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Catania – Ici, recapitate le “cartelle pazze” anche per terreni già espropriati

Melania Tanteri

Catania – Ici, recapitate le “cartelle pazze” anche per terreni già espropriati

mercoledì 10 Febbraio 2010 - 00:00

Disagi per i cittadini che avrebbero diritto all’esenzione ma che sono costretti a file negli uffici. Interrogazioni in Consiglio di D’Agata (Pd) e Musumeci (Ld-As): “Tortura fiscale”

CATANIA – Se il recupero dell’elusione ed evasione fiscale è uno dei mezzi che il Comune di Catania ha elaborato per fare cassa e cercare di superare la grave empasse finanziaria dell’Ente, sono in tanti gli esponenti dell’opposizione che vogliono vederci chiaro e chiedono al sindaco, Raffaele Stancanelli, in due distinte interrogazioni, di rispondere ad alcuni dubbi. Lo ha fatto il consigliere comunale Pd, Rosario D’Agata, in una interrogazione con richiesta di urgente risposta scritta e dibattito in aula, con la quale denuncia un increscioso inconveniente, scaturito dal tentativo dell’amministrazione comunale di fare cassa. Nell’interrogazione D’Agata indica la deliberazione di Giunta con la quale viene determinato il pagamento dell’Ici sulle aree edificabili a partire dal 2004, affermando che per individuare i contribuenti ai fini del pagamento Ici, l’Ente si è avvalso di dati del Prg di aerofotogrammetrie dell’acquisizione di mappe catastali nonché sull’incrocio con i dati catastali aggiornati.
“In questi giorni – afferma D’Agata – sono state notificate gli avvisi di pagamento Ici a diversi contribuenti che già avevano avuto espropriato il terreno proprio dall’Ente che oggi gli chiede il tributo, creando disagi e file negli uffici comunali”.
Anche l’altra opposizione a Palazzo degli Elefanti, quella rappresentata dai consiglieri de La destra – Alleanza Siciliana, ha affrontato l’argomento Ici, sottolineando altre gravi contraddizioni della delibera di Giunta. “Intimare agli agricoltori di pagare l’Ici anche sui terreni coltivati costituisce un metodo di tortura fiscale che va subito impedito – sottolinea Nello Musumeci, capogruppo de La Destra al Comune, anch’egli in una interrogazione urgente rivolta al sindaco e sottoscritta anche dai colleghi di partito. Nell’interrogazione, Musumeci chiede di sapere “con quali criteri si chiede il pagamento dell’Ici sulle aree edificabili anche per i terreni risultanti “aree a verde”, regolarmente coltivati in seminativo o agrumeto o, paradossalmente, per terreni già espropriati dallo stesso Comune. “Come se non bastasse – continua Musumeci – si pretende il pagamento del tributo con decorrenza 2004 e aumentato, in alcuni casi, anche del novecento per cento.
“Secondo i consiglieri della Destra autonomista “ se è vero che i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli possono per legge fare istanza di esonero, è anche vero che la stragrande maggioranza dei destinatari degli avvisi di pagamento sono solo cittadini che all’agricoltura dedicano risorse finanziarie e fisiche e perciò – in tempi di crisi gravissima – meriterebbero dal Comune incentivi e sostegno piuttosto che pesanti e iniqui balzelli.”
La richiesta al sindaco, dunque, è quella di porre i giusti rimedi per evitare disagi a chi si è visto recapitare cartelle esattoriali per un’imposta non dovuta e soprattutto quella di conoscere quale siano le modifiche da apportare alla previsione di entrate nel bilancio di questa imposta, tenuto conto che molti terreni su cui l’imposta è stata calcolata non sarebbero tassabili. Si attende adesso la risposta ufficiale.


L’assessore Riva: “Canali immediati per procedere con le rettifiche”
Relativamente alle recenti polemiche sul pagamento dell’Ici sulle aree edificabili, l’assessore al Bilancio del Comune di Catania, Gaetano Riva, cerca di fare un po’ di chiarezza, spiegando il perché dei disguidi segnalati dai consiglieri D’Agata e Musumeci e indicando le possibili soluzioni. “Il lavoro di ricognizione e individuazione delle aree su cui è possibile pretendere il pagamento dell’Ici – spiega Riva – realizzato grazie al protocollo stipulato con l’Agenzia delle entrate, ha portato alla notifica di ben 4000 avvisi di accertamento, ma è chiaro che ci possa essere stato qualche errore riferito a dati non più attuali. Ad esempio – continua – tutti i terreni agricoli condotti da soggetti con partita Iva e iscritti all’Inps saranno esentati, lo stesso vale per i terreni espropriati. Per evitare lungaggini, inoltre – conclude l’assessore – abbiamo già pensato di creare canali immediati per procedere con le rettifiche.

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