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Catania – Tasse verso l’aumento, ma metà città non paga. Default sulle spalle di imprese e cittadini onesti

Melania Tanteri

Catania – Tasse verso l’aumento, ma metà città non paga. Default sulle spalle di imprese e cittadini onesti

giovedì 24 Gennaio 2019 - 04:00
Catania – Tasse verso l’aumento, ma metà città non paga. Default sulle spalle di imprese e cittadini onesti

La Tari dovrebbe salire del 10%, in arrivo l’imposta di soggiorno. Imu e Irpef? Sono già al massimo

CATANIA – Era inevitabile. I primi effetti del dissesto del Comune di Catania iniziano a farsi sentire, e presto peseranno anche sulle tasche dei cittadini. Martedì sera, infatti, in seduta di prosecuzione, il Consiglio comunale ha approvato la delibera relativa all’attivazione delle entrate proprie, un obbligo di legge e necessaria per poter poi procedere alla redazione del bilancio stabilmente riequilibrato.
Con il dissesto, infatti, il Comune dovrà contare praticamente solo o quasi su quanto dei tributi locali riesce a incassare. Una percentuale che, stando a quanto contenuto nella determina della Corte dei conti che ha, di fatto, accelerato il processo di fallimento di Palazzo degli Elefanti, fino a poco tempo fa sarebbe ferma al 40 per cento circa.
Questa approvazione consentirà, come spiegato dal vicesindaco e assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi, di poter richiedere parte dei fondi previsti per i Comuni in default. Una boccata di ossigeno, dato che la crisi di liquidità di Palazzo degli Elefanti perdura e, con questa, il rischio che gli stipendi non vengano erogati.
Aumenteranno o saranno comunque ritoccati, quindi, alcuni tributi, come ad esempio la tassa di soggiorno, intenzione già annunciata dal sindaco Pogliese e per cui è stato anche stilato un nuovo regolamento che prevede, tra le altre cose anche che l’imposta venga applicata, come prevede la legge 96/2017 ma non ancora applicata dal comune, anche ai soggetti che pernottano in immobili ad uso abitativo per periodi inferiori ai 30 giorni, c.d. locazioni brevi. La modifica del regolamento, secondo l’amministrazione, consentirebbe l’applicazione della tassa di soggiorno e turismo per tutte le strutture che in città ammontano ad oltre 700. “Un cambio di rotta significativo – ha spiegato Pogliese – nell’ottica di razionalizzare un sistema e innovarlo, per contrastare la larga evasione e condividere il piano con i rappresentanti del settore”.
Previsto un aumento per la Tosap, la tassa relativa al suolo pubblico e per quella sulle affissioni pubbliche, ma pare che ad aumentare sarà anche la tassa sui rifiuti per cui la Giunta comunale ha immaginato una maggiorazione di circa il 10 per cento.
Insomma, il 2019 dei catanesi potrebbe essere caratterizzato da un sensibile aumento dei tributi complessivi, tra cui anche quello sulla raccolta e smaltimento rifiuti per via del fatto che il servizio, per legge, deve essere interamente coperto dalle tasse e che, negli anni, non è stato possibile avviare un sensibile miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata, tali da diminuire i costi di discarica, tra le voci più gravose dell’intero capitolato d’appalto.
Nessun aumento invece è previsto per l’Imu, la Tesi e l’Irpef le cui aliquote sono già al massimo, come deliberato dal Consiglio comunale quando sindaco era Raffaele Stancanelli.

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