La Regione ha i soldi ma li tiene bloccati - QdS

La Regione ha i soldi ma li tiene bloccati

Carlo Alberto Tregua

La Regione ha i soldi ma li tiene bloccati

sabato 09 Febbraio 2019 - 00:00

Accelerare la ruota economica

Dopo quaranta giorni dall’inizio dell’anno, l’Assemblea regionale siciliana non ha approvato la legge di bilancio 2019. Il che ha provocato una paralisi nel funzionamento della macchina regionale, già asfittica e inefficiente. Non ce n’era certo bisogno.
Il disegno di legge all’esame delle commissioni dell’Assemblea non contiene elementi propulsivi, predisposti per fare accelerare la lentissima ruota economica della Sicilia e con essa la ripresa del Pil, sotto zero, in misura maggiore di quello nazionale.
Non comprendiamo come i deputati dell’Ars, il Governo e la dirigenza regionali, non si rendano conto del dilagare della povertà, della diminuzione dell’occupazione, soprattutto quella giovanile, e neppure dell’abulia che sta prendendo molti giovani. i Neet non studiano, non lavorano e, peggio, non cercano l’occupazione né, meno che mai, sono capaci d’inventarsela. A riguardo vogliamo citare la storia dei 15 ex dipendenti della società Birra Messina che nel 2016 si costituirono in cooperativa e da imprenditori hanno ricominciato l’attività producendo la “Birra dello Stretto”.
La legge regionale di bilancio 2019 è di fatto ingessata, perché sono tali e tante le spese correnti che assorbono quella parte delle entrate, già decurtata dai rimborsi che la Regione dovrà effettuare allo Stato, e dalle rate dei mutui accesi nei decenni precedenti.
Stando così le cose non sembra possibile che si inverta la tendenza economica negativa e che si creino nuovi posti di lavoro, mentre sembra probabile che essi diminuiscano con la chiusura di centinaia di piccole imprese.
Una situazione disastrosa che potrebbe essere fronteggiata utilizzando tutti i Fondi europei, nonché i fondi di sviluppo e coesione che, ovviamente, dovrebbero essere cofinanziati dalla Regione. Ma se il bilancio è ingessato, dove prendere i quattrini per cofinanziare Fondi Ue e Fsc? Ma se la Regione non li cofinanzia, i Fondi Ue restano allo sportello di Bruxelles e i fondi Fsc restano allo sportello di Roma. Leggetevi l’inchiesta pubblicata oggi.
Da qualunque parte si giri, risulta la gravità della situazione economico-sociale della nostra Isola, derivante dalla responsabilità diretta degli ultimi tre presidenti di Regione.
L’attuale presidente, Nello Musumeci, è persona garbata e onesta, ha duttilità e capacità politica, ma non ha messo ancora in atto la necessaria fermezza per far funzionare a regime ordinario (e non straordinario) il sistema Regione. Ci rendiamo conto delle sue obiettive difficoltà perché non dispone di una maggioranza, per cui deve fare i conti con le beghe fameliche di tutti coloro che la compongono.
Non vorremmo che egli si trovasse in una situazione analoga a quella del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale dimostra ogni giorno di più di essere un megafono piuttosto che un soggetto istituzionale che ha prerogative proprie con le quali ha il diritto-dovere di dirigere la politica del Governo.
Non sembra proprio che questo accada perché sullo scenario nazionale sono sempre in primo piano i capi dei due partiti che compongono la maggioranza e cioè Luigi Di Maio e Matteo Salvini (in ordine di numero dei parlamentari).
Musumeci, all’atto del suo insediamento, ha fatto due importanti dichiarazioni che hanno dato risalto alla sua personalità. La prima: non proporrò la mia candidatura per un secondo mandato se non riesco a realizzare il programma di crescita della Sicilia. La seconda: sono pronto a dimettermi se non mi fanno realizzare il programma di cui sopra.
È vero, Musumeci ha in mano un pulsante formidabile che gli consente, con una sola pressione, di mandare a casa i 70 deputati regionali. Molti di questi, che hanno trovato nel seggio di palazzo dei Normanni un posto di lavoro (in quanto prima erano disoccupati) sono terrorizzati dall’idea di doversene andare a casa.
Riteniamo dunque che Musumeci abbia una formidabile leva per realizzare il suo programma. Lo esortiamo a fare quanto in suo potere per far dimenticare questo anno trascorso in una condizione soporifera che, sostanzialmente ha cambiato poco, sotto il profilo dei risultati, delle inutili azioni dell’ancor più inutile Crocetta.
Noi sosteniamo il Musumeci del fare e del fare presto e bene. Dobbiamo dire, però, quando non c’è il non fare. Ce lo impone il nostro dovere ed il rispetto per i nostri lettori.

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