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Infrastrutture: Musumeci contro Toninelli, ipotesi referendum Ponte

redazione

Infrastrutture: Musumeci contro Toninelli, ipotesi referendum Ponte

mercoledì 27 Marzo 2019 - 01:00

Il Governatore lo ha rivelato rispondendo duramente alle dichiarazioni del Ministro "galoppino elettorale" che "si consente il lusso di dare ultimatum invece di prendere atto del lavoro della Regione". E ha aggiunto: "Dal Governo Conte neanche un'euro per la Sicilia, da Gentiloni un miliardo". La difesa dei grillini

Proprio quando i grillini di Sicilia esultavano affermando che la visita di due giorni nell’Isola di Danilo Toninelli confermava l’impegno per Sud, è giunto ieri sera l’attacco – frontale e senza mezze misure – del presidente della Regione Nello Musumeci, infastidito per alcune dichiarazioni del Ministro per le Infrastrutture.
"Non può dire che è offensivo parlare di Ponte sullo Stretto, non glielo consentiamo" ha affermato, annunciando che "Prende sempre più consistenza l’ipotesi di indire un referendum tra i siciliani su quest’opera".
Dopodiché il Presidente della Regione non le ha certo mandate a dire, a Toninelli: "Abbia rispetto per la Sicilia – lo ha ammonito – e la smetta di apparire come un galoppino elettorale, alla ricerca di consenso sul lavoro svolto da altri enti e istituzioni" ha affermato.
"La Regione – ha poi sottolineato – non ha ricevuto in termini di opere infrastrutturali neppure un euro da questo Governo, mentre Gentiloni, benché alla vigilia della sua uscita da Palazzo Chigi, ha dato alla Sicilia quasi un miliardo di euro: 866 milioni per il raddoppio ferroviario della Palermo-Catania e 90 milioni per il ripristino della tratta Catania-Caltagirone-Gela dopo il crollo di un ponte nei pressi di Niscemi. Il ministro Toninelli, invece, non ha mosso neppure un foglio di carta".
Per tutto questo, secondo Musumeci, è "offensiva l’indifferenza, l’ostilità, la superficialità con cui un esponente del governo nazionale pensa di liquidare un tema così complesso che appassiona e divide le coscienze del popolo siciliano".
"Siamo seriamente preoccupati – ha continuato – per la condotta di Toninelli: pare convinto che al governo della Regione ci sia gente incapace di intendere e volere. Dal Ministro vogliamo rispetto dei ruoli, del linguaggio e nello stile".
"Mia nonna direbbe – ha aggiunto – che è ‘arrivatu a tavula cunzata’ (arrivato quando la tavola è già imbandita ndr). E si è consentito il lusso di dare ultimatum e di avanzare minacce di revoca delle concessioni alla Cas per la situazione di Letojanni invece di prendere atto del lavoro della Regione e dell’assessore Marco Falcone nelle sue innumerevoli e pazienti trasferte romane. Se nei giorni scorsi il Ministro ha potuto partecipare alla cerimonia per l’inizio dei lavori raddoppio ferroviario lo deve all’azione incessante svolta quest’anno dal governo regionale. Vale la pena tutto questo per qualche manciata di voti alle Europee? Noi che ci siamo comportati finora con grande rispetto istituzionale, riteniamo che Toninelli la debba smettere di obbedire a qualche cattivo ‘consigliori’ locale e assumere per intero l’autorevolezza che gli deriva dal ruolo rivestito".
"Toninelli poi – ha detto poi Musumeci, come un fiume in piena -, si preoccupi di esercitare un controllo più efficace sull’Anas, invece di difenderla a spada tratta: quella stessa Anas che in Sicilia sulla Catania-Palermo ci ha fatto trovare al momento dell’insediamento undici cantieri. Quella stessa Anas che tiene nel portafoglio oltre due miliardi di euro della programmazione regionale, molti dei quali, ingiustificatamente, ancora non trovano investimento. Si preoccupi il Ministro di chiedersi perché Rfi da trent’anni non abbia ritenuto di fare adeguati investimenti per l’ammodernamento della rete ferroviaria in Sicilia e se è vero che da oltre tre decenni si parla del raddoppio ferroviario Messina-Catania. Si chieda, Toninelli, perché sull’arteria Nord-Sud l’Anas non muove un dito dal 2014, condannando alla paralisi un cantiere e un collegamento tra Mar Tirreno e Canale di Sicilia che era stato salutato con tanto favore e speranza. Si chieda il ministro perché è bloccata l’autostrada Ragusa-Catania ed entri in sintonia con la sua collega Barbara Lezzi che fino a qualche mese fa ostentava ottimismo inebriando l’attesa dei sindaci di quell’area.".
"Toninelli – ha aggiunto il Governatore – ci dica inoltre come vuole sbloccare i miliardi in mano ad Anas e Rfi, chi vuole nominare commissario per le strade provinciali e la smetta di pontificare. E si prepari a ricevere una nostra delibera, con la quale gli chiediamo di farsi carico di un piano anti-sismico della viabilità: 1.900 viadotti e ponti suscettibili di verifica".
"Ci chiediamo poi – ha concluso Musumeci – che fine abbia fatto la promessa di Toninelli che in novembre, venendo in Sicilia, accolto in questo Palazzo, ha denunciato lo stato da terzo mondo della viabilità provinciale chiedendoci di proclamare lo stato di calamità e di emergenza e anticipando la nomina di un commissario con poteri straordinari. La Giunta dopo una settimana ha deliberato la richiesta dello stato di emergenza e ha indicato nel presidente della Regione il possibile commissario con poteri straordinari. Ma fino a oggi non si hanno notizie, anche se nei corridoi si discute sulla possibilità di trovare un accordo sul nome del commissario: siamo al mercato delle vacche. Ci dica chi vuole che faccia il commissario e con quali risorse vuole affrontare il tema della viabilità, parliamo di almeno cinquemila chilometri di strade; noi abbiamo già inviato al ministero un elenco di arterie che potrebbero essere interessate (125 strade provinciali) per il cui ammodernamento serviranno almeno 303,8 milioni di nuovi fondi".
Dai grillini accuse a Musumeci di "aver perso lo stile" e difesa d’ufficio di Toninelli, che su twitter scrive: "Sono vicino ai siciliani, Musumeci compreso, e continuerò ad aiutare la #Sicilia. Malgrado gli sproloqui del governatore, che danneggiano l’isola, la presenza del Governo sortisce effetti contro la stasi, effetti sotto gli occhi di tutti. Le chiacchiere stanno a zero. Avanti così".

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