Editoria, al via Stati generali per salvare settore in crisi - QdS

Editoria, al via Stati generali per salvare settore in crisi

Editoria, al via Stati generali per salvare settore in crisi

martedì 26 Marzo 2019 - 05:00

Il governo intanto annuncia: “A settembre pronta legge di riforma”

ROMA – Gli Stati generali dell’editoria vogliono essere "un momento in cui tendere la mano per cercare insieme delle soluzioni su un settore che è in crisi: gli interventi che il settore ha ricevuto in passato non hanno contribuito a superare la crisi, ma noi non vogliamo guardare al passato ma al futuro”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria,Vito Crimi, nel suo intervento ieri all’apertura dei lavori al fianco del premier Giuseppe Conte.
Il sottosegretario ha citato la situazione di “equilibrio di Nash nella teoria dei giochi, in cui nessun giocatore ha un vantaggio nell’adottare una mossa”. E dallo stallo si esce solo “cercando insieme una strategia”. La giornata inaugurale degli Stati dell’editoria “è solo un taglio del nastro, il percorso sarà partecipato e condiviso: tutti avranno la possibilità di essere coinvolti. Non saranno più solo i soliti soggetti a intervenire perché oggi serve una visione più ampia. Oggi ci sono le nuove professioni, ci sono i social, ci sono i nuovi strumenti di disintermediazione di cui bisogna prendere atto”.
A scandire la tabella di marcia del percorso di riforma condiviso è stato il premier Conte il quale ha annunciato che a settembre saranno pronti “i testi di legge che potremo considerare definitivi della posizione del governo”.
Quattro le macroaree di discussione indicate da Conte: le agenzie, i giornalisti, l’editoria a 360 gradi, il mercato e i cittadini. Agli addetti ai lavori l’invito a fare la loro parte, “sarete tutti coinvolti”, al governo il compito di “impostare una riforma del
settore di cui si parla da anni ma che da anni non se ne fa nulla”, per riformare un “Settore delicato e fondamentale per il funzionamento della democrazia”.
Gli Stati generali dell’editoria, dopo il primo appuntamento di ieri, si riaggiorneranno “a giugno, poi ci sarà un terzo appuntamento a luglio, in cui verrano presentate le sintesi proposte, infine l’ultimo appuntamento a settembre con i testi di legge che potremo considerare definitivi della posizione del governo. Non vogliamo stravolgere alcunché, ma migliorare il sistema dell’informazione con il vostro aiuto”, ha concluso il premier.
“Conte e Crimi a Stati generali editoria parlano di crisi settore, e pensano a una riforma organica. È il loro governo però che ha cancellato contributi per pluralismo e sono loro che vogliono schedare i giornalisti. Prima appiccano l’incendio e poi fanno finta di spegnerlo”: questo il commento su Twitter di Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.
Duro anche il senatore Pd Francesco Verducci, vicepresidente Commissione Cultura del Senato: “Il Governo con una mano pomposamente svolge gli ‘Stati generali dell’Editoria’, con l’altra azzera il fondo per il pluralismo, costringendo alla chiusura voci indipendenti fondamentali per la nostra democrazia e mettendo a rischio il lavoro di moltissimi giornalisti. Quella di oggi è un’ipocrita farsa, questo è il Governo dei tagli e dei bavagli contro l’informazione e il pluralismo”.

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