello nazionale, appare come un fenomeno in leggera flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (342, ovvero il 9,6% in più rispetto al primo semestre 2018), ma non per questo da sottovalutare.
Questi sono solo alcuni dei dati contenuti all’interno del rapporto elaborato dall’ “Osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali” e pubblicato sul sito del ministero dell’Interno. Purtroppo in Sicilia è possibile osservare oltre il 10% degli atti intimidatori complessivamente denunciati: infatti, con quota 33, rappresenta la quarta regione per maggior numero di atti intimidatori. La variazione rispetto al periodo precedente è stata praticamente impercettibile: infatti, tra gennaio e giugno 2017, il numero di atti intimidatori contro gli amministratori locali sono stati 34, uno in più rispetto al 2018.
Le regioni con un numero più elevato sono state la Sardegna con 44 episodi (erano 41 nel 2017), Puglia (37, contro i 38 del 2017) e Lombardia con 36 casi (49 nel 2017). Valori abbastanza elevati si osservano anche in Calabria (25), Campania (18), Piemonte (17), Veneto (15), Toscana (14) e Lazio (13). Basilicata, Trentino Alto Adige, Abruzzo e Marche vantano un bassissimo numero di episodi (tre nelle prime due regioni, mentre quattro nella terza e cinque nella quarta). Umbria e Valle d’Aosta sono le uniche due regioni dove il fenomeno sembra essere assente (zero denunce in entrambi i casi).
L’Osservatorio è stato costituito in attuazione dell’articolo 6 della Legge numero 105 del 2017, per favorire e potenziare lo scambio di informazioni e il raccordo tra Stato e gli enti locali, allo scopo di individuare strumenti di contrasto e indicare strategie di prevenzione del fenomeno. Per combattere il fenomeno occorre conoscerne dimensioni, natura e cause nelle varie realtà territoriali. L’osservatorio testimonia la significativa presenza delle Istituzioni a fianco degli amministratori per incoraggiare la collaborazione nella lotta al fenomeno intimidatorio.
L’Osservatorio ha anche la funzione di individuare iniziative di supporto agli amministratori vittime di episodi intimidatori, tenendo conto delle caratteristiche delle realtà nelle quali svolgono il loro mandato. A questo scopo è prevista la creazione presso le prefetture capoluogo di regione, di Osservatori regionali ed, eventualmente, di sezioni provinciali in quelle realtà territoriali maggiormente interessate al fenomeno.
Inoltre, l’osservatorio potenzia gli strumenti di raccordo e scambio di informazioni fra le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, la magistratura e gli enti territoriali coinvolti. L’organismo ha il compito, infine, di promuovere iniziative di formazione rivolte agli amministratori locali e di promozione della legalità, con particolare riferimento alle giovani generazioni.

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