Il Parco di Pantelleria dove la mission è "coltivare bellezza" - QdS

Il Parco di Pantelleria dove la mission è “coltivare bellezza”

Paola Giordano

Il Parco di Pantelleria dove la mission è “coltivare bellezza”

venerdì 01 Febbraio 2019 - 05:00
Il Parco di Pantelleria dove la mission è “coltivare bellezza”

Intervista al presidente dell’Ente gestore, Salvatore Gabriele, che fa il punto sui progetti in corso. “Lavoriamo affinché l’unicità dell’isola possa essere fruita per 10 mesi l’anno”

PANTELLERIA (TP) – Il secondo dei sei appuntamenti tra le grande aree naturali protette dell’Isola targati QdS è dedicato al Parco nazionale Isola di Pantelleria. Per capire come esso viene amministrato e quali attività sono state – e saranno – messe in piedi per svilupparne le potenzialità, abbiamo interpellato il presidente dell’Ente che gestisce l’area, Salvatore Gabriele.
Istituito con decreto del Presidente della Repubblica datato 28 luglio 2016, quello dell’Isola di Pantelleria è un parco nazionale “giovane” ma ha già mosso i primi passi verso l’ottenimento della Carte Europea per il Turismo sostenibile. A che punto è l’iter per conseguirla?
“L’operatività del parco nazionale Isola di Pantelleria inizia concretamente nel corso del 2018 e l’adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile è stata fra i primi obiettivi che l’amministrazione si è proposta nell’intento di qualificare il territorio e la sua specificità. Considerati i parametri di adeguamento è stato proposto un corso di Formazione professionale con l’Alta scuola di turismo ambientale, in collaborazione con la Libera Università degli studi sociali Luiss, con Vivilitalia e di concerto con Federparchi. A partecipare sono stati studenti, laureati e professionisti che hanno voluto perfezionare il proprio percorso formativo e le proprie competenze nel settore del turismo sostenibile, con una metodologia didattica concentrata sul learning by doing e collaborative learning attraverso esperienze dirette sul territorio ed attività in aula. L’obiettivo del corso, realizzato già in otto realtà nazionali differenti, è far comprendere il percorso di costruzione di un turismo durevole in territori complessi, sintesi di relazioni nevralgiche. Per sviluppare l’iter di acquisizione della Carta il consiglio direttivo ha poi emanato una delibera di collaborazione con Federparchi, il Parco delle 5 Terre e Apt Valdisole di Trento che possono supportarci nell’adeguamento. È questa collaborazione di rete il nostro valore aggiunto”.
Qual è la vostra mission?
“La mission del Parco è quella di coltivare la bellezza, rispettando il lavoro dell’uomo; non è un caso che le sue massime espressioni, la vite ad alberello e i muretti a secco, siano riconosciuti patrimonio Unesco. Intendiamo dunque aiutare a ‘coltivare la bellezza’ attraverso il rilancio dell’agricoltura, il consolidamento dei gemellaggi con gli altri parchi nazionali, l’incremento di un’economia circolare, la definizione di un piano del parco che veda i giovani dell’isola chiamati in prima linea, l’adesione alla carta europea del turismo sostenibile, la valorizzazione della biodiversità, in collaborazione con Università e centri di ricerca”.
Quali sono le iniziative che avete messo e state mettendo in piedi per sviluppare in modo sostenibile il parco?
“Vogliamo che l’unicità di Pantelleria possa essere fruita per 10 mesi e due di meritato riposo e non il contrario come avviene ora. Per raggiungere questo risultato basta fare sistema, elevare la qualità dei servizi e aprire Pantelleria a tutte le categorie del turismo di oggi: trekkers, bikers, birdwatchers, gastronauti, etc. Si vuole, così, costruire un turismo durevole in territori complessi, sintesi di relazioni nevralgiche quali: tutela del paesaggio, agricoltura e prodotto tipico; sviluppo turistico e qualità di vita dei residenti; responsabilità condivise e interessi di parte; dissesto idrogeologico e pressione turistica; identificazione fra Enti Parco e comunità locali. Qualsiasi percorso innovativo non può prescindere dalla consapevolezza dell’importanza dell’ambiente nel rendere distintivi i prodotti del territorio, valorizzati dalle emozioni che solo Pantelleria può dare”.



È l’unico “nazionale” in Sicilia e vanta due riconoscimenti Unesco
È il primo – e ad oggi l’unico – parco nazionale istituito in Sicilia e, con i suoi 6.560 ettari di estensione, copre circa l’80 per cento dell’isola che lo ospita e dalla quale prende il nome, Pantelleria.
Al di là della sua indubbia bellezza, il Parco nazionale Isola di Pantelleria vanta due riconoscimenti Unesco: dal 2014, nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità riconosciuti è stata infatti ammessa la “Pratica agricola tradizionale di coltivare la ‘vite ad alberello’ della comunità di Pantelleria”, mentre pochi mesi fa la celebre agenzia che promuove la pace e la comprensione tra le nazioni attraverso l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione ha dato parere favorevole all’ingresso dei caratteristici muretti a secco, che nell’Isola di Pantelleria abbondano.
La sua istituzione era stata prevista dalla legge n. 222/2007 – insieme ai Parco delle Egadi e del litorale trapanese, delle Eolie e degli Iblei – ma la Regione siciliana, invocando la potestà esclusiva in tema di ambiente, fece ricorso alla Corte Costituzionale, che – con la sentenza n. 12 del 2009 – stabilì che anche nelle Regioni a statuto speciale la competenza in materia di parchi nazionali è esclusivamente dello Stato.
Superato l’empasse, fu costituito con il D. P. R. del 28 luglio 2016 e affidato all’omonimo Ente Parco. Il 5 febbraio 2018 l’allora Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha nominato come presidente il sindaco uscente dell’isola, Salvatore Gabriele.

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