Il rapporto banche-contribuenti non ha più segreti per il Fisco - QdS

Il rapporto banche-contribuenti non ha più segreti per il Fisco

Maria Papotto

Il rapporto banche-contribuenti non ha più segreti per il Fisco

giovedì 10 Gennaio 2019 - 04:30
Il rapporto banche-contribuenti non ha più segreti per il Fisco

Monitoraggio movimenti finanziari sospetti: le novità introdotte dalla legge di Stabilità 2019. Possibile l’accesso diretto ai conti correnti senza l’autorizzazione del Tribunale

ROMA – La legge di Stabilità 2019 stabilisce che l’agente della riscossione e l’Agenzia delle Entrate con la collaborazione della Guardia di finanza possono accedere direttamente all’Anagrafe dei rapporti finanziari, ovvero alla banca dati dei conti correnti, senza dover più chiedere l’autorizzazione al Tribunale.
L’intento di rintracciare i contribuenti da sottoporre a controllo e accertamento nell’ambito delle verifiche fiscali da parte dell’Agenzia è stato introdotto dal Decreto Salva Italia per la lotta all’evasione fiscale e al nero. Nello specifico, tale decreto prevede l’obbligo in capo agli istituti di credito, banche, Poste, istituti finanziari dell’invio telematico contenente tutte le movimentazioni finanziarie dei conti correnti bancari dei correntisti clienti. Il flusso di informazioni tra le banche e l’Agenzia delle Entrate viene sottoposto a monitoraggio di movimenti finanziari ‘sospetti’ finalizzato a selezionare i contribuenti da sottoporre a richieste di informazioni, accertamenti, accessi o verifiche.
Con la novità in materia di accesso ai conti correnti, viene attribuito all’Agenzia Entrate Riscossione una facoltà particolarmente incisiva che modifica in modo sostanziale la norma che regola l’accesso ai conti finanziari, rafforzata appunto dalla possibilità di poter ricevere collaborazione da parte della Guardia di Finanza senza previa autorizzazione da parte del Tribunale.
La cosa più rilevante è che con il nuovo Sistema di interscambio dati (Sid), l’Agenzia delle Entrate recepisce le comunicazioni di tutti gli istituti di credito, banche, Poste italiane per qualsiasi operazione finanziaria che serviranno a creare i suddetti flussi informatici contenenti tutte le informazioni sui consumi dei contribuenti, e stabilire così se il reddito dichiarato è in linea con le spese sostenute. Tutti i movimenti finanziari effettuati da ciascun contribuente, quali i pagamenti effettuati con mezzi tracciabili, gli addebiti e accrediti diretti sul conto corrente ma soprattutto i prelevamenti in contanti saranno monitorati a verifica di eventuali movimentazioni finanziarie sospette.
I rapporti con le banche non avranno più segreti per l’Agenzia delle Entrate che in qualsiasi momento, in via indiscriminata e senza un’obiettiva e specifica finalità, potrà effettuare verifiche su qualsiasi contribuente che rimarrà all’oscuro di eventuali accessi sui propri conti finanziari da parte del Fisco.
Da ciò emerge una doverosa riflessione: l’inasprimento dei controlli sui conti bancari ha come obiettivo quello di contrastare l’evasione fiscale? Il sistema degli strumenti alla lotta all’evasione è conforme con la normativa sulla privacy?
Ciascun contribuente viene messo a dura prova, considerato che il Fisco potrà in qualsiasi momento conoscere tutte le movimentazioni finanziarie effettuate giornalmente da ciascun contribuente che comunque rimarrà all’oscuro di eventuali accessi sui propri conti finanziari da parte del Fisco. Ma soprattutto, in questo status di oscurità in cui viene lasciato il contribuente, la libertà delle proprie scelte finanziarie giornaliere viene circoscritta nell’unico tentativo rimasto dell’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente; di dimostrare cioè che i propri comportamenti in ambito finanziario siano effettuati nel rispetto della normativa vigente.

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