Regione: Finanziaria varata all'alba - QdS

Regione: Finanziaria varata all’alba

Pietro Crisafulli

Regione: Finanziaria varata all’alba

venerdì 15 Febbraio 2019 - 08:00
Regione: Finanziaria varata all’alba

L'Ars ha approvato Legge stabilità dopo una lunga maratona notturna e soprattutto dopo l'adozione di un maxi emendamento sulla copertura dei tagli. La Finanziaria è passata con 34 voti a favore e 28 contrari. Micciché ieri, "Se si fa, si fa entro stanotte"

Ieri a tarda sera il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché lo aveva detto: "se si fa la finanziaria, si fa entro stanotte".
E infatti l’Ars ha varato all’alba la Finanziaria, al termine di una seduta fiume durata tutta la notte.
Dopo la seduta di mercoledì che aveva fatto registrare pesanti ko per il governo guidato da Nello Musumeci, l’aula era stata rinviata a ieri alle 18.
La seduta era stata però ancora rinviata alle 19,30 ma alla riapertura dei lavori c’era stato solo il tempo per comunicare un ulteriore slittamento.
Il presidente della Regione Nello Musumeci aveva convocato una seduta straordinaria di giunta in seguito alla bocciatura in aula, a causa di franchi tiratori tra le fila della maggioranza, della norma che spalmava un disavanzo di 544 milioni nel triennio.
Poi la dichiarazione del presidente Miccichè, prima di rinviare ulteriormente alle 21,30 la seduta.
Stamattina la legge di stabilità è stata approvata con 34 voti a favore e 28 contrari, dopo avere raggiunto una intesa su un maxi emendamento relativo alla copertura dei tagli.
"Per la prima volta dopo 15 anni – ha detto l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao – la Sicilia ha un bilancio approvato dopo appena un mese di esercizio provvisorio. Si tratta di un grande risultato ottenuto dal governo presieduto da Nello Musumeci, nonostante gli allarmismi delle opposizioni rispetto alla questione del disavanzo che pesa per l’1% in rapporto a un bilancio di 21 miliardi di euro. Avere approvato il bilancio ora significa avere dato risposte ai cittadini, basti pensare ai Comuni che con altri mesi di provvisorio avrebbero avuto grandi difficoltà".
Intanto sarà inviata alla Corte dei Conti la relazione che la commissione d’indagine sul disavanzo, istituita dall’assessore regionale all’Economia, dovrebbe consegnare tra 30-40 giorni a Gaetano Armao. L’assessore ha disposto l’indagine per fare chiarezza sui 2,1 miliardi di disavanzo che il governo di Nello Musumeci si è ritrovato a gestire con la conseguente difficoltà a fare quadrare i conti pubblici. "Appena riceverò la relazione dalla commissione, organismo indipendente – dice l’assessore – la consegnerò alla Corte dei Conti".
Pesanti i commenti delle opposizioni sulla manovra.
"Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Approvata la finanziaria regionale più inutile della storia siciliana". ha detto Antonello Cracolici, parlamentare regionale del Pd.
"Musumeci – ha aggiunto – un anno fa annunciava che con il 2019 sarebbe stata chiara la sua strategia di rilancio della Regione. Il risultato è il nulla. Anzi per la prima volta intere categorie sociali avranno meno risorse dell’anno prima. Alcuni, come gli operai dei consorzi di bonifica, della meccanizzazione dell’Esa e dei vivai Paulsen, hanno rischiato di non essere nemmeno avviati al lavoro, per zero coperture nel bilancio. Solo grazie al Pd sono stati spostati 20 milioni di euro, dai 30 milioni disponibili per nuove iniziative legislative (fondi globali)".
"Insomma – ha concluso Cracolici – hanno provocato il disastro con la creazione di un buco di oltre 2,1 miliardi di euro, che una gestione più accorta avrebbe potuto evitare e che adesso rimette nelle mani del governo nazionale la soluzione dei problemi finanziari della Sicilia. Che Dio ci aiuti!".
"Una manovra pessima e senza prospettive, frutto di artifici contabili più che di vere risorse e con tante norme ad alto rischio impugnativa".
Con queste motivazioni il M5s, si spiega in una nota, ha "votato no a una Finanziaria di cui non ha condiviso quasi nulla".
"Questo governo irresponsabile – ha affermato il capogruppo Francesco Cappello – appende i destini di migliaia di lavoratori alle decisioni di Roma, ma non provi a scaricare sull’esecutivo nazionale le proprie colpe e inettitudini. Con senso di responsabilità siamo rimasti in aula, condividendo alcune norme e provando a rendere meno peggiore il testo con alcuni emendamenti, ma l’impianto era veramente pessimo".
"Musumeci ancora una volta – ha concluso Cappello – sì è dimostrato incapace di cercare strade, ma sarà abilissimo a trovare scuse. Peccato per lui che i siciliani, con l’acqua alla gola, ormai non gli credano più".
"Abbiamo lavorato – ha detto invece Eleonora Lo Curto, capogruppo dell’Udc – per dare una finanziaria alla Regione che non fosse lacrime e sangue. In parlamento, con senso di responsabilità, si è posto rimedio alle falle che interessavano i capitoli di settori come quello agicolo-forestale e culturale. Sono stati garantiti i fondi, ad esempio, all’Esa, ai Consorzi di Bonifica ed ai Teatri siciliani".
"La maggioranza – ha aggiunto – è andata avanti a ranghi completi senza per questo voler lanciare sfide al governo nazionale, poiché siamo certi che la trattativa portata avanti dal presidente Musumeci e dall’assessore Armao, per spalmare l’intero disavanzo in trent’anni, andrà a buon fine anche contro ogni menagramo che avrebbe voluto far saltare questa legge di stabilità. Del resto i problemi determinatisi sui conti regionali sono la conseguenza dell’adeguamento della contabilità pubblica regionale al decreto legislativo 118".
"Sappiamo però – ha concluso – che con questo governo guidato da Nello Musumeci è finito il tempo dei Mandrake che gestivano i conti e poi lasciavano debiti. Abbiamo intrapreso un percorso fatto di serietà, responsabilità e trasparenza che i cittadini apprezzeranno"

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