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Messina – Anche Taormina ha deciso di mettere al bando la plastica

Massimo Mobilia

Messina – Anche Taormina ha deciso di mettere al bando la plastica

mercoledì 06 Marzo 2019 - 03:00
Messina – Anche Taormina ha deciso di mettere al bando la plastica

Bar e ristoranti si dovranno adeguare entro la prossima estate per non incappare in pesanti sanzioni. Il Comune di Taormina ha aderito all’iniziativa “Plastic free” della Commissione europea

TAORMINA (ME) – In attesa che, dal primo di aprile, la raccolta differenziata “porta a porta” venga estesa su tutto il territorio comunale, il Comune ha deciso di diventare anche una città libera dalla plastica. Lo ha fatto aderendo al progetto “Plastic free”, partito dalla Commissione europea, che lo scorso 16 gennaio ha adottato le misure per una “Strategia comunitaria per la plastica”, con l’obiettivo di rendere riciclabili tutti gli imballaggi in circolazione entro il 2030, affrontare la questione delle microplastiche e frenare il consumo di plastiche monouso.
Sulla base di queste direttive e richiamando le norme locali, il sindaco, Mario Bolognari, ha emanato un’ordinanza (n. 12 del 27 febbraio) che impone il “divieto della commercializzazione e dell’uso di contenitori e stoviglie monouso con materiali non biodegradabili”. Una vera e propria rivoluzione per la capitale del turismo siciliano, dove albergano centinaia di attività commerciali, in particolar modo bar e ristoranti, che dovranno adeguarsi alle nuove indicazioni a partire dalla prossima estate, ovvero subito dopo l’estensione della raccolta differenziata – già in atto nel corso Umberto e nelle frazioni – a tutto il resto del territorio comunale.
L’obiettivo è ridurre la produzione di rifiuti e determinare un risparmio economico nello smaltimento, oltre che sensibilizzare la cittadinanza verso una tematica divenuta ormai di interesse globale. Nello specifico, dunque, le attività taorminesi dal mese di giugno non potranno più distribuire ai clienti sacchetti da asporto monouso in materiale non biodegradabile e non compostabile. Da agosto, invece, partirà il divieto anche per la distribuzione di bicchieri, piatti, posate e qualsiasi tipo di stoviglie per alimenti in plastica o materiale non degradabile.
Già in vigore il divieto per tutti i residenti, i turisti e i visitatori che verranno a Taormina di utilizzare esclusivamente “materiale monouso” di tipo biodegradabile e compostabile, sia in forma privata, sia in occasione di feste pubbliche e sagre organizzate da enti, associazioni, comitati o commercianti. In caso di mancata osservanza delle nuove regole, sono previste sanzioni da 50 a 500 euro. Se un esercizio commerciale incorrerà per più di due volte al mancato rispetto dell’ordinanza nell’arco di sei mesi, si procederà, inoltre, anche alla sospensione temporanea dell’attività di vendita per almeno cinque giorni. Pene severissime, quindi, che dovranno partire dall’attività di ispezione degli agenti di Polizia locale.
Una scommessa importante per un Comune che in pochi mesi, dalla scorsa estate in poi, estendendo l’esperimento di raccolta differenziata era già arrivato a novembre a una percentuale del 50,7% – secondo i dati della Regione siciliana – evitando così di incorrere nelle sanzioni per le città al di sotto del 35%. L’obiettivo comunque è quello di arrivare a superare almeno il 65% una volta che il “porta a porta” vedrà coinvolti tutti i residenti.
Nel frattempo il servizio rifiuti è passato da poco in mano a una nuova ditta, la Onofaro di Naso, che da qualche settimana ha ereditato operai e mezzi della Mosema, in attesa che l’Urega possa espletare le procedure per mandare a bando l’appalto settennale dell’Aro di Taormina. Un bando del valore di 24 milioni e 186 mila euro, dei quali 3,2 milioni per il primo anno, con i costi maggiori legati al personale che inciderà con oltre 2 milioni di euro, mentre il noleggio dei mezzi si aggira attorno ai 690 mila euro. Le ultime lungaggini sono state causate dalla richiesta di ulteriori chiarimenti sulla documentazione presentata dalle ditte in gioco. Una svolta che Taormina attende dal 2014, cioè da quando era scaduto lo storico contratto con Messinambiente.

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