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Palermo – Cremazione: un secondo forno ai Rotoli per soddisfare tutta la Sicilia occidentale

Desiree Miranda

Palermo – Cremazione: un secondo forno ai Rotoli per soddisfare tutta la Sicilia occidentale

sabato 26 Gennaio 2019 - 02:00
Palermo – Cremazione: un secondo forno ai Rotoli per soddisfare tutta la Sicilia occidentale

L’impianto attualmente operativo nel cimitero palermitano è stato costruito trent’anni fa. Stanziati 2,5 milioni di euro di fondi comunali, ma la progettazione non è ancora completa

PALERMO – Un impianto vecchio di trent’anni, ma che continua a rappresentare l’opzione più vicina per chi, nella Sicilia occidentale, desidera accedere alla cremazione per sé o per i propri cari. Stiamo parlando del forno crematorio del Comune palermitano, situato all’interno del Cimitero dei Rotoli e di cui ogni tanto ci si lamenta a causa dei malfunzionamenti.
“Per essere vecchio è vecchio – evidenzia l’assessore agli Impianti cimiteriali del Comune, Gaspare Nicotri – ma non si può dire che funzioni a singhiozzo. Posso affermare che nel mio anno e mezzo da assessore i casi di interruzione del servizio sono stati due o tre al massimo e subito è stato ripristinato. L’ultimo si è verificato il 14 di agosto e col nostro intervento si è ripristinato prima della fine di agosto”.
“Quando si verificano dei guasti al crematorio – aggiunge – e dunque non si può procedere con la cremazione dei corpi, questi non vengono conservati nelle celle frigorifere, anzi non vengono direttamente accettati in quanto il servizio non è disponibile. Il defunto può essere trasferito altrove oppure essere inumato o, ancora, se ci sono dei loculi disponibili, essere messo lì”.
Nel suo funzionamento regolare l’impianto è messo in azione una media di sei volte al giorno, anche se le statistiche indicano un aumento delle cremazioni nel periodo freddo. Sono sempre più numerose, d’altronde, le persone che ricorrono alla riduzione in ceneri del corpo, una pratica benedetta anche dalla Chiesa romana e quindi sempre più usata anche dai cattolici. Una procedura semplice come quella per la inumazione. Dopo avere deciso per sé o per gli altri, infatti, nel momento del trapasso il corpo viene accettato nel deposito del crematorio e si stabilisce il giorno della cremazione. “I tempi – spiega Nicotri – sono abbastanza celeri e siamo orgogliosi di offrire un servizio del genere in una struttura pubblica quale quella del Cimitero dei Rotoli del Comune di Palermo”.
I numeri, come detto, sono sempre più in crescendo e rendono però necessario un secondo impianto di cremazione. Sarebbe anche stato delibato dalla Giunta comunale nel 2015, con uno stanziamento di circa due milioni e mezzo di euro di fondi comunali, “ma ancora non si è definita la progettazione”, spiega l’assessore.
La costruzione del secondo forno avrebbe come conseguenza positiva anche la possibilità di azzerare il costo del servizio per il Comune di Palermo. Se oggi con meno di 500 euro a persona per la cremazione, più gli altri servizi cimiteriali, il cimitero è l’unico servizio a domanda individuale i cui costi sono coperti al 70% dagli introiti, con un secondo forno si potrebbe arrivare anche al 100% della copertura.
“Il forno di Palermo – conclude Nicotri è il primo in Sicilia e l’altro è lontano, a Messina. Con il secondo impianto si potrebbe coprire gran parte della Sicilia occidentale e Sud occidentale. Speriamo presto. Intanto voglio ringraziare il personale dipendente comunale e della Reset perché, nonostante tutte le difficoltà che ci sono, connesse a un cimitero che è del 1837 e a un forno crematorio risalente a trent’anni fa, hanno sempre assicurato il servizio. Questo personale, con molte iniziative, ha dato la possibilità di dare una dignitosa sepoltura ai cittadini di Palermo che vengono meno e sono circa seimila l’anno”.

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