Stress da lavoro, sconosciuto in Sicilia ma causa di grave malessere fisico - QdS

Stress da lavoro, sconosciuto in Sicilia ma causa di grave malessere fisico

Michele Giuliano

Stress da lavoro, sconosciuto in Sicilia ma causa di grave malessere fisico

martedì 08 Gennaio 2019 - 03:00
Stress da lavoro, sconosciuto in Sicilia ma causa di grave malessere fisico

Campagna della Uil per imparare a riconoscere i sintomi e provare a contrastarlo e prevenirlo. Appena 10 denunce nei primi 9 mesi del 2018, segno di un fenomeno ancora sottovalutato

PALERMO – Il lavoro nobilita l’uomo, lo realizza nella società, è il mezzo per il raggiungimento di tanti altri traguardi, eppure è anche fonte di malessere fisico, spesso sottovalutato e ancora di più spesso non riconosciuto.
A parlare sono le statistiche rese note dalla Uilpa Sicilia: a livello nazionale, appena 335 denunce di disturbi psichici e comportamentali su un totale di 44.083, nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2018.
In Sicilia, nello specifico, il dato è di 10 denunce su 1.123. In Italia, complessivamente, si registrano attualmente 4.183 casi di malattie professionali non determinate; dal 2013 al 2017 i fattori psicologici quali causa di malattie professionali hanno avuto un impatto di 12 casi su 115.400. Dati che confermerebbero come vi sia una sottovalutazione dello stress e del benessere psichico dei lavoratori a causa, spesso, della diffusa omertà nei luoghi professionali ma anche dell’inconsapevolezza e dell’incapacità di riconoscere adeguatamente il malessere legato allo stress maturato.
Partendo da queste premesse il sindacato ha deciso di raccontare il disagio in uno spot, per aiutare molti che ne soffrono a prenderne consapevolezza. Riconoscere il proprio stato di disadattamento, che sfocia in patologia negli ambiti professionali, sia pubblici che privati, con malattie di natura psico-sociale è fondamentale per cominciare un percorso di guarigione. A maggior ragione visto che si tratta di condizioni sempre più frequenti nell’attuale contesto lavorativo, anche a causa della flessibilità esasperata e dalla cronica carenza di personale che affligge molti uffici, sulle quali occorre sensibilizzare la collettività e gli stessi datori di lavoro.
Il sindacato ha scelto il linguaggio degli spot per fotografare il fenomeno dello stress lavoro correlato, realizzando un filmato che racconta, nello spazio di tre minuti e venticinque secondi, il disagio di chi avverte, nella propria quotidianità, l’impossibilità di soddisfare le richieste in rapporto alle capacità e al tempo a disposizione. La medicina del lavoro, infatti, definisce stress lavoro correlato la sensazione di squilibrio percepita tra i carichi di lavoro e il loro smaltimento.
“Abbiamo scelto di declinare la condizione propria dello stress da lavoro correlato attraverso la storia, sinteticamente narrata, di una donna, dalla giovinezza alla maturità – spiega il segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione Sicilia Alfonso Farruggia – per sottolineare quali possano essere le conseguenze, nel tempo, di una malattia professionale sempre più diffusa a livello europeo”.
Secondo le statistiche, infatti, lo stress legato al lavoro è attualmente la seconda patologia più diffusa in Europa dopo il mal di schiena; ne è affetto un lavoratore su quattro e i soggetti maggiormente colpiti sono le donne, che nell’ambito lavorativo vivono anche di frequente, una condizione di maggiore pressione sociale e discriminazione.
“L’iniziativa – precisa il segretario – è soltanto il primo passo di un’azione di sensibilizzazione che prevede la realizzazione di una campagna informativa ben precisa che si articolerà nel tempo attraverso incontri nel territorio, dibattiti, tavole rotonde e distribuzione di materiale informativo alla collettività”.
“L’iniziativa della Uilpa – aggiunge Michelangelo Ingrassia, presidente del Comitato Consultivo provinciale dell’Inail di Palermo – non rappresenta soltanto un efficace strumento di prevenzione del fenomeno ma anche una denuncia sociale in merito a un problema di salute delle lavoratrici e dei lavoratori, ancora oggi gravemente sottovalutato in Italia”.

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