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Palermo – Rimpasto in Giunta alle battute finali, attese novità nei prossimi giorni

Gaspare Ingargiola

Palermo – Rimpasto in Giunta alle battute finali, attese novità nei prossimi giorni

martedì 12 Febbraio 2019 - 03:00
Palermo – Rimpasto in Giunta alle battute finali, attese novità nei prossimi giorni

Stando a ciò che trapela, l’Esecutivo comunale potrebbe essere rivoltato come un calzino. Il sindaco Orlando ha concluso il secondo giro di incontri con i partiti della maggioranza

PALERMO – È terminato anche il secondo giro di consultazioni in stile quirinalizio del sindaco Leoluca Orlando, intento a varare il rimpasto della Giunta comunale. Durante gli incontri in camera caritatis con i singoli partiti della maggioranza il primo cittadino è sceso stavolta nel dettaglio dei nomi e delle deleghe da assegnare e già questa settimana potrebbero esserci novità.
Stando a ciò che trapela, l’esecutivo sarà rivoltato come un calzino e a restare saranno in pochi, forse soltanto tre o quattro membri dell’attuale Amministrazione. In entrata – e dalla porta principale, con il ruolo di vice sindaco – sembra esserci Fabio Giambrone, ex presidente della Gesap e fedele braccio destro di Orlando. Una delega ciascuno dovrebbe spettare a Pd, Sicilia Futura e Sinistra Comune, i tre partiti della coalizione. Da chiarire, invece, la posizione delle liste civiche diretta espressione del sindaco, che dovrà portare avanti una delicata opera di taglia e cuci per non perdere ulteriori pezzi della già risicata maggioranza.
Intanto, però, a puntellare i numeri degli orlandiani ci ha pensato l’ingresso di Claudio Volante, che nelle scorse settimane ha aderito ufficialmente ai Comitati civici, di cui fa già parte in qualità di presidente il consigliere orlandiano Giulio Cusumano: una buona notizia per il sindaco dopo gli addii di Mimmo Russo (che ha aderito al gruppo misto) e Fabrizio Ferrara (passato a Forza Italia) e la possibile defezione di Francesco Paolo Scarpinato.
In quota Sicilia Futura dovrebbe essere nominato come assessore Leopoldo Piampiano, un nome che circola da mesi. Sinistra Comune, che ha chiesto la delega a Urbanistica e Mobilità, preferirebbe optare per un inquilino di Sala delle Lapidi: Giusto Catania (che ha già ricoperto questo incarico durante la scorsa consiliatura) o Barbara Evola. In una nota Sc ha ricordato che il via libera al rimpasto non è affatto scontato e dovrà comunque passare dal voto dell’assemblea collettiva del partito.
Ancora da individuare, invece, i papabili in casa Pd: i democratici si sono divisi perché Orlando avrebbe incontrato soltanto il capogruppo Dario Chinnici e il segretario regionale Davide Faraone, che sono espressione dei renziani, suscitando le vivaci proteste delle altre correnti di partito. Del gruppo dem a Sala delle Lapidi fanno parte, infatti, oltre a Chinnici, anche Francesco Bertolino, Carlo Di Pisa, Giovanni Lo Cascio e Rosario Arcoleo. Lo Cascio ha aderito all’area Lupo, Arcoleo fa riferimento all’area Cracolici ed entrambi sostengono Nicola Zingaretti alle primarie nazionali.
“Ci auguriamo che il sindaco Orlando voglia incontrare i consiglieri comunali del Pd per discutere del rilancio dell’azione amministrativa e della verifica della giunta della città. Non è utile che in questa fase congressuale partecipino all’incontro anche altri rappresentanti del partito” hanno detto in una nota congiunta Lo Cascio e Arcoleo, riferendosi evidentemente alla presenza di Faraone all’incontro con Orlando”. Per i due, infatti, “nessuno può pensare di sostituirsi ai consiglieri comunali del Pd discutendo con il sindaco di argomenti che riguardano la nostra città”.
A Orlando l’arduo compito di far quadrare i conti per rilanciare una sindacatura fin qui non entusiasmante (per bocca della stessa maggioranza, tanto che Sc ha definito l’attuale Giunta addirittura “inadeguata”) con un Consiglio comunale che finora, a parte bilanci e atti finanziari, fondamentali quanto obbligatori, è riuscito a produrre pochissime delibere di peso.
“Il Consiglio comunale – ha tuonato nei giorni scorsi Ugo Forello del M5S – non delibera più. L’ultima volta lo ha fatto il 25 gennaio. Nel frattempo, sono trascorse ben due settimane, sei sedute passate a parlare e discutere, senza assumere alcuna decisione utile per la città. È bene sapere che, esclusi i debiti fuori bilancio, sono oltre sessanta le proposte di deliberazione iscritte all’ordine del giorno del Consiglio”.

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