Scuola, Anief-Cisal: "Piano Miur non porrà fine alla supplentite" - QdS

Scuola, Anief-Cisal: “Piano Miur non porrà fine alla supplentite”

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Scuola, Anief-Cisal: “Piano Miur non porrà fine alla supplentite”

mercoledì 02 Gennaio 2019 - 08:00
Scuola, Anief-Cisal: “Piano Miur non porrà fine alla supplentite”

Secondo il sindacato il 2019 sarà l’anno dei concorsi ma non della fine del precariato. “Le procedure selettive serviranno a stabilizzare solo una parte dei precari”

ROMA – Per la scuola “il 2019 sarà l’anno dei concorsi e del nuovo reclutamento, ma non della fine del precariato”. Lo dice Marcello Pacifico, presidente dell’Anief Cisal.
“Poco hanno fatto – prosegue Pacifico – i due recenti concorsi riservati: dopo il primo riservato agli abilitati nella secondaria a cui ha aderito meno della metà del personale abilitato con il Tfa e il Pae o ancora presente nella terza fascia delle Gae, continuano a rimanere vacanti 50 mila cattedre; al secondo, per infanzia e primaria, ha rinunciato una maestra su tre inserita in Gae con riserva, a cui è stato rinnovato il contratto soltanto fino al 30 giugno, mentre si attende una nuova decisione della Plenaria e della Cassazione”.
“Nel frattempo, altri 20 mila insegnanti hanno fatto ricorso con Anief avverso l’esclusione delle nuove procedure, quasi il 20% delle domande prodotte, la prima delle quali è già al vaglio della Consulta. Saranno chiuse pure le Facoltà di scienze della formazione primaria, visto il valore abilitante del solo concorso?”, chiede Pacifico.
Il piano predisposto dal Miur e dal governo attraverso la legge di bilancio, afferma Pacifico, “non stroncherà, pertanto, la piaga della supplentite: le procedure selettive ordinarie e straordinarie, infatti, andranno a stabilizzare solo una minima parte dei precari di lungo corso”. “Gli stessi che i giudici e l’Europa chiedono invece di assumere in ruolo, in modo automatico, dopo 36 mesi di supplenze”, ribadisce.
Secondo il presidente Anief, “invece di puntare tutto sui concorsi, il nuovo ministro dell’Istruzione avrebbe dovuto riaprire le Gae, come si è sempre sostenuto nei tribunali italiani ed europei, per sanare la posizione di migliaia di insegnanti formati dallo Stato, ma costretti a cambiare cattedra ogni anno: pensare che tutto possa risolversi con l’utilizzo dei concorsi, ancora meglio se straordinari, è stato un errore strategico, costato caro al governo Renzi; e ora potrebbe accadere lo stesso a quello del M5S e della Lega”.
“I numeri parlano chiaro: non era mai successo che in un triennio andassero vacanti complessivamente 50 mila assunzioni in ruolo a fronte di un numero tre volte superiori di personale abilitato”, dice Pacifico ricordando anche che “non entrerà in vigore, il 1° gennaio, il decreto legislativo 66/2017 attuativo della legge 107/15 sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità: con la legge di bilancio, il 29 dicembre al voto finale della Camera, la sua messa in atto è stata posticipata al 1° settembre 2019”.
“Gli otto mesi di tempo -spiega Pacifico- serviranno al ministero dell’Istruzione, su spinta del governo, ad apportare delle modifiche, prima fra tutte quella relativa alla quantificazione e assegnazione delle ore di sostegno, che dovrebbero ritornare nella competenza del Glh come richiesto da Anief”.
Infine, avverte Pacifico, “si rompe il monopolio dei sindacati tradizionali: con l’inizio del 2019 la rappresentatività di Anief diventerà esecutiva”.
“Manca solo la direttiva della ministra Giulia Bongiorno per avviare il tavolo per il rinnovo dell’accordo quadro, al quale parteciperà un nuovo sindacato: trascorsi questi adempimenti, il sindacato autonomo dovrà infatti essere ammesso ai tavoli negoziali, dove finalmente potrà battersi per il rispetto del diritto in ogni istituzione scolastica del Paese”, sottolinea.
Tra le priorità che Anief Cisal intende affrontare, figurano il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2019/2021, la contrattazione integrativa su mobilità e le sanzioni disciplinari.

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