Acque reflue, bocciature senza sosta, da sanzionare un depuratore su due - QdS

Acque reflue, bocciature senza sosta, da sanzionare un depuratore su due

Rosario Battiato

Acque reflue, bocciature senza sosta, da sanzionare un depuratore su due

martedì 22 Gennaio 2019 - 04:00
Acque reflue, bocciature senza sosta, da sanzionare un depuratore su due

Alle 4 procedure di infrazione aperte da Bruxelles si aggiungono le multe proposte da Arpa Sicilia. Nell’Isola sono stati controllati 182 impianti su 293 nel corso del 2017

PALERMO – Quasi un controllo su due ha portato a una proposta di sanzione amministrativa. Il monitoraggio degli impianti di depurazione della Sicilia, effettuato dai tecnici dell’Arpa e riportato nell’annuario dei dati ambientali pubblicato nelle scorse settimane, traccia un bilancio delle attività di controllo realizzate nel corso del 2017.
A regolare i controlli delle acque reflue urbane è il Decreto Legislativo n. 152/2006 che “prevede che gli scarichi delle acque reflue urbane siano disciplinati in funzione del rispetto degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e, pertanto, i reflui provenienti dalle reti fognarie urbane devono essere sottoposti ad un trattamento appropriato (di natura chimica, fisica e biologica), a seconda del tipo di refluo da trattare e del corpo ricettore in cui verrà scaricato dopo il trattamento, affinché si assicuri l’abbattimento degli inquinanti prima dell’immissione nell’ambiente”. In questo senso, sono proprio gli impianti di depurazione delle acque reflue a rappresentare le “infrastrutture fondamentali per ridurre l’inquinamento dei corpi idrici superficiali e sotterranei e per salvaguardare la salute della popolazione”.
Al grave deficit che pesa sul sistema di depurazione isolano, sul quale pendono ben quattro procedure di infrazione per l’assenza degli impianti, si aggiunge anche il risultato relativo alle sanzioni comminate in rapporto ai controlli effettuati dall’Arpa. Il monitoraggio serve a valutare il carico inquinante delle acque trattate negli stessi come fonte puntuale di impatto sui corpi idrici.
Nel corso del 2017, il 72% circa degli impianti presenti sul territorio regionale (sia attivi che inattivi, compresi quelli al di sotto dei 2.000 abitanti equivalenti), è stato controllato dai tecnici dell’Arpa. In valore assoluto si tratta di 182 impianti su un totale di 293. La provincia con meno controlli, in termini percentuali, risulta essere Agrigento (27%), seguita da Messina (30%) e Caltanissetta (54%).
Al 100% dei controlli effettuati, invece, si trova Ragusa, al 99% Palermo, e quindi al 73% la provincia di Catania. A livello regionale, riportano i tecnici della Arpa, si tratta del “20% circa dei controlli minimi previsti sugli impianti presenti sul territorio regionale”. A determinare questo aspetto sono le “forti carenze strumentali e di pianta organica” che non hanno permesso all’Agenzia di “effettuare dovuti sopralluoghi in tutti gli impianti esistenti (sia funzionanti che non funzionanti) e di realizzare tutti i controlli previsti per legge”. Si tratta di limitazioni che “rendono complessa la corretta valutazione di conformità degli impatti sull’intero territorio e delle loro interrelazioni con gli altri impatti antropici esistenti”.
Restano comunque moltissime le irregolarità riscontrate negli impianti. Nel corso del 2017 i tecnici dell’Arpa hanno proposto 256 sanzioni a fronte 531 controlli complessivi, pari a circa il 48% del totale. Le sanzioni di tipo amministrativo hanno riguardato il superamento dei limiti di concentrazione di alcuni elementi, il mancato rispetto prescrizioni autorizzazioni e la mancanza autorizzazione.

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