Massoneria: domiciliari a Cascio, ex presidente Ars, e altri 26 provvedimenti - QdS

Massoneria: domiciliari a Cascio, ex presidente Ars, e altri 26 provvedimenti

redazione

Massoneria: domiciliari a Cascio, ex presidente Ars, e altri 26 provvedimenti

giovedì 21 Marzo 2019 - 08:00
Massoneria: domiciliari a Cascio, ex presidente Ars, e altri 26 provvedimenti

A Castelvetrano un'indagine cominciata nel 2015 ha fatto emergere una rete d'influenza che condizionava pubblica amministrazione e magistratura. Tra gli arrestati l'ex deputato regionale Lo Sciuto, l'ex sindaco del paese, Errante, e l'ex dirigente medico Orlando.Nessun iscritto al Goi coinvolto

C’è anche l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana ed ex deputato nazionale di Forza Italia Francesco Cascio, tra i 27 arrestati dell’operazione "Artemisia" dei Carabinieri su una loggia massonica segreta a Castelvetrano che avrebbe condizionato la pubblica amministrazione e le indagini della magistratura. Cascio è stato posto ai domiciliari.

Arrestati due ex
deputati regionali
un sindaco
e un dirigente medico
Arrestati anche un altro ex deputato regionale di Forza Italia Giovanni Lo Sciuto, l’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante, l’ex vicesindaco Vincenzo Chiofalo e Rosario Orlando, ex responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps.
I Carabinieri, coordinati dalla Procura e su ordine del Gip di Trapani, stanno eseguendo provvedimenti nei confronti di 27 persone che devono rispondere, a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio e associazione a delinquere segreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione (violazione della cosiddetta legge Anselmi).
Per gli stessi reati sono stati notificati anche cinque obblighi di dimora e una misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio e notificate altre quattro informazioni di garanzia.
Perquisita
la superloggia
di via Parini
Sono stati perquisiti i locali della loggia, che si trova in via Giuseppe Parini a Castelvetrano.
La superloggia segreta era formata da massoni, politici e professionisti.
L’obiettivo sarebbe stato quello di orientare le scelte del Comune, nomine e finanziamenti a livello regionale e anche di ottenere notizie riservate sulle indagini in corso della magistratura.
Gli investigatori avrebbero scoperto anche un vasto sistema corruttivo negli enti locali, come il Comune di Castelvetrano e l’Inps di Trapani.
L’operazione "Artemisia" ha avuto come centro Castelvetrano, il paese natale del boss latitante Matteo Messina Denaro. E tra le persone poste ai domiciliari c’è una persona con questo cognome, Francesco.
Tutte le persone
colpite
dai provvedimenti
Sono finiti in carcere Giovanni Lo Sciuto, 55 anni, di Castelvetrano, Paolo Genco, 64 anni, di Salemi, Gaspare Magro, 54 anni, di Caltagirone, Giuseppe Angileri, 62 anni, di Marsala, Isidoro Calcara, 55 anni, e Salvatore Passanante, 59 anni, entrambi di Castelvetrano, Salvatore Virgilio, 49 anni, di Erice, Salvatore Giacobbe, 48 anni, di Castelvetrano, Rosario Orlando, 67 anni, di Alcamo e Giuseppe Berlino, 41 anni, di Castelvetrano.
Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Maria Luisa Mortillaro, 63 anni, di Marsala, Vincenzo Giammarinaro, 60 anni, di Castelvetrano, Francesco Cascio, 55 anni, di Palermo, Adelina Barba, 48 anni, di San Biagio Platani, Sebastiano Genna, 68 anni, di Marsala, Giovanna Ivana di Liberto, 32 anni, di Alcamo, Giuseppe Cammareri, 53 anni, e Vincenza Daniela Lentini, 52 anni, entrambi di Marsala, Gaetano Salerno, 42 anni, di Castelvetrano, Antonio Di Giorgio, 45 anni, di Palermo, Alessio Cammisa, 43 anni, di Palermo; e ancora Antonietta Barresi, 56 anni, Francesco Messina Denaro, 58 anni, Vincenzo Chiofalo, 64 anni, Tommaso Geraci, 64 anni, tutti di Castelvetrano; Felice Junior Errante, 44 anni, di Latisana (Ud), Luciano Perricone, 63 anni, di Trapani.
Obbligo di dimora per Valentina Li Causi, 32 anni, e Filippo Daniele Clemente, 32 anni, entrambi di Castelvetrano; Arturo Corso, 61 anni, di Salemi, Gaetano Bacchi, 88 anni, di Santa Ninfa, Maria Zina Biondo, 48 anni, Sadusky (Usa).
Misura interdittiva per Giorgio Saluto, 61 anni, di Trapani.

Le indagini
avviate
nel 2015
Le indagini dei Carabinieri, avviate nel 2015, ruotano attorno alla figura di Giovanni Lo Sciuto, ex deputato regionale fino al 2017, a carico del quale sono emersi gravi indizi in ordine alla commissione di numerosi reati contro la Pubblica amministrazione con l’obiettivo di ampliare la sua base elettorale e il suo potere politico.
Le indagini hanno permesso di accertare che Lo Sciuto avrebbe creato uno accordo corruttivo con Rosario Orlando, già responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps, poi collaboratore esterno dello steso ente quale "medico rappresentante di categoria in seno alle commissioni invalidità civili".
Lo Sciuto avrebbe ottenuto da Orlando la concessione di numerose pensioni di invalidità per i suoi elettori, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge.
Sono circa 70 i casi di pensioni di invalidità, attualmente al vaglio degli inquirenti, concesse a cittadini "sponsorizzati" da Lo Sciuto.
L’ex deputato regionale godeva inoltre del rapporto privilegiato con il presidente dell’ente di formazione professionale Anfe (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati), Paolo Genco, anch’egli arrestato, con il quale avrebbe creato "uno stabile accordo corruttivo".
Lo Sciuto sarebbe riuscito infatti a ottenere assunzioni per persone da lui segnalate oltre che appoggio elettorale e anche finanziario, in cambio avrebbe agevolato la concessione dei finanziamenti a favore dell’Anfe. Le indagini avrebbero accertato ancora l’esistenza di una associazione a delinquere promossa ed capeggiata da Lo Sciuto con la collaborazione del massone Giuseppe Berlino, composta anche dall’ex Sindaco di Castelvetrano Felice Errante Jr., dall’ex vice sindaco Vincenzo Chiofalo e dal commercialista massone Gaspare Magro che aveva come obiettivo il condizionamento dell’attività di organi costituzionali e della pubblica amministrazione.
La loggia massonica segreta sarebbe stata collusa con esponenti di rilievo del mondo politico, delle forze dell’ordine, delle istituzioni e degli enti di governo del territorio, del comparto sanità e dell’imprenditoria.
In particolare avrebbe condizionato scelte politiche e amministrative, come la nomina di quattro assessori a Castelvetrano, l’assegnazione di pensioni di invalidità o indennità di accompagnamento e l’assunzione in strutture pubbliche e private.
L’indagine, infine, ha infine portato alla luce diversi episodi di violazione del segreto istruttorio e favoreggiamento nei confronti di Lo Sciuto da parte di appartenenti alle Forze dell’Ordine e di esponenti politici regionali come l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio, anch’egli arrestato.
Spunta il nome
dell’assessore
Lagalla
Il medico dell’Inps sarebbe stato corrotto attraverso regali ed altre utilità, e anche attraverso l’intercessione con l’ex Rettore Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’Istruzione e destinatario di un’informazione di garanzia, per l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia nell’università di Palermo.
Nessun
iscritto al Goi
coinvolto
"Nessun iscritto all’Obbedienza massonica del Grande Oriente d’Italia è coinvolto in questa indagine" ha affermato il gran maestro del Goi, Stefano Bisi.
"Ci rammarica notare come parte dell’opinione pubblica e della stampa – ha aggiunto – continuino a bollare genericamente come massoneria e come massonico lo sfondo in cui si sono perpetrati i fatti. Con la serenità che ci contraddistingue confermiamo che nessuno dei fratelli iscritti al Grande Oriente d’Italia risulta indagato".
"Nel Grande Oriente d’Italia – ha concluso Bisi – come ho più volte ribadito a tutti i livelli, non esistono logge coperte e iscritti la cui identità non sia nota".
Chi è
Francesco
Cascio
Francesco Cascio, 55 anni, dipendente dell’Asp di Palermo, esponente di primo piano di Forza Italia, ha ricoperto la carica di presidente del Parlamento siciliano dal 2008 al 2012; è stato anche deputato nazionale nel ’94 e nel ’96.
Il politico siciliano era stato anche coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio nelle elezioni regionali del 2012.
Nell’ottobre del 2016 era stato condannato in primo grado dal Gup di Palermo, con il rito abbreviato, a due anni e 8 mesi e sospeso dall’Ars per effetto della Legge Severino.
Nel dicembre di due anni fa era stato assolto e riabilitato.

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