Il 93% delle imprese prevede un peggioramento - QdS

Il 93% delle imprese prevede un peggioramento

Gaetano Cusimano

Il 93% delle imprese prevede un peggioramento

martedì 05 Maggio 2009 - 00:00

Indagine trimestrale della Banca d’Italia su aspettative inflazione e crescita svolta a marzo 2009. Campione di 449 imprese con almeno 50 addetti, 265 dell’industria e 184 dei servizi

PALERMO – La Banca d’Italia ha reso noti i risultati dell’indagine trimestrale sulle aspettative di inflazione e crescita effettuata, di concerto con Il Sole 24 Ore, nel periodo compreso fra il 3 ed il 23 marzo del corrente anno 2009.
All’indagine hanno partecipato 449 imprese con almeno 50 addetti, di cui 265 nell’industria e 184 nei servizi. Sotto il profilo geografico le imprese intervistate localizzate nel Mezzogiorno (Sud e Isole) rappresentano poco più del 10 per cento del totale e presentano, rispetto all’universo delle imprese, un tasso di copertura minore di quello medio dell’Italia (1,5 contro 2,1 per cento); la quota prevalente del campione riguarda il Centro Nord, che presenta un tasso di copertura leggermente maggiore di quello medio (2,2 per ceto).

Alle imprese è stato chiesto di formulare previsioni sia su temi macroeconomici, quali ad esempio l’andamento del tasso d’inflazione e la situazione generale del sistema produttivo.
L’indagine, pur riguardando il Mezzogiorno, e non isolando la Sicilia, appare egualmente meritevole di attenzione per i risultati forniti estendibili con la necessaria cautela alla nostra regione.
Il primo risultato riguarda le aspettative sul tasso di inflazione al consumo in Italia e nelle sue ripartizioni per i prossimi dodici mesi: in Italia il tasso previsto rappresenta l’1,4 per cento, pari esattamente alla metà di quello previsto nel trimestre precedente (2,8 per cento), raggiunge l’1,5 per cento nel Nord Ovest e nel Centro, l’1,3 per cento nel Mezzogiorno e l’1,2 per cento nel Nord Est.

Particolare interesse presenta il giudizio sulla situazione economica generale e sulle condizioni per l’investimento rispetto al trimestre precedente, che per semplicità limitiamo al confronto Mezzogiorno-Italia. Si rileva immediatamente che il 93 per cento delle imprese meridionali stima che la situazione economica generale sia peggiore rispetto a tre mesi prima, contro l’88 per cento nella media Italia, e che solo il 6 contro il 12 per cento che sia rimasta invariata.
Sorprende, ancorché quantitativamente modesta, la maggiore incidenza delle imprese meridionali che hanno giudicato migliore la situazione economica (1 contro lo 0,3 per cento).

Per quanto riguarda le condizioni di investimento, la maggioranza delle imprese meridionali (73 per cento) giudica che esse sono oggi peggiori rispetto al trimestre precedente, contro il 56 per cento in Italia.
La differenza è compensata dalla minore incidenza meridionale delle imprese che hanno giudicate invariate (21 per cento contro 32 per cento) e migliori (5 contro 12 per cento) tali condizioni.

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