Derelitto Meridione scordato dal Governo - QdS

Derelitto Meridione scordato dal Governo

Carlo Alberto Tregua

Derelitto Meridione scordato dal Governo

mercoledì 13 Febbraio 2019 - 00:00

Staccare assegni non crea sviluppo

Nella Legge di Bilancio 2019 il Governo ha dimenticato il Sud, come hanno fatto i precedenti Esecutivi di centrodestra e centrosinistra. Sono stati tagliati 850 milioni destinati al Mezzogiorno per il cofinanziamento dei Fondi europei, 800 milioni di Fondi per lo sviluppo e coesione e 350 milioni per il credito d’imposta e altri sostegni alle imprese.
La controllante FS holding Spa non ha fatto mettere nel bilancio di Rete ferroviaria italiana, quella che costruisce le infrastrutture, gli importi necessari per l’alta velocità (seppure light) fra Salerno e Reggio Calabria, fra Messina, Catania e Palermo e per il Ponte sullo Stretto, per il quale è ancora vigente un contratto con la Salini-Impregilo quale general contractor dell’opera.
A suo tempo, il Governo Monti mise in liquidazione la società Stretto di Messina Spa, ma l’appalto dell’opera è rimasto vivo. Peraltro, essa costerebbe allo Stato non più di tre miliardi, perché i restanti cinque sarebbero recuperati dalla concessionaria mediante pedaggi.
Pensate: per attraversare lo Stretto basterebbero dai tre ai cinque minuti contro le due ore oggi necessarie. Pensate: l’accelerazione del movimento di persone e merci quale elemento propulsore dell’economia.
È vero che in più conferenze stampa Rfi ha comunicato in modo altisonante la messa in cantiere della Tav light fra Messina, Catania e Palermo, ma è anche vero che a distanza di molti mesi si è spenta anche la eco di quella comunicazione. Come sempre, continua l’abitudine governativa e paragovernativa di fare annunci cui non segue l’attuazione dei programmi in tempi europei.
Nella stessa Legge, non sono previste le adeguate risorse per riformare la Pubblica amministrazione, tagliando di netto le procedure e responsabilizzando i dirigenti con l’assegnazione di obiettivi tassativi da realizzare con cronoprogrammi non differibili.
Non è prevista l’accelerazione della digitalizzazione di servizi e amministrazioni di ogni livello, strumento fondamentale per la lotta contro la corruzione. Infatti, tutto ciò che è tracciato è controllabile in ogni momento. Quei pubblici dipendenti che dovessero prendere le mazzette potrebbero essere smascherati a posteriori.
La Pubblica amministrazione effettua nove miliardi di transazioni l’anno, le quali dovrebbero essere registrate tutte per via digitale. Non sempre questo avviene.
Dovrebbe essere potenziata rapidamente la piattaforma per realizzare finalmente l’Anpr (Anagrafe nazionale persone residenti), in cui sarebbero registrati i 60 milioni di italiani. Inoltre, mediante la stessa piattaforma, gli ottomila Comuni potrebbero dialogare fra loro e consentire l’accesso a tutte le altre amministrazioni statali e regionali.
Si capisce bene la ragione per cui la digitalizzazione del Paese cresce con questa esasperante lentezza: i burocrati non hanno interesse a far venir fuori le magagne che commettono.
Intendiamoci, non tutti. Anzi, la maggior parte dei dipendenti e dirigenti pubblici è formata da persone oneste e competenti. Però essi non hanno l’abitudine di denunciare apertamente i loro colleghi fannulloni e disonesti.
Il Sud sta morendo, perché vi è una forte emigrazione dei migliori elementi, non soltanto verso il Nord del Paese o verso l’Europa ma anche verso il resto del mondo. Così ci si depaupera della qualità professionale e della capacità d’iniziativa, mentre restano i cittadini che, privi dei necessari attributi mentali, elemosinano un posto fisso, soprattutto nelle Pubbliche amministrazioni.
La conseguenza è che vi sono scarse iniziative imprenditoriali. Quelle che vi sono faticano ad andare avanti perché il mercato è sempre più asfittico, la povertà aumenta e il domani è totalmente buio.
Su questi elementi si fonda la politica del Movimento 5 stelle, che distribuendo a pioggia i soldi del Reddito di cittadinanza conta di ricevere tanti voti per quanti assegni attribuisce. Lo stesso meccanismo riguarda la Lega, che conta di ricevere tanti voti dai tanti nuovi giovani pensionati sessantaduenni.
La speranza del Sud risiede nella sua Classe dirigente, almeno in quella parte che non è corrotta e serva del potere. Senza una Classe dirigente eletta, andremo sempre indietro, avvicinandoci ai Paesi africani emergenti.

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